La casa delle luci
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Libri Moderni

Carrisi, Donato

La casa delle luci

Abstract: Nella grande casa spenta in cima alla collina, vive sempre sola una bambina... Si chiama Eva, ha dieci anni, e con lei ci sono soltanto una governante e una ragazza finlandese au pair, Maja Salo. Dei genitori nessuna traccia. È proprio Maja a cercare disperatamente l'aiuto di Pietro Gerber, il miglior ipnotista di Firenze, l'addormentatore di bambini. Da qualche tempo Eva non è più davvero sola. Con lei c'è un amichetto immaginario, senza nome e senza volto. E a causa di questa presenza, forse Eva è in pericolo. Ma la reputazione di Pietro Gerber è in rovina e, per certi versi, lo è lui stesso. Confuso e incerto sul proprio destino, Pietro accetta, pur con mille riserve, di confrontarsi con Eva. O meglio, con il suo amico immaginario. È in quel momento che si spalanca una porta invisibile davanti a lui. La voce del bambino perduto che parla attraverso Eva, quando lei è sotto ipnosi, non gli è sconosciuta. E, soprattutto, quella voce conosce Pietro. Conosce il suo passato, e sembra possedere una verità rimasta celata troppo a lungo su qualcosa che è avvenuto in una calda estate di quando lui era un bambino. Perché a undici anni Pietro Gerber è morto. E il misterioso fatto accaduto dopo la sua morte ancora lo tormenta.


Titolo e contributi: La casa delle luci : romanzo / di Donato Carrisi

Pubblicazione: Milano : Longanesi, 2022

Descrizione fisica: 428 p. ; 24 cm

Serie: La gaja scienza ; 1452

ISBN: 9788830453524

EAN: 9788830453524

Data:2022

Lingua: Italiano (lingua del testo, colonna sonora, ecc.)

Paese: Italia

Serie: La gaja scienza ; 1452

Nomi: (Autore)

Soggetti:

Classi: 853.92 NARRATIVA ITALIANA. 2000- (0)

Dati generali (100)
  • Tipo di data: monografia edita in un solo anno
  • Data di pubblicazione: 2022
  • Target: adulti, generale
Testi (105)
  • Genere: fiction

Sono presenti 25 copie, di cui 10 in prestito.

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In una grande casa in cima alla collina di San Gimignano vive una bambina di nome Eva. Dei genitori nessuna traccia. Con lei ci sono solo la governante Vannini e la babysitter Maja. Sarà proprio quest’ultima a chiedere l’intervento dell’ipnotista Pietro Gerber perché la piccola, che non esce mai di casa perché agorafobica, parla esclusivamente con un amico immaginario che la comanda, la controlla e la punisce. Gerber, detto l’addormentatore di bambini, sta attraversando un momento non troppo felice della sua vita. Il suo declino psico-fisico, iniziato con la separazione dalla moglie Silvia e dal figlio Marco, ha avuto quasi “un punto di non ritorno” in seguito ad alcuni insuccessi lavorativi.

Nonostante le perplessità sull’anomala situazione, Pietro accetterà l’incarico perché, come confesserà a Maja, «Ho sempre pensato che nella mente di chi è ancora piccolo ci sia un residuo di qualcosa di primigenio, un’autenticità non ancora corrotta, uno spazio libero e anche qualcosa di prezioso.»

Quando, però, a parlargli per voce di Eva, sarà un bambino di cinque anni la cui storia è ben nota a Gerber, l’uomo incomincerà a dubitare di tutto, di tutti e anche di se stesso. “Starò forse impazzendo?” si domanda appena l’amichetto immaginario della giovane paziente narrerà dettagli che solo chi ha vissuto nel 1997, con Pietro, può conoscere. È il passato che ritorna a chiedere il conto o è solo suggestione? Perché tutte quelle sincronicità?

Si può giocare all’infinito lo stesso gioco? Sì, se a giocare sono i bambini e se il gioco li coinvolge davvero tanto come quello degli omini di cera.

«Mai più chiasso né frastuono, giuro giuro starò buono. Non farò mai più capricci, né pasticci, né bisticci e se il diavolo ballerino poi ci mette lo zampino finirò dritto all’inferno e lì ballerò in eterno.»

La casa delle luci unisce alla razionalità della psicologia la suggestione dell’ignoto, della vita dopo la morte e della comunicazione tra i due mondi. La capacità di Carrisi è quella di condurci, per mano, in una precisa direzione per poi farci virare bruscamente verso la direzione opposta. E noi lì, a seguirlo, come ipnotizzati.

Pietro Gerber si conferma un personaggio ricchissimo di sfumature e dolore, una figura terribilmente in bilico tra un presente difficile, un passato che nasconde numerosi segreti e qualcosa che va oltre.

Il punto di forza di Carrisi, soprattutto in questa serie dell’addormentatore di bambini, è il saper trattare magistralmente le tematiche legate all’oscurità, al male e agli abissi dell’animo umano.

Lo stile e la scrittura di Carrisi sono sicuramente unici e riconoscibili. I colpi di scena, la suspence, l’alone di mistero che ci avvolge, l’inquietudine creata, i brividi che scatena, l’ansia, i dubbi e le domande del nostro ipnotista che diventano nostri, la necessità di scoprire l’epilogo, la scelta del tema che sa catturare… sono elementi che ci costringono a ‘divorare’ le pagine.

Equilibrio perfetto, sempre suggestivo e coerente come solo un grande maestro sa fare.

Fascino puro!

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