La casa in fondo a Needless Street
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Libri Moderni

Ward, Catriona

La casa in fondo a Needless Street

Abstract: Nel bosco in fondo a Needless Street non abitano solo animali ma anche senso di colpa, crudeltà e dolore. Smarrircisi è fin troppo facile, perché tutti siamo vittime ma anche carnefici. Questa è la storia di un assassino, di una bambina scomparsa e di una vendetta. Questa è la storia di Ted, che vive con sua figlia Lauren e la gatta Olivia in una casa normale alla fine di una strada normale. Tutte queste cose sono vere. Eppure, alcune sono bugie. Pensi di sapere cosa c'è dentro l'ultima casa in fondo a Needless Street. Pensi di aver già letto questa storia. Ma è qui che ti sbagli.


Titolo e contributi: La casa in fondo a Needless Street / Catriona Ward ; traduzione di Christian Pastore

Pubblicazione: Milano : Sperling & Kupfer, 2022

Descrizione fisica: 369 p. ; 21 cm

Serie: Macabre

EAN: 9788820072827

Data:2022

Lingua: Italiano (lingua del testo, colonna sonora, ecc.)

Paese: Italia

Serie: Macabre

Nomi: (Traduttore) (Autore)

Soggetti:

Classi: 813.6 NARRATIVA AMERICANA IN LINGUA INGLESE, 2000- [14] HORROR

Dati generali (100)
  • Tipo di data: monografia edita in un solo anno
  • Data di pubblicazione: 2022
  • Target: adulti, generale
Testi (105)
  • Genere: fiction

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Lari 813.6 NARRATIVA AMERICANA IN LIN WAR CAS 0 In ordine Disponibile
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Una bambina scomparsa, un uomo che vive con la figlia e la gatta, un assassino e una donna sulle sue tracce per scoprire finalmente quale destinato è stato riservato alla sorellina perduta. Questo l’horror firmato da Catriona Ward dal titolo La Casa in Fondo a Needless Street, in cui tutto ciò che crediamo di sapere crolla e si disperde, in un labirinto psicologico la cui architettura è stata eretta con meticolosità per farci smarrire al suo interno. Un magnifico romanzo edito da Sperling & Kupfer per la collana Macabre, in cui nulla è come appare ed è facile lasciarsi destabilizzare dall’intrico che lega lo spaventoso mistero intorno a quella casa in fondo alla strada. In quel punto dove l’asfalto lascia spazio alla foresta, che inghiotte e nasconde ogni cosa: odio, segreti, anime e persino dèi.

Ted è un omone grande e grosso, che vive con la figlia Lauren e la gatta Olivia, in una casa in fondo a Needless Street. Ted si prende cura di Lauren come può, memorizza ricette di sua invenzione sul suo registratore e dà da mangiare a tutte le varietà di uccelli che si posano nel cortile sul retro. Tuttavia, non è tutto roseo nella sua vita: Lauren gli urla addosso tutto il suo odio, il registratore contiene una cassetta che Ted ha paura di ascoltare e qualcuno nel vicinato ha ucciso in maniera spietata tutti gli uccelli che gli tenevano compagnia. Intanto, in soffitta, qualcosa si agita e fa rumore, ma la gatta Olivia cerca di ignorare i segreti che vi si celano per adempiere al suo compito: prendersi cura di Ted ogni volta che lo sente affranto o sofferente per qualcosa.

Nella casa accanto a quella di Ted, quella rimasta sfitta per tanti anni, una giovane donna fa intanto la sua comparsa: Dee Dee, che si presenta a Ted come la sua nuova vicina in maniera molto amichevole. Lei è in realtà alla ricerca della sorellina scomparsa undici anni prima, Lulu, e le piste che ha seguito finora l’hanno condotta fino a Ted. Quando vede la casa del suo vicino per la prima volta, si trova dinanzi a un’abitazione fortemente trascurata e in sfacelo, quella di un uomo solo, disoccupato, disadattato, che si reca nella foresta ai margini della strada un po’ troppo spesso, a seppellire oggetti di dubbia natura. Dee Dee ne è sicura: è lui il rapitore di Lulu. Deve essere sicuramente lui.

La costruzione de La Casa in Fondo a Needless Street avviene ad opera di Catriona Ward attraverso specifici POV: quelli di Ted, Olivia e Lauren, tutti narrati in prima persona (sì, anche quello della micia), con l’aggiunta di quello di Dee Dee, la donna che dopo undici non si è ancora arresa e vuole ritrovare la sorella scomparsa, con una narrazione invece in terza persona. È facile quindi empatizzare un po’ con ciascuno di essi, soprattutto all’inizio. I primi tre, ci raccontano in maniera diretta in che modo percepiscono e vivono il loro piccolo grande mondo, costruito all’interno di quelle quattro mura decadenti che racchiudono più emozioni e segreti di quanti possano contenerne. Il lettore si sente invece vicino a Dee Dee per la disgrazia che le è capitata e per la forza d’animo che dimostra nel voler ottenere giustizia per quanto le è stato sottratto.

Man mano che il romanzo horror della Ward procede, ogni capitolo però si sviluppa in maniera sempre più spaventosa e angosciante. Le figure di cui credevamo di esserci fatti una vaga idea cominciano a distorcersi, a deformarsi, rivelano ombre tanto scure da immergerci nei neri abissi del loro animo. I dubbi sorti sulle prime battute prendono la forma di certezze, salvo poi essere infrante a loro volta sotto i colpi di nuove, scioccanti rivelazioni. Non si tratta di un “sofisticato sistema di specchi e leve” architettato da Catriona Ward. Se proprio vogliamo dirla tutta, nella casa di Ted tutti gli specchi sono stati infranti per non mostrare mai il suo riflesso o immagini di figure indesiderate. Siamo semplicemente immersi nello svisceramento delle conseguenze sull’animo umano di traumi e abusi lunghi una vita, attraverso un percorso labirintico in cui, ogni volta che crediamo di aver trovato la strada verso la soluzione al mistero, ci ritroviamo nuovamente di fronte a muri e bivi.

La Casa in Fondo a Needless Street è un piccolo capolavoro horror che nutre il nostro terrore nei riguardi di ciò che la mente umana può essere indotta a congegnare, alimentando così anche ripugnanza e angoscia. La Ward dissemina al suo interno tutta una serie di indizi utili a comporre quel puzzle che possa fornire la risposta all’enigma: una madre iperprotettiva che cura ogni ferita con sapienti punti di sutura, lo scalpiccio di piccoli passi in soffitta provenienti da quelli che Ted chiama “i bambini verdi”, strani oggetti sepolti ai piedi degli alberi in una radura che il protagonista definisce “déi“. È però tutto un gioco di inganni: quando crediamo di aver messo al proprio posto ogni pezzo, ecco che la nostra angoscia si ripresenta ancora più forte e viva di prima. Non sappiamo più chi è realmente il mostro della storia e chi la preda, chi il carnefice e chi la vittima. L’orrore è allora un’onda nera che si abbatte sulla nostra percezione con la forza di uno tsunami, man mano che comprendiamo quanto La Casa in Fondo a Needless Street sia una ricostruzione di abusi e disturbi psichici e che trovare la luce nelle ombre dell’animo umano è un percorso lungo e fatto di pericoli.
Mai giudicare un libro dalla copertina, si dice, ma già dall’aspetto estetico de La Casa in Fondo a Needless Street comprendiamo il suo valore. Si tratta infatti di un piccolo gioiellino tascabile che riteniamo non dovrebbe mancare nella libreria di un appassionatto dell’orrore: la copertina, rigida, è stata illustrata infatti da Davide Toffolo, fumettista italiano autore di Carnera, Pasolini, Il Re Bianco, Il cammino della Cumbia e L’Ultimo Vecchio sulla Terra, nonché voce e chitarra dei Tre Allegri Ragazzi Morti. Già la copertina è perciò una dichiarazione d’intenti orrorifici (a predominanza rossa, come il taglio delle pagine), riportante tra l’altro il commento di Stephen King all’opera:

Potrebbe sembrare una frase fatta, ma abbiamo divorato le pagine de La Casa in Fondo a Needless Street. Il sincero orrore di fronte ad alcune delle azioni dei protagonisti, il sovvertimento delle nostre certezze, l’esigenza che questa storia produce nel lettore di trovare delle risposte alle situazioni spaventose e apparentemente senza senso cui si trova di fronte. Ogni cosa concorre a portare a termine il romanzo con avidità, cercando una via attraverso gli inganni e le trappole (soprattutto della mente) di cui è disseminato. Amore e odio per i protagonisti si avvicendano poi e si alternano contribuendo a destabilizzarci: chi merita le nostre simpatie? Chi è il “buono” e chi il “cattivo” della trama? Il compito diventa allora comprendere dove sta la verità e afferrarla, con una precauzione: leggere con la consapevolezza che l’innocenza e la crudeltà possono essere in certi casi sfumature nello stesso spettro della moralità.

La postfazione firmata da Catriona Ward a fine libro conferma infine un altro aspetto che emerge attraverso il suo romanzo, man mano che la verità riesce a farsi strada nelle nostre coscienze. Il compito non è solo quello di “smascherare” il colpevole, il mostro, il torturatore e l’assassino. La consapevolezza si scontra con un’altra verità: non è possibile giudicare a priori le azioni degli uomini, senza conoscerne il vissuto, i sentimenti profondi, la sofferenza che hanno dovuto affrontare. Ogni individuo, anche quello apparentemente più ostile, può essere vittima degli altri e di se stesso e sta a noi stabilire quanto siamo realmente “umani” per poter fare la differenza nella vita di chi convive con il dolore.

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