Un ritornello non fa primavera
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Libri Moderni

Georget, Philippe

Un ritornello non fa primavera

Abstract: La processione del Sanch, tradizionale appuntamento pluricentenario del Venerdì Santo nella Catalogna francese, viene inaspettatamente interrotta dall'omicidio di uno dei penitenti. Si tratta di Christian Aguilar, anziano maestro di pianoforte, uomo dalla vita banale e solitaria di cui si fatica a immaginare potenziali nemici. Nello stesso momento, a poca distanza dalla processione, una violenta rapina in una gioielleria di Perpignan frutta un ingente bottino di pietre preziose. Il tenente Gilles Sebag comincia presto a ipotizzare un legame tra i due eventi, man mano che diventa più chiaro che la vita e la personalità di Aguilar nascondono molto più di quanto non sembri. A quanto pare, infatti, l'anziano maestro in gioventù era stato uno dei favoriti di Charles Trenet, il "cantante folle" arrestato per omosessualità negli anni Sessanta, tanto da risiedere oggi nella casa di Perpignan un tempo proprietà dell'artista. Il tenente Sebag e i suoi colleghi cominciano così a indagare alla ricerca di un movente legato a smodata cupidigia, ricatti per ben taciuti, segreti o vendette per vecchi dissapori, sullo sfondo di una Perpignan più catalana che mai, dove il perbenismo borghese si mescola alla decadenza del quartiere gitano.


Titolo e contributi: Un ritornello non fa primavera / Philippe Georget ; traduzione dal francese di Silvia Manfredo

Pubblicazione: Roma : E/O, 2022

Descrizione fisica: 314 p. ; 21 cm

Serie: Dal mondo. Francia

EAN: 9788833574745

Data:2022

Lingua: Italiano (lingua del testo, colonna sonora, ecc.)

Paese: Italia

Nomi: (Autore) (Traduttore)

Soggetti:

Classi: 843.92 NARRATIVA FRANCESE. 2000- (0) Giallo (Mystery) <genere fiction> (0) Poliziesco <genere fiction> (0)

Dati generali (100)
  • Tipo di data: monografia edita in un solo anno
  • Data di pubblicazione: 2022
  • Target: adulti, generale
Testi (105)
  • Genere: fiction

Sono presenti 1 copie, di cui 1 in prestito.

Biblioteca Collocazione Inventario Stato Prestabilità Rientra
Peccioli G 843.92 GEO 0210- In prestito 22/07/2022
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A Philippe Georget devono piacere i nomi delle stagioni. Esce infatti, a distanza di una decina d’anni dal primo, il suo ultimo romanzo: “Un ritornello non fa primavera”, che è anche il quarto e ultimo a contenere nel titolo il nome di una stagione e che oggi ho il piacere di recensire qui a Thriller Cafè. In Italia, dove “Crimes d’hiver” non è mai uscito (saremo invernofobi?), è pubblicato da E/o, con la traduzione di Silvia Manfredo.

Protagonista è sempre il simpatico ispettore Gilles Sebag, investigatore della Polizia di Perpignan, città di tradizione catalana nel Sud-Ovest della Francia. Sebag è un anti-eroe per eccellenza. Calmo, riflessivo, fine analista psicologico, Georget lo paragona esplicitamente al tenente Colombo, al quale in effetti potrebbe somigliare.

In questo caso lo troviamo alle prese con un omicidio e una rapina, avvenuti contemporaneamente nel corso della processione del Sanch, storica rappresentazione del venerdì santo prima di Pasqua, nella quale gli appartenenti alla Confarternita del Sanch sfilano incappucciati flagellandosi (almeno un tempo, ora meno) per espiare i propri peccati. Proprio uno degli incappucciati con il tradizionale copricapo chiamato caparutxa è la vittima designata. Sebag dovrà quindi districarsi in un terreno minato, rischiando di pregiudicare l’inviolabile reputazione della Confraternita.

A dire il vero, insieme a Sebag, Georget mette al centro del romanzo un altro personaggio. Ma in questo caso si tratta di un personaggio realmente esistito: il celebre cantante Charles Trenet, che proprio a Perpignan ha vissuto tratti della propria vita. Sarà infatti da una storica dimora di proprietà della famiglia Trenet che arriverà la soluzione del mistero.

Devo dirvi che io sono stato conquistato dalla calma fermezza di Sebag, che Georget delinea in modo molto abile. Ne svela i pensieri e le elaborazioni, senza farci perdere nulla del percorso dell’indagine, alla quale a chi legge sembrerà un po’ di prendere parte. A questo alterna i pensieri dell’assassino, ovviamente senza svelarcene l’identità. La soluzione del caso vi sembrerà quindi quasi una partita a scacchi fatta di mosse e contromosse. In più, per non appesantire troppo la narrazione, ogni tanto Gilles Sebag fa a proprio beneficio dei piccoli riassunti mentali della situazione, che ci mettono al corrente di sviluppi secondari che Georget preferisce non affrontare “in diretta”. Chissà se il passato di giornalista di Georget può aver contribuito a questa tecnica? Il tutto impostato su un registro di fine ironia che alleggerisce il racconto. Chapeau, direbbero i francesi.

Proprio perché Georget ama la cura dei particolari, ci sono tanti piccoli ingredienti in questo romanzo. C’è un elogio della lettura, perché Gilles Sebag riscopre in questo romanzo il piacere dei libri. C’è un omaggio alle tradizioni catalane di Perpignan, francese, ma sempre attratta da Barcellona, così vicina e così presente nella cultura del luogo. C’è il tema dichi vive “ai margini”, con la bella figura del clochard Nicolas, dei giovani punkabbestia e della comunità gitana di Perpignan. Più in generale, il tema delle diversità, negli stili di vita e nelle abitudini sessuali, e quello collegato dell’omofobia. E, forse, il tema più presente di tutti è quello della verità. O meglio, della precarietà delle verità, al plurale, in un mondo che cambia sempre più velocemente e nel quale anche le tradizioni secolari e le appartenenze più solide sono messe a dura prova.

Nel complesso, cari avventori del Thriller Cafè, a me è parsa una lettura decisamente piacevole. Vi sembrerà di sorseggiare quei cocktail, per rimanere in tema, nei quali sono contenuti una moltitudine di ingredienti in proporzioni limitate, ma che, alla fine, vi offrono un sapore che vi convince. Il tutto cullati dalle indimenticabili canzoni di Charles Trenet, che, senza mai abbandonarvi, faranno da colonna sonora al romanzo.

Philippe Georget è nato a Epinay-sur-Seine nel 1963. Dopo una laurea in Storia, si è dedicato al giornalismo, prima in radio e poi in televisone per France 3. Appassionato viaggiatore, nel 2001 ha fatto il giro del Mediterraneo in camper, attraversando in dieci mesi Italia, Grecia, Libia e altri paesi. Il suo romanzo d'esordio, D'estate i gatti si annoiano (E/O 2012) è seguito da In autunno cova la vendetta e Il paradosso dell'aquilone. Nel 2017 per E/O ha scritto La stagione dei tradimenti.

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