Storia del figlio
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Libri Moderni

Lafon, Marie-Hélène

Storia del figlio

Abstract: Il figlio è André. La madre, Gabrielle. Il padre è sconosciuto. André viene cresciuto da Hélène, la sorella di Gabrielle, e suo marito: coccolatissimo, unico maschio fra le cugine, ogni estate ritrova "la madre", misteriosa signora che ha scelto di vivere a Parigi e torna a trascorrere le vacanze in famiglia. Questo è solo l'inizio della storia, o meglio è una parte, perché le vicende narrate in "Storia del figlio" coprono un arco lungo cent'anni, raccontando il prima e il dopo, indagando sui molti perché, spostando di volta in volta la lente su un personaggio e su un momento diverso: due bambini gemelli di Chanterelle a inizio Novecento, un irrequieto collegiale che conosce i primi turbamenti erotici, una donna sola in un appartamento parigino, un partigiano in cerca di suo padre e molti altri ancora. A mettere insieme tutti i pezzi, in questa saga familiare costruita come un mosaico, è la penna di Marie-Hélène Lafon che, con eleganza, delicatezza e sensibilità, racconta la verità di una famiglia nelle sue pieghe più profonde, quelle che scavano i solchi della vita.


Titolo e contributi: Storia del figlio / Marie-Hélène Lafon ; traduzione di Antonella Conti

Pubblicazione: Roma : Fazi, 2022

Descrizione fisica: 159 p. ; 22 cm

Serie: Le strade ; 509

EAN: 9791259670410

Data:2022

Lingua: Italiano (lingua del testo, colonna sonora, ecc.), Francese (lingua dell'opera originale)

Paese: Italia

Serie: Le strade ; 509

Nomi: (Traduttore) (Autore)

Soggetti:

Classi: 843.92 NARRATIVA FRANCESE. 2000- (0)

Dati generali (100)
  • Tipo di data: monografia edita in un solo anno
  • Data di pubblicazione: 2022
  • Target: adulti, generale
Testi (105)
  • Genere: fiction

Sono presenti 1 copie, di cui 1 in prestito.

Biblioteca Collocazione Inventario Stato Prestabilità Rientra
Pontedera, Giovanni Gronchi NARRATIVA 843 LAF sto 0010-85334 In prestito 25/07/2022
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Il romanzo di Marie-Hélène Lafon, Storia del figlio (Fazi, 2022, trad. Antonella Conti) ripercorre la storia di André, un figlio il cui itinerario segue il percorso di vita legato alle scelte originarie della madre, Gabrielle.
Il narrato, per il quale la scrittrice ha ricevuto il Premio Renaudot 2020, è la storia di un secolo, un lungo arco di tempo durante il quale uomini e donne si incontrano, si amano, si rifiutano, si dimenticano o scompaiono troppo presto a seconda del caso, del destino.
Questa è la storia di un figlio voluto, ma poi affidato ad altri, di un padre che non diventa padre e di una madre, Gabrielle, che in tempi assai lontani dalla modernità d’oggi dà alla luce, da single già avanti negli anni, quel bambino, quel frutto d’una passione breve ma intensa, presto affidato alla sorella e al cognato, Hélène e Léon.

“Da sempre André aveva usato due parole diverse per le sue madri. Era un po’ difficile da spiegare. Mamma era riservato a Hélène, sua zia che lo aveva cresciuto a Figeac, madre a Gabrielle, sua madre che abitava a Parigi; con lei aveva solo passato quattro settimane l’anno per i primi diciassette anni della sua vita e ancor meno da quando non viveva più nella casa d’infanzia.”

Tutto inizia con un terribile incidente domestico nell’aprile del 1908; a esso bisogna sopravvivere, andare avanti e continuare la storia di famiglia. Perché nasciamo da un luogo, da una storia, da un tempo, da un’epoca, da un secolo, ma poi ognuno ha, al contempo, il desiderio di costruire la propria esistenza futura andando comunque alla ricerca delle proprie origini.

Il romanzo è un insieme di quadri familiari che si spostano nel tempo: ha un andamento ritmico, altalenante tra il passato e il presente, ma anche circolar,e perché tutto inizia con Armand e tutto finisce con Armand, esattamente cento anni dopo. Proprio in uno dei giorni più importanti della sua vita, quello del matrimonio, André scopre chi è suo padre. Il segreto gli viene svelato la sera della cerimonia, proprio dalla sua sposa Juliette

“André sentiva su di sé, sul suo braccio destro, il vivido calore della spalla bionda di Juliette. Lei lo aveva buttato fuori tutto d’un fiato, come si recita una poesia davanti al maestro e alla classe, senza guardarlo, senza respirare e senza muoversi, il corpo contratto, tua madre ieri mi ha detto di tuo padre, si chiama Paul Lachalme è nato nel 1903, ha quarantasette anni, sedici meno di lei, si sono conosciuti ad Aurillac al liceo maschile, fa l’avvocato, vive a Parigi…”

La figura del padre naturale rimane comunque un po’ nell’ombra rispetto alla vita di André, anche se un’assenza a volte fa più rumore di una presenza costante.
Ciò che racconta Storia del figlio è la riappropriazione, da parte del figlio del figlio, quindi del figlio di André, di una storia di cui il padre era stato privato, ma che tuttavia lo aveva accompagnato ogni momento della sua vita. È Antoine, figlio di André, che riesce a ricomporre il ritratto del padre del padre, presenza dal destino negata al proprio genitore.

Una profonda malinconia pervade Storia del figlio, romanzo volto alla ricostruzione di un’intera esistenza attraverso tanti frammenti, la cui rievocazione pian piano permette al lettore di cogliere sia la storia nel complesso sia, soprattutto, di far luce su profondità nascoste dietro decenni di parole non dette. Poco si dice ma molto s’intuisce in questa vicenda.

Marie-Hélène Lafon racconta la storia di André e della sua famiglia nell’arco di un intero secolo e la pone tra Lot Cantal e Parigi; nel narrare sceglie con cura le parole, elimina il superfluo e riesce a descrivere una realtà quasi poetica, raccontando vite prive di accadimenti degni di nota, ma, comunque, ricche di sentimenti.

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