Gelosia
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Libri Moderni

Nesbø, Jo

Gelosia

Abstract: Ossessione, desiderio, smania di vendetta. Jo Nesbø racconta il preciso istante in cui la passione prende il sopravvento. Due fratelli gemelli coinvolti in un triangolo amoroso e un detective, specializzato in casi criminali che hanno la gelosia come movente, chiamato a sbrogliare la questione. Il profondo e improvviso legame tra due passeggeri su un volo per Londra che potrebbe essere l'inizio di una relazione o di qualcosa di molto piú sinistro. Uno scrittore di successo che si ritrova vittima dell'ossessione altrui e riesce a cavarsela grazie al suo talento nel raccontare. Una donna che approfitta della pandemia per vendicarsi di un crimine subito e, insieme, della vita. Storie di uomini feroci, di amanti privi di scrupoli, di destini implacabili. Nell'atmosfera ossessiva e perturbante del maestro del crime scandinavo.


Titolo e contributi: Gelosia / Jo Nesbø ; traduzione di Eva Kampmann

Pubblicazione: Torino : Einaudi, 2021

Descrizione fisica: 255 p. ; 22 cm.

Serie: Einaudi. Stile libero big

ISBN: 9788806250041

EAN: 9788806250041

Data:2021

Lingua: Italiano (lingua del testo, colonna sonora, ecc.), Tedesco (lingua dell'opera originale)

Paese: Italia

Nomi: (Traduttore) (Autore)

Classi: 839.82374 Thriller <genere fiction> (0)

Dati generali (100)
  • Tipo di data: monografia edita in un solo anno
  • Data di pubblicazione: 2021
  • Target: adulti, specialistico
Testi (105)
  • Genere: novelle, racconti brevi

Sono presenti 3 copie, di cui 2 in prestito.

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Immergiamoci in una fantasia tra il letterario e il cinematografico. E immaginiamo un film sull'Otello shakespeariano diretto da Alfred Hitchcock. La tragedia del sospetto immersa nelle atmosfere de La donna che visse due volte. Il tema universale del capolavoro teatrale abbinato allo sguardo del mago della suspense. Intrigante, no? Anche perché, alla fine, scopriremo quello che in fondo sappiamo già: e cioè che il re dalla pelle nera e Iago non sono maschere contrapposte, ma i due volti di una stessa persona.

La pellicola, ovviamente, non esiste né esisterà mai. Ma la combinazione Shakespeare-Hitchcock si incarna alla perfezione in Gelosia, il nuovo Jo Nesbø in uscita per Einaudi Stile libero. Originale, nella produzione del maestro noir norvegese, per l'abbandono degli scenari sanguinolenti e della figura classica del serial killer. E per la forma: una raccolta di racconti, diversi nella lunghezza, nei luoghi, nelle motivazioni di chi commette crimini e misfatti. Però non a scapito dell'unità del volume: ad accomunare le storie ci sono, oltre al tema citato nel titolo, l'utilizzo della prima persona; la duplice faccia, da vittima e da carnefice, che accomuna i protagonisti; la capacità di ciascun episodio di lasciarci senza fiato, con un senso di disagio disturbante e insieme catartico.

Ma veniamo alle singole short stories. Cominciando dalla più corposa, un vero e proprio romanzo breve: Gelosia, appunto. In cui Nesbø lascia la sua Norvegia per trasferirsi in un'isola greca, dove un tedesco in vacanza sembra aver ammazzato il suo gemello identico: la questione, centrale, del doppio viene dunque tematizzata in maniera esplicita. Il protagonista, però, è un terzo personaggio, l'io narrante, che riassume in sé il senso dell'intero libro: l'uomo della gelosia.

È un poliziotto sui generis chiamato a indagare ogni volta che, in un delitto, affiorano possibili moventi passionali. Su questo terreno lui è un mago: per vocazione, per esperienze pregresse. Insomma niente soldi, niente scalata al potere politico o finanziario. Il follow the money che caratterizza tanto noir sociale contemporaneo, compreso quello scandinavo - pensiamo alla compatriota Anne Holt - qui, semplicemente, non esiste. A motivare la violenza (mai mostrata, descritta sempre a posteriori e sempre sobriamente, e quasi sempre maschile) è quella cecità, quello scollamento, quella psicosi innescata - non generata - dalla scoperta di un tradimento sentimentale: "Perché la nostra gelosia elimina la differenza tra te e me, i nostri comportamenti cominciano a somigliarsi trasversalmente al ceto, al genere, alla religione, al titolo di studio, al QI, alla cultura, all'educazione, così come i comportamenti dei tossicomani incalliti si somigliano, siamo tutti dei morti viventi che barcollano per le strade spinti da un unico scopo: riempire il grande buco nero che abbiamo dentro di noi".

E per colmarlo, i personaggi dei racconti di Nesbø sono pronti a ogni nefandezza: dalle aspiranti suicide al netturbino con problemi di gestione della rabbia, dallo scrittore in crisi al marito spiantato con moglie ricca, il vuoto, il silenzio assordante da far tacere a tutti i costi, sono i motori di ogni azione. E danno il ritmo alla narrazione, incalzante, morbosa, anche quando sembra esserci calma piatta: l'equivalente, sulla pagina scritta, di quanto accade sullo schermo ne La donna che visse due volte.

In questo contesto il riferimento a Shakespeare - di cui Nesbø riscrisse, qualche anno fa, il Macbeth, in un volume edito da Rizzoli - diventa esplicito: è una celebre citazione dall'Otello, in cui la gelosia viene definita "un mostro dagli occhi verdi", ad aprire la raccolta.

Ma anche Hitchcock fa capolino, quando nel primo racconto, ambientato su un volo Londra-New York, il narratore si appresta a passare il tempo guardando il suo Delitto per delitto. Capolavoro centrato sullo scambio di ruoli: uomini tra loro estranei decidono di commettere l'uno l'omicidio desiderato dall'altro. Il primo si ferma, il secondo no.

E a noi resta la sensazione che proprio come Otello e Iago, proprio come i gemelli identici di Nesbø, questi due personaggi siano in realtà gli estremi di un unico Io diviso in due.

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