Randagi
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Libri Moderni

Amerighi, Marco <1982->

Randagi

Abstract: A Pisa, in un appartamento zeppo di quadri e strumenti musicali affacciato sulla Torre pendente, Pietro Benati aspetta di scomparire. A quanto dice sua madre, sulla loro famiglia grava una maledizione: prima o poi tutti i Benati maschi tagliano la corda e Pietro - ultimogenito fifone e senza qualità - non farà eccezione. Il primo era stato il nonno, disperso durante la guerra in Etiopia e rimpatriato l'anno dopo con disonore. Il secondo, nel 1988, quello scommettitore incallito del padre, Berto, tornato a casa dopo un mese senza il mignolo della mano destra. Quando uno scandalo travolge la famiglia, Pietro si convince che il suo turno è alle porte. Invece a svanire nel nulla è suo fratello maggiore Tommaso, promessa del calcio, genio della matematica e unico punto di riferimento di Pietro; a cui invece, ancora una volta, non accade un bel niente. Per quanto impegno metta nella carriera musicale, nell'università o con le ragazze, per quanto cambi città e nazione, per quanto cerchi di tagliare i ponti con quel truffatore del padre o quella ipocondriaca della madre, la sua vita resta un indecifrabile susseguirsi di fallimenti e delusioni. Almeno finché non incontra due creature raminghe e confuse come lui: Laurent, un gigolò con il pallino delle nuotate notturne e l'alcol, e Dora, un'appassionata di film horror con un dolore opposto al suo. E, accanto a loro, finalmente Pietro si accende. Con una trama ricca di personaggi sgangherati e commoventi, e una voce in grado di rinnovare linguaggi e stili senza rinunciare al calore della tradizione, "Randagi" è un romanzo sulla giovinezza e su quei fragilissimi legami nati per caso che nascondono il potere di cambiare le nostre vite. Un affresco che restituisce tutta la complessità di una generazione: ferita, delusa e sradicata dal mondo, ma non ancora disposta a darsi per vinta.


Titolo e contributi: Randagi : romanzo / Marco Amerighi

Pubblicazione: Torino : Bollati Boringhieri, 2021

Descrizione fisica: 386 p. ; 21 cm

Serie: Varianti

ISBN: 9788833937366

EAN: 9788833937366

Data:2021

Lingua: Italiano (lingua del testo, colonna sonora, ecc.)

Paese: Italia

Opera:
Serie: Varianti

Nomi: (Autore)

Soggetti:

Classi: 853.92 NARRATIVA ITALIANA. 2000- (0) Politico sociale <genere fiction> (0) Storie di formazione <genere fiction> (0)

Dati generali (100)
  • Tipo di data: monografia edita in un solo anno
  • Data di pubblicazione: 2021
  • Target: adulti, generale
Testi (105)
  • Genere: fiction

Sono presenti 3 copie, di cui 2 in prestito.

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"Perché non abbiamo fatto così anche noi, Pietro? Perché non li abbiamo lasciati entrare a sfasciare tutto, a prendersi la loro vendetta? Perché non ci siamo uniti alla loro rabbia e al loro dolore? Quel giorno abbiamo perso tutto anche noi". (p. 137)

Descrivere Randagi non è semplice, innanzitutto perché si rischia di banalizzarlo già a partire dall’etichetta: se dovessimo ritrovarci a inserirlo in una categoria, infatti, la scelta più immediata sarebbe dire che il romanzo di Amerighi, seconda opera dopo quel Le nostre ore contate che nel 2018 gli è valso il Premio Bagutta Opera Prima, è un romanzo di formazione incentrato sui primi trent’anni di vita di Pietro Benati, ma è anche un romanzo generazionale che racconta la giovane età adulta di un gruppo di ragazzi a cavallo fra la Generazione X e la Generazione Y (quella dei millennial, per intenderci). Se l’opera di categorizzazione ha degli indubbi vantaggi, come quello di poter inquadrare facilmente un processo, il lato negativo è la facilità con cui si perdono i dettagli dei singoli eventi. E dunque sì, Randagi parla di giovani adulti dei tardi anni Novanta e dei primi Duemila alle prese con l’avvento di internet, la nascita della moneta unica e l’europeizzazione dell’Italia, ma al contempo la storia di Pietro Benati e dei suoi coetanei è assolutamente unica e irripetibile come tutte le storie individuali.

È pur vero che anche i temi affrontati rientrano nel genere formativo-generazionale: da un lato abbiamo i sogni e i progetti dei due giovani rampolli della famiglia Benati (non solo Pietro, ma anche il fratello maggiore Tommaso), le aspettative che chiunque si trovi al mondo inevitabilmente ha, come il bisogno di evadere e di emergere, di crearsi una propria nicchia, di scoprire cosa c’è al di là delle colonne d’Ercole della famiglia; dall’altro troviamo le durissime mura della realtà, contro le quali quei sogni, quei progetti, quelle aspettative spesso si schiantano. In Randagi queste due enormi forze si scontrano per tutto il libro, lo attraversano come una colonna vertebrale, come gli Appennini attraversano l’Italia da nord a sud. A ciò si aggiunge il retaggio familiare, quella gabbia da cui spesso è difficile uscire perché condiziona i comportamenti del singolo ben oltre l’uscita dal nido casalingo; senza contare che la maledizione che grava sopra la famiglia Benati, i cui membri maschili tendono a “scomparire” (ossia a darsela a gambe) con estrema facilità. Così cresce il piccolo Pietro: convinto che in ogni istante gli possa capitare di lasciare il proprio angolo di mondo che tanto ama e che con tanta difficoltà ha contribuito a costruirsi.

Questi temi e argomenti vengono ben costruiti dalla penna di Amerighi, i cui sforzi sembrano tutti volti a rendere l’esistenza di Pietro quanto più familiare e intima al lettore possibile. Nel corso delle pagine (e degli anni) troviamo un personaggio che si rende sempre più persona. Sul piatto abbiamo le sue paure, le sue debolezze, ma anche la sua forza e ogni singolo centimetro della sua pelle. La mole di personaggi – comprimari e secondari – che incontriamo lungo la via rendono il romanzo lontano dalla fiction e via via più simile alla realtà. Le cose spesso accadono senza un apparente motivo aggregante, i personaggi si perdono e si ritrovano proprio come avviene nella vita reale. In Randagi il difetto principe del romanzo – fare ciò che nella vita reale non capita, vale a dire rendere tutto perfettamente incastrato come un gioco d’intarsi – non si percepisce. C’è, perché ovviamente è finzione, eppure sembra realmente di leggere il resoconto della vita di un ragazzo di trent’anni che potrebbe essere chiunque di noi. Riuscire in questa impresa di far perdere il lettore fra i vicoli e le stradine del proprio romanzo è una sfida difficilissima da vincere e Amerighi c’è riuscito appieno.

Randagi è dunque un romanzo di formazione? Un romanzo generazionale? Concludiamo affermando che Randagi è un romanzo che affronta il più grande dei misteri, vale a dire il diventare adulti, e lo fa con la perizia della biografia. Il resto sono commenti di contorno.

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