Ah l'amore l'amore
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Libri Moderni

Manzini, Antonio <1964->

Ah l'amore l'amore

Abstract: Nell’ultima pagina di Rien ne va plus abbiamo lasciato Rocco Schiavone ferito in un lago di sangue. Ora è in ospedale dopo l’intervento di nefroctomia che ha subito, la stessa operazione che ha portato alla morte uno dei ricoverati del reparto, a quanto pare a causa di un errore di trasfusione. Così costretto all’immobilità, di malumore, Rocco comincia ad interessarsi a quel decesso in sala operatoria che ha tutta l’aria di essere l’ennesimo episodio di malasanità. Ma fa presto a capire che non può trattarsi di un errore umano anche perché si è fatto spiegare bene dal primario Filippo Negri le procedure in casi del genere. Per andare a fondo della questione sguinzaglia dal suo letto tutta la squadra, e segue l’andamento delle indagini, a partire dalle informazioni sul morto, Renato Sirchia, un facoltoso imprenditore di salumi della zona, casa sfarzosa, abitudini da ricco, gran lavoratore. Dietro il lusso però si cela una realtà economica disastrosa, la fabbrica è piena di debiti e salta anche fuori una consistente assicurazione sulla vita. Rocco non riesce a stare a guardare e uscito di nascosto dall’ospedale incontra la moglie e il figlio di Sirchia, Lorenzo, fresco di studi aziendali e con idee di conduzione assai diverse da quelle del padre. Le cose però non sono così semplici come appaiono e Schiavone non si fa incantare dalla soluzione più facile. Attorno a lui, le luci del Natale, i neon del reparto (non si sa quali lo deprimano di più), i panettoncini, unico cibo commestibile, gli infermieri comprensivi, il vicino di letto intollerabile e soprattutto i suoi che vanno e vengono incessantemente, lo coprono nelle sue fughe, lo assecondano e non aspettano altro che il vicequestore ritorni in servizio. Soprattutto Antonio Scipioni, che sta sostituendo Rocco ma che è alle prese con situazioni amorose da commedia degli equivoci, le tre donne con cui ha intrecciato relazioni amorose e che era riuscito a non fare mai incontrare, ora rischiano di ritrovarsi tutte e tre ad Aosta. L’unico a potergli dispensare dei consigli è proprio Schiavone.


Titolo e contributi: Ah l'amore l'amore / Antonio Manzini

Pubblicazione: Palermo : Sellerio, 2020

Descrizione fisica: 335 p. ; 17 cm

ISBN: 9788838940217

EAN: 9788838940217

Data:2020

Lingua: Italiano (lingua del testo, colonna sonora, ecc.)

Paese: Italia

Serie: La memoria ; 1155

Nomi:

Soggetti:

Classi: 853.92 NARRATIVA ITALIANA. 2000- (0)

Dati generali (100)
  • Tipo di data: monografia edita in un solo anno
  • Data di pubblicazione: 2020
Testi (105)
  • Genere: fiction

Sono presenti 24 copie, di cui 22 in prestito.

Biblioteca Collocazione Inventario Stato Prestabilità Rientra
San Miniato, Mario Luzi NAD 853.92 MAN AH SM038-59682 In prestito 23/10/2020
Chianni 853.92 MAN 0130-6600 In prestito
Pontedera, Giovanni Gronchi GIALLO 853 MAN ah 0010-78795 In prestito 26/10/2020
Pontedera, Ospedale Lotti 800 MANA 9 0310 -5903 Su scaffale Non disponibile
Vicopisano 853 MANA 15 0030-26866 In prestito
Ponsacco 853.92 MAN AH 0110-20501 In prestito
Vicopisano 853 MAN 15a 0030-26882 In prestito 28/10/2020
Terricciola 853.92 MAN 0220-15337 In prestito
Pomarance 853.92 MAN 0140-12637 In prestito 21/09/2020
Lari na 853.92 MANZ 4 0070-16181 In prestito 29/10/2020
Lajatico 853 MAN 0370-3125 In prestito 22/10/2020
San Giuliano Terme 853 MANA 10 0040-24657 In prestito 23/10/2020
Peccioli G 853.92 MAN 0210-7311 In prestito
Cascina 853.92 MAN 0020-29580 In prestito 12/10/2020
Pisa SMS 850 MANZINI ahl 0250-80896 In prestito 16/10/2020
Castellina Marittima 853.9 MANZA 3435 In prestito
Santa Luce 853.9 MANZA 0330-4942 In prestito
San Miniato, Ponte a Egola NAD 853.92 MAN SM168- In prestito
Capannoli 853.92 MAN 0060-7457 In prestito 14/10/2020
Buti 853.92 MAN AH 0190- In prestito
Crespina 853.92 MAN AH 0090-15012 In prestito 26/10/2020
Ponsacco 853.92 MAN AH 0110-20674 In prestito
Vecchiano 853.92 MAN 0170-11514 In prestito 29/10/2020
Calci 853 MANA 4 0200-13323 In prestito
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«Lì dentro il tempo era sospeso, a regolare l’esistenza e la cadenza temporale erano i dolori, le piccole, analisi e prelievi. E le visite. Mogli, mariti, fratelli e fidanzati che ogni giorno si presentavano nelle stanze, un traffico continuo di bottiglie d’acqua, dolcetti, giornali e riviste che cercavano di nascondere l’ansia e la paura. Turnazioni di amici o parenti con lo stesso sorriso a mezza bocca e le stesse notizie di chi è fuori e prosegue nella sua quotidianità.

Portavano l’odore familiare ai pazienti per accompagnare la guarigione o per non lasciare solo chi stava per abbandonare la vita. Un piccolo e insignificante scampolo di memoria che potesse accendere nel moribondo anche un solo minuto di sollievo. Amore puro che ti faceva lasciare casa e impegni e dare tutto il tuo tempo al malato nutrendolo con la speranza, coi sorrisi, anche solo con la presenza fisica. […] Dolori, pillole, analisi, prelievi, visite e i pasti.

Tutto fuori orario, l’ospedale era un microcosmo che obbediva a regole che niente avevano a che fare con la vita prima del ricovero. La scansione temporale serviva forse a distrarre i malati, a farli vivere in una dimensione diversa e assuefarli un po’ come si fa con le divise quando si parte per la leva.

Tutti uguali, tutti anonimi, tutti con l’orologio della caserma. Andarsene al più presto da quella dimensione disumana e tornare alle proprie case era l’unico desiderio, pensiero fisso costante che abitava quei corpi stremati, anche nei sogni notturni.»

E questo Rocco lo sapeva benissimo. Lo sapeva benissimo come il fatto che le notti negli ospedali sono molto più lunghe dei giorni; sono tempo ininterrotto, interminabile.

È il 26 dicembre e il vicequestore Schiavone ha appena subito un importante intervento chirurgico atto a salvargli la vita ma che gli è costato un rene. Quasi contemporaneamente alla medesima operazione, una nefrectomia radicale, è sottoposto Roberto Sirchia, il quale, non riesce però a sopravvivere alle procedure mediche attuate.

Nei confronti di Filippo Negri, primario del reparto, scatta una denuncia per presunto errore medico: Sirchia, possessore del gruppo sanguigno 0RH negativo ha subito una trasfusione errata. Ma com’è possibile se nel sacco trasfusionale proprio quello era il gruppo contenuto?

Tuttavia, per Rocco qualcosa non torna. C’è un odore strano, una strana puzza. Troppi sono i tasselli che non combaciano soprattutto se si considera che predetta operazione doveva essere effettuata già un mese prima al tragico evento e che era stata rimandata esclusivamente a causa di un peggioramento delle condizioni di salute del paziente.

«Dottor Negri, io e lei in fondo lavoriamo nello stesso campo. Lei deve evitare che una persona diventi un cadavere, io devo capire chi quel cadavere l’ha prodotto. Due anelli di una stessa catena. Le sue mani mi hanno salvato la vita, ora tocca a me.»

Con “Ah l’amore l’amore” torna in biblioteca Rocco Schiavone, eclettico eroe nato dalla penna di Antonio Manzini. I fatti ripartono esattamente dal dove li avevamo lasciati e cioè da quella sparatoria sul piazzale della ditta Roversi, quando, il vicequestore, insieme alla sua squadra, aveva portato a termine l’arresto della banda di falsari e rapinatori responsabili di un duplice omicidio a Saint-Vincet.

Enigma ancora irrisolto riguardava quella pallotta sparata da non si sa chi e che con il suo incedere aveva gravemente ferito il funzionario di polizia. Pallottola, questa, che lo porta ad una degenza obbligata che lo vede comunque in prima linea con un’indagine che può apparentemente essere ricondotta ad un caso di malasanità.

La trama che si snoda tra le pagine è solida e intrigante, il giallo ben orchestrato così come la linea narrativa che è logica e ben costruita. Manzini, tra le righe, sottopone al lettore anche molteplici riflessioni su quella che è ad oggi la dimensione ospedaliera sempre più ridotta ad una gestione amministrativa di un’azienda più che ad un luogo all’interno del quale curare le persone. La burocrazia, cioè, regna sovrana e detta regole imprescindibili e insindacabili per ogni membro del personale e della degenza.

Ancora, l’autore si interroga e ci interroga sui valori umani, sui principi, sulla forza della memoria e sul denaro che è una costante che spesso può portare a compiere gesta di dubbia moralità.
In conclusione, un degno seguito della serie, un libro piacevole e scorrevole che non mancherà di conquistare il cuore degli appassionati.

«Quando uno ha un rapporto esclusivo, tende a cacciare tutto e tutti, il mondo intero. È quello che abbiamo fatto. Solo che il mondo poi rientra da una finestra, e te la fa pagare. Ti ricordi?»

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