La casa delle voci
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Libri Moderni

Carrisi, Donato

La casa delle voci

Abstract: Pietro Gerber non è uno psicologo come gli altri. La sua specializzazione è l'ipnosi e i suoi pazienti hanno una cosa in comune: sono bambini. Spesso traumatizzati, segnati da eventi drammatici o in possesso di informazioni importanti sepolte nella loro fragile memoria, di cui polizia e magistrati si servono per le indagini. Pietro è il migliore di tutta Firenze, dove è conosciuto come l'addormentatore di bambini. Ma quando riceve una telefonata dall'altro capo del mondo da parte di una collega australiana che gli raccomanda una paziente, Pietro reagisce con perplessità e diffidenza. Perché Hanna Hall è un'adulta. Hanna è tormentata da un ricordo vivido, ma che potrebbe non essere reale: un omicidio. E per capire se quel frammento di memoria corrisponde alla verità o è un'illusione, ha disperato bisogno di Pietro Gerber. Hanna è un'adulta oggi, ma quel ricordo risale alla sua infanzia. E Pietro dovrà aiutarla a far riemergere la bambina che è ancora dentro di lei. Una bambina dai molti nomi, tenuta sempre lontana dagli estranei e che, con la sua famiglia, viveva felice in un luogo incantato: la «casa delle voci». Quella bambina, a dieci anni, ha assistito a un omicidio. O forse non ha semplicemente visto. Forse l'assassina è proprio lei.


Titolo e contributi: La casa delle voci : romanzo / di Donato Carrisi

Pubblicazione: Milano : Longanesi, 2019

Descrizione fisica: 397 p. ; 24 cm

Serie: La gaja scienza ; 1361

ISBN: 9788830448292

EAN: 9788830448292

Data:2019

Lingua: Italiano (lingua del testo, colonna sonora, ecc.)

Paese: Italia

Serie: La gaja scienza ; 1361

Nomi:

Soggetti:

Classi: 853.92 NARRATIVA ITALIANA. 2000- (0)

Dati generali (100)
  • Tipo di data: monografia edita in un solo anno
  • Data di pubblicazione: 2019
  • Target: adulti, generale

Sono presenti 19 copie, di cui 16 in prestito.

Biblioteca Collocazione Inventario Stato Prestabilità Rientra
San Miniato, Mario Luzi NAD 853.92 CAR CAS SM038-59610 In prestito 25/05/2020
San Giuliano Terme 853 CARD 8 0040-24583 In prestito
Santa Maria a Monte 853.92 CAR cas 0100-20021 In prestito
Vicopisano 853 CARD 10 0030-26812 In prestito 17/06/2020
Cascina 853.92 CAR 0020-29248 In prestito 08/06/2020
Pontedera, Giovanni Gronchi GIALLO 853 CAR cas 0010-78803 In prestito 28/03/2020
Bientina 853.92 CARR 0230-10416 In prestito 04/04/2020
Santa Luce 853.9 CARRD 0330-4896 In prestito 19/05/2020
Terricciola 853.92 CAR 0220-15329 In prestito 04/04/2020
Capannoli 853.92 CARR 0060-7424 In prestito
Pontedera, Ospedale Lotti 800 CARD 10 0310 -5898 In prestito 26/05/2020
Ponsacco 853.92 CAR CAS 0110-20499 In prestito 18/05/2020
Crespina Narrativa adulti 853.92 CAR 3 0090-14930 In prestito 04/06/2020
Riparbella 853.9 CARRD 0520-4919 In prestito 31/12/2020
Lajatico 853 CAR 0370-3151 In prestito 03/06/2020
Pisa SMS 850 CARRI cas 0250-80907 In prestito 06/06/2020
Peccioli G 853.92 CAR 0210-7343 Su scaffale Non disponibile
Castellina Marittima 853.9 CARRD 3444 Su scaffale Non disponibile
San Miniato, Ponte a Egola NAD 853.92 CAR SM168-59772 Su scaffale Disponibile
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Scavare nelle menti altrui è un lavoro estremamente faticoso.

Per questo motivo i comuni mortali decidono di affidarsi a qualcuno che lo faccia come professione: prima di tutto perché su se stessi non si può essere così distaccati e oggettivi, ma soprattutto perché se dipendesse da ciascuno di noi, probabilmente non ci porremmo mai degli interrogativi, le cui risposte sono annidate e schiacciate nella nostra testa.

Donato Carrisi torna in libreria con il suo ultimo romanzo “La casa delle voci” (ediz. Longanesi), in cui ci presenta un nuovo protagonista, lo psichiatra Pietro Gerber.

Un uomo, un ipnotista o per definirlo meglio un “addormentatore di bambini”: Pietro infatti si è specializzato nella terapia ipnotica infantile, con la quale cerca di salvare le menti di giovani vite, vittime di violenze e di soprusi.
La sua vita scorre normalmente insieme alla moglie Silvia e al figlio Marco, con i quali è riuscito a creare un nucleo fatto di condivisione, risate, piccole abitudini e solite rotture.

Nel momento in cui entra in scena nella sua vita Hanna Hall, qualcosa cambia: inizialmente scettico nel prendere in cura una donna adulta (proprio per via della sua specializzazione), decide comunque di darle una possibilità perché vede in questa donna una fragilità che lo colpisce particolarmente.
Il caso risulta a Pietro ancora più interessante nel momento in cui scopre che Hanna Hall è convinta di aver ucciso il proprio fratello, quando erano entrambi ancora molto piccoli e quindi quel trauma, intrappolato nella mente bambina della paziente adulta, deve essere curato, deve essere portato alla luce attraverso l’ipnosi.

Al di là del fatto in sé, lo stesso psichiatra si domanda quali siano queste voci di cui Hanna parla sempre, quali siano queste regole così rigide che i genitori le diedero fin dalla più tenera età, quali siano i personaggi che abbiano popolato la sua infanzia e la sua crescita e se siano davvero reali o frutto della sua semplice immaginazione.
Pietro si fa trascinare da una donna che fin dall’inizio svolge malamente il suo ruolo di paziente: il contatto fisico tra i due è sottilmente presente, la presenza di Hanna è invadenza pura fin dalla prima seduta nei confronti della sfera privata dello psichiatra.

Carrisi riesce nuovamente a trascinare il lettore (e la scelta del termine non è casuale) nelle vicissitudini di nuovi personaggi, che quanto più suonano sinistre e buie, tanto più la mente le segue e cerca di districarle a modo proprio.
Trascinare, tirare, spingere, spintonare: il lettore si sente esattamente così leggendo queste pagine, perché anche nel momento in cui vuoi per l’ora tarda e vuoi anche per quel leggero stato di ansia che causa la lettura di alcuni accadimenti, si va avanti, pagina dopo pagina, appunto spinti proprio in avanti dalla volontà di sapere.

È pur vero che non siamo così interessati a scoprire quello che si nasconde nelle nostre menti, ma è altrettanto reale e concreto il fatto che invece siamo assolutamente curiosi in maniera spesso morbosa di scoprire quello che riguarda le altrui menti, i segreti, le paure non confessate.
L’autore riesce a costruire i personaggi fisicamente e psicologicamente in una maniera complessa e allo stesso tempo molto accessibile al lettore: pochi personaggi, pochi momenti chiave, passaggi semplici e diretti che permettono di seguirlo nei suoi ragionamenti.

Una cosa sola è necessaria per poter leggere questo romanzo: essere presenti con corpo e mente al 100%. Perché nonostante l’utilizzo di un linguaggio efficace e periodi non eternamente lunghi, per seguire davvero lo sviluppo di questa storia è strettamente necessario essere concentrati e farsi davvero trascinare dentro lo studio del Dott. Gerber nel momento in cui sottopone all’ipnosi la paziente Hanna Hall.
In tutti questi momenti (come in molti altri) il cervello del lettore senza nemmeno troppa fatica verrà tirato dentro le righe e le parole che si susseguiranno l’una dopo l’altra, senza che veramente ciascuno di noi se ne possa rendere concretamente conto.

Ci saranno momenti in cui si tenderà a prendere le parti della paziente (in quanto tale, basta da sé questa definizione), ma ce ne saranno altrettanti in cui si propenderà per l’odio nei confronti di Hanna e nella compassione più estrema nei confronti di Pietro.
Un dualismo costante in queste pagine, che si alterna essendo più o meno presente durante tutto lo svolgimento del romanzo: caratteristica inoltre la scelta di ambientarlo nella culla della cultura italiana, nella città di Firenze, facendoci riscoprire (o scovare per la prima volta) alcuni suo luoghi nascosti e storie sotterrate.

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