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Il giardino delle mosche - Andrea Tarabbia

La storia del mostro di Rostov, al secolo Andrej Romanovič Čikatilo, viene narrata in prima persona in questo bel libro. Una tragica esistenza segnata da povertà, guerra e violenza genera un mostro sanguinario capace di uccidere più di cinquanta persone. Non si è alla ricerca di una genesi della pazzia, né ad una giustificazione di delitti tanti efferati, ma è solo la narrazione di una storia di un uomo. Vicende personali che si intrecciano con la storia dell'URSS, si va dagli anni di Stalin, alla stagnazione Brezneviana fino alla dissoluzione di Gorbaciov.

Il libro è sconvolgente, tremendo, ma al tempo stesso molto bello. La trovata geniale è la narrazione in prima persona, la consapevolezza dei tremendi atti compiuti rende allucinante l’abisso nella mente del mostro. I suoi dialoghi deliranti col fratello morto sono l’essenza di un assassino seriale che cerca giustificazione dei delitti e degli spregi compiuti sulle vittime.
Per chi vuole conoscere gli antri più oscuri della mente umana.

Per approfondire:
CITTADINO X film del 1994 con Donald Sutherland
La pagina di wikipedia su Cikatilo: https://it.wikipedia.org/wiki/Andrej_Romanovi%C4%8D_%C4%8Cikatilo

Storia del Terzo Reich - William L. Shirer

La genesi, l'ascesa, il trionfo e la roboante caduta del Terzo Reich. William Shirer giornalista americano ripercorre la vita di Adolf Hitler e del suo intrecciarsi con la storia del XX secolo.

Lo stile è appassionante, vivace, il giornalista ha la meglio sullo storico, ne esce un libro che a dispetto delle suo quasi duemila pagine, si legge bene, è appassionante anche se un po' datato. Mancano tanti particolari emersi dopo l'apertura degli archivi sovietici, il fronte orientale è trattato molto superficialmente, viceversa l'attentato di Staufenberg, e gli ultime ore nel Furherbunker sono molto dettagliate. Interessante e tragica anche la parte che narra dello sterminio degli ebrei e degli esperimenti dei Medici (?) nazisti. Ottime la prima parte sulle vicende familiari e sull'origine del Caporale Austriaco, come ben narrate sono le vicende che portarono al potere Hitler & C.. Shirer fa affidamento, come fonti, principalmente al periodo trascorso come corrispondente radiofonico da Berlino, invece per quanto riguarda la guerra, si è avvalso degli archivi sequestrati ai tedeschi dagli americani, sugli atti del processo di Norimberga e sul diario del Generale Hadler. E finchè Hadler non fu destituito, nel 1942, la cronaca è molto dettagliata e ricca di aneddoti sulle riunioni dello stato maggiore tedesco.

Opera fondamentale comunque per documentarsi sul nazionalsocialsmo, sui crimini e sulle nefandezze di cui si macchiarono Hitler & C..

Storia del popolo americano:dal 1492 a oggi - Howard Zinn

Il sistema capitalista era per sua natura malsano, instabile, imprevedibile e sordo ai bisogni umani perché mosso da un unico motivo fondamentale, il profitto dell’impresa.

In questa frase si possono racchiudere i cinque secoli di storia che vanno da Cristoforo Colombo a Bill Clinton. La storia di un popolo fatta da persone il cui unico fine è l'accumulare ricchezze a scapito dei più deboli. Da Colombo che schiavizza i primi nativi che incontra, allo schiavismo, alle prevaricazioni sui pellerossa, fino allo sfruttamento degli immigrati.

La finalità è sempre la stessa, aumentare il proprio patrimonio, dando alle classi più povere le briciole tanto per stemperare i conflitti sociali. Creando, nei momenti di crisi, uno spirito patriottico tale da agglomerare e tenere uniti. La storiografia e gli storici compiacenti poi danno una mano. La rivoluzione del 1776 organizzata solo per motivi economici contro l'Inghilterra. Guerra Civile solo per il predominio economico tra i contendenti. Dello schiavismo e degli schiavi importava ai sudisti quanto ai nordisti. Zero.
Prima guerra mondiale solo per opportunità economica, come la seconda che vede gli USA entrare in campo solo dopo essere stati attaccati. E poi Reagan... La distruzione e l'annientamento economico e sociale delle conquiste civili.

Crisi economiche periodiche in cui i ricchi si arricchiscono sempre di più e i poveri scendono sempre più in basso. Molto dettagliata e esaustiva la parte in cui l'autore menziona e riporta le numerose battaglie civili: pacifismo, lavoro, femminismo.

Interessante infine la riflessione sul post Guerra Fredda in cui, dopo avere messo su un imponente e costosissimo apparato militare, è necessario creare un nuovo nemico post URSS che garantisca guerre e finanziamenti alla macchina militare. Peccato che il libro termini con la presidenza Clinton, perchè Zinn avrebbe trovato conferma a questa sua ultima tesi con gli avvenimenti dell'undici settembre e nella creazione del nemico islam degli ultimi quindici anni .

Da leggere e più che altro da far leggere ai figli e ai nipoti.

Ognuno muore solo - Hans Fallada

Libro molto bello, una prima parte folgorante, il condominio dei Quangel che rappresenta il popolo tedesco di fronte il nazismo. La famiglia gretta, ignorante i cui componenti trovano la rivalsa nel nazismo, la povera signora ebrea che segue il destino di milioni di suoi simili. Il consigliere che non si oppone però che non condivide ed infine i Quangel che decidono di opporsi, e poi altri diversi personaggi di contorno che non trovano certo nel Reich millenario la propria redenzione umana e sociale. Il nazismo e il fascismo come degenerazione di un popolo. Ignoranza, paura e viltà sono gli elementi che permisero ai nazisti di salire al potere e conquistare l'intera nazione tedesca.

I Quangel metafora della coscienza di tutti coloro che con non condividevano il nazionalsocialismo, che però per mancanza di forza, di organizzazione o forse anche per volontà non seppero opporsi a Hitler & C.
Molto bello e struggente il processo, dove i due protagonisti dimostrano il coraggio e una forza d'animo encomiabile che mancò a gran parte del popolo tedesco. Struggente e bello il finale, con un non troppo velato messaggio di speranza e redenzione.

Da introdurre nelle scuole.

Il soldato dimenticato - Gay Sajer

Giovane alsaziano metà francese e metà tedesco si arruola nei servizi logistici della Wermacht, viene spedito in Russia e nei tre anni successivi sarà testimone della guerra più cruenta e drammatica della storia umana.

Guy Sayer, che tra all'altro nel 2016 è ancora vivo, racconta le traversie, la fame, il disagio psicologico, lo spirito di corpo e altre molte sfaccettature degli avvenimenti di cui è testimone. Cronaca asciutta, tragica, essenziale di un ragazzo che si trova coinvolto in una guerra spietata contro un nemico molto più forte e numeroso. Il crescere di uno stato di agitazione e di pericolo, con la certezza dell'esito finale, a cui l'efficienza e la burocrazia teutonica non consentono di opporsi. Bel libro, interessante che peraltro ha un originale punto di vista, quello del soldato tedesco, che si discosta da quello storiografico classico.

Pur riconoscendo lo stile letterario e la rilevanza storica della testimonianza, lo giudico meritevole solo di quattro stelle, primo perchè i russi sono dipinti come i cattivi, l'orda assassina, forse l'autore si dimentica che fu una guerra di aggressione dei nazisti e i russi avevano tutto il diritto di difendersi. Secondo perchè nel libro non viene mai citato un episodio o si fa riferimento ad eventuali efferatezze da parte tedesca nei confronti dei civili russa, possibile che Sayer in tre anni non abbia mai visto niente?

Tito e i suoi compagni - Jože Pirjevec

La vita di uno dei protagonisti del XX secolo, il cui destino si incrocia ed è parallelo ad uno dei paesi Europei, tra i più martoriati del ‘900, la Jugoslavia.

Si parte dalla gioventù trascorsa nell’ impero austro-ungarico, la militanza politica e l’acquisizione di una coscienza ideologica tra le due guerre. Si arriva al secondo conflitto mondiale, dove il protagonista sarà leader della Resistenza ai nazi-fascisti, fino al periodo post bellico, caratterizzato dal conflitto ideologico con Mosca che desiderava la Jugoslavia al pari degli altri alleati oltre cortina contrapposto ad un desiderio di autogestione jugoslavo. L’ambiguo oscillare tra gli USA e gli URSS a secondo la convenienza e alla fine le lotte di potere per la successione.

Un potere che si fondava su una classe dirigente assoggettata al leader, da equilibri interni molto labili fra le varie nazionalità e da frequenti purghe in special modo nell’ entourage, dove determinati soggetti spesso venivano tolti di mezzo perchè rischiavano di acquisire troppo potere.

Personaggio autonomo, ma per questo scomodo per i sovietici, importante riferimento per i paesi non allineati. Riuscì per oltre trent’anni a far vivere pacificamente le popolazione balcaniche, anche se già allora si potevano intravedere i geni di quello che sarebbe successo negli anni ’90 con le terribili guerre. Popoli simili per storia, lingua, usi e consuetudini ma con forti elementi di attrito che hanno portato alla guerra: religione e un forte nazionalismo, divenuto un credo ateo. Tito pur intravedendo questa prospettiva e biasimando i nazionalismi, negli ultimi dieci anni della propria vita, terminava sempre i discorsi ufficiali con l’affermazione:

"Compagni, solo fratellanza e unità ci salveranno, daranno slancio al nostro socialismo autogestito, solo fratellanza e unità… dobbiamo ricordarlo tutti!"

Biografia interessante che ripercorre tutta la storia del XX secolo, spesso la lettura è un po' noiosa, specie nella parte dei giochi di potere all'interno del gruppo dirigente. Rimane comunque un'opera di indubbio interesse e un corollario alla mastodontica e controversa storia del Secolo Breve

Diario di un disperato - Friedrich Reck

Intellettuale, aristocratico e più che altro antinazista, ma non tanto per ideologia ma principalmente per tradizione e per credo religioso. Nel diario di Reck, testimone privilegiato, dai primi anni degli anni ‘30, al suo incarceramento al crepuscolo della seconda guerra mondiale, lo scrittore ci delinea un regime autoritario, sprezzante della vita, dei più essenziali valori umani. Il degrado civile, sociale e politico della Germania, che da culla della filosofia e della cultura europea del XIX secolo si abbrutisce divenendo la patria del nazionalsocialismo, della guerra e dello sterminio.

Impostazione interessante, il diario di un intellettuale benestante è una visuale diversa dalla solita impostazione saggistica, ma purtroppo il continuo rimando a vicende personali o a eventi storici poco noti rende difficoltosa la lettura. L’ambientazione è un lento calare negli inferi, l’atmosfera è claustrofobica però l’autore spesso cambia argomento repentinamente senza un filo logico, spaziando dalla filosofia alla storia, agli avvenimenti personali, facendo sì che il progredire del libro sia spesso pedante.

Il muro di Berlino - Frederick Taylor

Interessante volume che narra principalmente le vicende relative al simbolo della Guerra Fredda. Si parte da un'accurata storia di Berlino, dall'epoca medioevale fino a giungere alla seconda guerra mondiale e alle sue conseguenze.

L'autore pervade il libro di uno spiccato anticomunismo, però al tempo stesso evidenzia che il Muro tutto sommato era anche indice di equilibrio tra i due blocchi. Interessante per quanto grottesca la narrazione della visita a Berlino Ovest del Vice Presidente USA Lyndon B. Johnson, nei giorni seguenti la costruzione del muro nell'agosto '61, dove l'eminente rappresentante del governo americano è più interessato alle ceramiche prussiane e alle scarpe tedesche, che alle conseguenza della costruzione del Muro e ad un eventuale escalation militare.

Noiosa e un po' soporifera la narrazione delle fughe dall'est, però ad onor del vero l'autore riduce il conteggio delle vittime dei tentativi di fuga, riconducibile in trent'anni di muro in un numero variabile tra duecento e cento, a detta dell'autore nella peggiore delle ipotesi "Perdite equivalenti a quelle di un incidente aereo" nella migliore che "l'aereo era pieno solo a metà".

Interessante anche la post fazione in cui si narra la disillusione degli Ostie nell'avvicinamento all'economia di mercato ed al capitalismo, anche se l'autore punta unicamente il dito dell'accusa della delusione degli ex cittadini dell'est sulla dirigenza della DDR, forse scordando che la Germania in settant'anni s'era resa protagonista dei tre più grandi conflitti visti sul continente europeo, guerra Franco-Prussiana, Grande Guerra e Seconda Guerra Mondiale.

Relativamente a ciò è necessario citare lo scrittore François Mauriac che in una frase frase erroneamente attribuita al signor Andreotti Giulio affermò "Amo talmente tanto la Germania che ne preferivo due".

Contro-passato prossimo - Guido Morselli

E se gli Imperi Centrali avessero vinto la Grande Guerra?

Guido Morselli con questo originale romanzo ipotizza un geniale blitz austro-ungarico che consente l'invasione dell'Italia Settentrionale, lasciando di stucco gli Alleati e portando al trionfo i germanici. Di lì varie vicende che portano alla creazione di una nuova entità politica/economica europea.

Una prima parte interessantissima, appassionante, ben scritta, con uno stile che non ti dà modo di interrompere la lettura. Nella seconda parte invece la tensione cala e il romanzo perde quota. I fatti e gli avvenimenti vengono narrati con lo stile del saggio, non come romanzo di narrativa, con riferimenti a personaggi storici, collocati nella vicenda narrata.

Romanzo comunque originale, di un genere che di solito, si focalizza sulla Seconda Guerra Mondiale vedi Fatherland e la La svastica sul Sole.

Tempo di seconda mano - Svetlana Aleksievič

""Quando c'erano i comunisti nessuno aveva i miliardi, tutti avevamo un minino, quanto bastava. Ci sentivano degli esseri umani.""

In queste poche righe si può sintetizzare l'essenza del passaggio dall'URSS all'odierna Federazione Russa. In questo libro vengono riportate decine di testimonianze di chi ha vissuto questa epocale transizioni. Gente semplice, militari, intellettuali, persone che sono ritrovate la vita stravolta dal transito al capitalismo. Le conseguenze sulla vita di tutti i giorni, le differenze tra uno stile di vita stagnante, ma però con dei riferimenti sicuri sociali ed economici che il transito all'economia di mercato più sfrenata hanno cancellato in un istante. Si parte dai ricordi dell'era Breznev passando dalla perestroika e dalle speranze disilluse della fine dell'Unione Sovietica. Grande importanza e momento topico della storiografia è il fallito golpe del 1991 che ha creato false aspettative e che da molti è stato interpretato in un tradimento da parte di Eltsin e della nuova nomenklatura che non si è dimostrata migliore di quella sovietica.

La limitazione della libertà, la carenza e la scarsa tipologia di merci che per 70 anni ha afflitto l'URSS sono state sostituite da una relativa libertà e abbondanza di merci e prodotti che però sono legati ad una ricchezza economica che non è più distribuita nella popolazione, ma concentrata nelle mani di una piccola percentuale di abitanti dello sterminato paese.

Lo stile è quello diretto delle testimonianze, molte toccanti, molte un po' banali, ma la lettura scorre abbastanza agevolmente. Rappresenta un ausilio interessante per chi desidera sapere cos'era l'URSS e capire la nuova Russia

Comando e controllo - Eric Schlosser

Libro molto bello e interessante che si dipana su due differenti piani che si intrecciano e giungono alla stessa conclusione.

Da un lato vi è la cronaca degli eventi di un incidente nel 1980 in un silo di lancio di un missile termonucleare a Damascus in Arkansas (https://www.google.it/maps/place/Damascus,+AR+72039,+Stati+Uniti/@35.4128208,-92.3977911,596m/data=!3m1!1e3!4m2!3m1!1s0x87d27778d8e9c3a9:0x2f1a9477adc8578f!6m1!1e1), che solo un po' di fortuna e il fato hanno voluto far circoscrivere l'incidente all'esplosione del carburante del missile e non alla testata della bomba H. Incidente generato da un banale incidente in fase di manutenzione.

Dall'altro lato troviamo la cronaca da un punto di vista politico, militare e strategico della gestione dell'arsenale nucleare degli USA dal 1945 ai giorni nostri. Se il principio della Deterrenza ha consentito il reciproco terrore da parte delle due superpotenze degli anni della Guerra Fredda e quindi scongiurato lo scatenarsi di un conflitto atomico, dall'altro lato c'è il fattore umano.
Da esseri non perfetti non possiamo generare marchingegni infallibili.

Un errore in fase di manutenzione, un incendio casuale, un generale pazzoide stile Il Dottor Stranamore, una misura di sicurezza non rispettata, avrebbe potuto scatenare in qualsiasi momento nella migliore delle ipotesi una deflagrazione di svariati Megatoni oppure portare ad un conflitto globale nucleare. Il libro termina con alcune considerazioni, sull'attuale strategia degli arsenali atomici, che pur avendo visto la fine della Guerra Fredda post Seconda Guerra mondiale, non hanno registrato la fine del pericolo di una guerra nucleare, anzi visto il progresso tecnologico, ha visto una proliferazione delle armi nucleari anche a paesi, alcuni dei quali non molto stabili politicamente.

Il libro è molto dettagliato e documentato, l'autore rende anche particolari tecnici in modo più che comprensibile anche a non esperti della materia. La cronaca poi dei vari incidenti più gravi è molto appassionante, disegnando realmente il clima che si poteva vivere a bordo di un B-52 o in una base missilistica.

Durante la lettura ho appreso e più che altro mi sono reso conto che dal 1945 ci troviamo sul filo del rasoio. Rimane la speranza che mai, volontariamente o anche solo casualmente possa avvenire un'esplosione atomica che potrebbe dare il via ad una serie di eventi che comprometterebbero la prosecuzione della vita sulla Terra. La nostra fragilità nel contesto dell'ecosistema è palese e gli equilibri militari e politici sono lì a dimostrare quanto dovremmo avere rispetta per il mondo che ci ospita.

I morti restano giovani - Anna Seghers

L'omicidio premeditato di un giovane "rosso" nel 1918 fa da filo conduttore al destino della sua ragazza, dei suoi assassini e dei loro familiari. Un ricco industriale, il suo autista, un ufficiale di carriera, un militare baltico e un agricoltore. Nei 14 anni della Repubblica di Weimar si delinea l'ideologia nazista, il destino di questi personaggi e di chi vi gravita intorno. Si assiste all'assimilazione e al germogliare degli ideali nazionalsocialisti che segneranno il destino dei personaggi fino alla fine della seconda guerra mondiale.

Il libro è molto bello, la crisi dopo la Grande Guerra, l'apparente ripresa, fino alla crisi del 1929 e all'avvento di Hitler. La Segher delinea psicologicamente i personaggi spesso partendo dai particolari dell'aspetto, dai loro pensieri più intimi. Molti i personaggi, ma tutti importanti, tutti che sviluppano negli anni una propria coscienza, chi abbracciando il nazionalsocialismo e chi tenendosi a distanza. Molto intelligentemente la Seghers coinvolge tutti gli strati sociali del popolo tedesco dando una visione di assoluto interesse. La sofferenza, e un destino ineluttabile di un popolo che dalla crisi economica e sociale fa scaturire il "peggio", discostandosi sempre di più dai valori universali della fratellanza e della pace.

Non riesco a trovare pecche o punti deboli nel racconto o nello stile.

Per chi conosce la storia della Germania tra le due guerre è un libro immancabile, per chi non la conosce può essere un modo per avvicinarvisi.

Cecenia - Anna Politkovskaia

Libro molto duro, difficile da leggere, che rende in stile giornalistico parte degli orrori delle due guerre cecene combattute tra la fine degli anni novanta e i primi duemila.
Dalle recensioni lette e dalla fama dell'autrice mi aspettavo qualcosa di più del semplice reportage giornalistico, che è di sicuro valore, nobilitato inoltre dall'epilogo tragico della vita di questa donna che in nome della verità e della giustizia ha trovato la morte. Però francamente speravo in qualche cronaca anche degli avvenimenti politici, capire come si possono essere generate due guerre in quei territori ai margini del continente europeo e anche comprenderne i motivi. Invece oltre le tragiche cronache raccolte e le esperienze di inviato di guerra si trova ben poco. Cronache di episodi crudi che rendono l'idea di una Russia che anche con l'avvento del capitalismo e della democrazia è cambiata molto poco. Forse speravo più in un saggio che in un reportage.
Molto interessante la prefazione di Saviano.

Storia della guerra fredda - Federico Romero

Libro molto interessante e ben scritto che traccia la storia, dal 1945 al 1991, del dualismo USA/URSS.

Lo stile è asciutto, obiettivo, senza giudizi o pregiudizi di parte. L'autore affronta la storia della guerra fredda con il giusto piglio, cercando di scavare a fondo senza però dilungarsi eccessivamente su singoli episodi, dando un quadro d'insieme sempre esaudiente. Non ci sono buoni né cattivi solo i sovietici e gli statunitensi.

E' da lodare a mio modestissimo parere lo stile che Romero dà al libro, sobrio, senza l'alterigia spesso caratteristica degli storici italiani.

Le chiavi di lettura che si possono dare al libro sono due.
La prima è quella di un'opera incentrata sugli avvenimenti e gli uomini che hanno caratterizzato il periodo in questione, né troppo coincisa, né troppo verbosa, rendendo l'idea di uno scontro tra le due super potenze più ad uno confronto economico/sociale che ideologico.

Oppure vedere negli avvenimenti dei quarantasei anni della guerra fredda la genesi dell'odierna crisi economica e sociale, basta vedere Romero come definisce il periodo reganiano che trionfò sul socialismo reale e che ci ha portato al nostro presente:

La trasformazione era contrassegnata, e guidata, dalla cultura neoliberista che anteponeva l'individualismo alla solidarietà, la concorrenza alla concertazione, la libertà d'impresa alla disciplina del lavoro e la disciplina del mercato all'assistenza per lo sviluppo.

Guerra assoluta - Chris Bellamy

Trenta milioni di morti. Un fronte che si estendeva dal mar Baltico al Mar Nero, il confronto letale tra due ideologie politiche opposte, il più cruento scontro militare della storia umana. Una guerra in cui entrambi i contendenti sapevano che alternativa alla vittoria c'era solo la morte. Questa è stata la seconda guerra mondiale sul fronte orientale, narrata e analizzata in questo libro di Bellamy.
Una vera e propria guerra assoluta.

Libro imponente sia per le dimensioni che per i dati riportati. Molto interessante la bibliografia con un gran numero di spunti, anche se i libri pubblicati in Italia sono una percentuale molto limitata. Le operazioni militari, i risvolti politici e strategici, sono descritti in modo dettagliato, ma non pedante. Ricco di cartine che sono un ausilio veramente fondamentale in un libro del genere. Corretta e obiettiva l'interpretazione che l'autore dà agli aiuti che gli USA misero a disposizione dei sovietici, senza esaltare né minimizzare l'argomento. Unico neo, a mio parere, è l'assoluta mancanza di riferimenti o di rilievo alle operazioni che i tedeschi misero in atto contro la popolazione sovietica e contro gli ebrei, mentre gli atti vandalici e gli stupi perpetrati dai soldati dell'Armata Rossa vengono menzionati tranquillamente.

Condivisibile almeno in parte, la teoria dell'autore che ritiene che la sconfitta della Germania nazista fu dovuta allo scriteriato e irrazionale attacco di Hitler all'URSS e alla dichiarazione di guerra nei confronti degli USA, che pose la nazione germanica contro i due maggiori colossi economici e primatisti di risorse della Terra. A mio modestissimo parere, sarebbe però anche necessario riconoscere al popolo sovietico, l'immenso sacrificio, sia umano che economico, che si immolò e che portò alla vittoria, cosa peraltro parzialmente riconosciuta da Bellamy solo nelle conclusioni.

Mi permetto anche una piccola nota personale. Considerando che i morti sul fronte orientale furono circa 30 milioni e che la guerra su quel fronte è durata 1416 giorni (dal 22 Giugno 1941 al 9 maggio 1945), facendo un semplice calcolo, si evince che mediamente morirono circa 14 persone ogni minuto. C'è poco da aggiungere, oltre alla speranza che non succeda mai più.

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