Dodici rose a Settembre
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Libri Moderni

De_Giovanni, Maurizio

Dodici rose a Settembre

Abstract: «Mi chiamo Flor, ho undici anni, e sono qui perché penso che mio padre ammazzerà mia madre». Gelsomina Settembre detta Mina, assistente sociale di un consultorio sottofinanziato nei Quartieri Spagnoli di Napoli, è costretta a occuparsi di casi senza giustizia. La affiancano alcuni tipi caratteristici con cui forma un improvvisato, e un po’ buffo, gruppo di intervento in ambienti dominati da regole diverse dall’ordine ufficiale. Domenico Gammardella «chiamami Mimmo», bello come Robert Redford, con un fascino del tutto involontario e una buona volontà spesso frustrata; «Rudy» Trapanese, il portiere dello stabile che si sente irresistibile e quando parla sembra rivolgersi con lo sguardo solo alle belle forme di Mina; e, più di lato, il magistrato De Carolis, antipatico presuntuoso ma quello che alla fine prova a conciliare le leggi con la giustizia. Vengono trascinati in due corse contro il tempo più o meno parallele. Ma di una sola di esse sono consapevoli. Mentre Mina, a cui non mancano i problemi personali, si dedica a una rischiosa avventura per salvare due vite, un vendicatore, che segue uno schema incomprensibile, stringe intorno a lei una spirale di sangue. La causa è qualcosa di sepolto nel passato remoto. Il magistrato De Carolis deve capire tutto prima che arrivi l’ultima delle dodici rose rosse che, un giorno dopo l’altro, uno sconosciuto invia. Mina Settembre e gli altri sono figure che Maurizio de Giovanni ha già messo alla prova in un paio di racconti. In Dodici rose a Settembre compaiono per la prima volta in un romanzo. Sono maschere farsesche sullo sfondo chiassoso di una città amara e stanca di tragedie. Un mondo di fatica del vivere che de Giovanni riesce a far immaginare, oltre all’intreccio delle storie, già solo con il linguaggio parlato dai vari personaggi di ogni strato sociale: ironico, idiomatico, paradossale, immaginoso.


Titolo e contributi: Dodici rose a Settembre / Maurizio De Giovanni

Pubblicazione: Palermo : Sellerio, 2019

Descrizione fisica: 271 p. ; 17 cm

Serie: La memoria ; 1142

ISBN: 883893830X

EAN: 9788838938306

Data:2019

Lingua: Italiano (lingua del testo, colonna sonora, ecc.)

Paese: Italia

Serie: La memoria ; 1142

Nomi:

Soggetti:

Classi: 853.92

Dati generali (100)
  • Tipo di data: monografia edita in un solo anno
  • Data di pubblicazione: 2019

Sono presenti 8 copie, di cui 8 in prestito.

Biblioteca Collocazione Inventario Stato Prestabilità Rientra
Vicopisano 853 DEGI 33 0030-26413 In prestito
Pontedera, Giovanni Gronchi GIALLO 853 DEG dod 0010-77620 In prestito
Cascina 853.92 DEG 0020-28933 In prestito
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San Giuliano Terme 853 DEG 31 0040-24275 In prestito 11/10/2019
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Sellerio pubblica Dodici rose a Settembre, nuovo romanzo del prolifico Maurizio de Giovanni che si aggiunge a un anno già intenso per l’autore napoletano.

Maurizio de Giovanni ha infatti pubblicato, nell’anno in corso: Sara al tramonto, Il purgatorio dell’angelo. Confessioni per il commissario Ricciardi ed è apparso, con un racconto avente come protagonista Sara, anche nell’antologia Sbirre, insieme a Massimo Carlotto e Giancarlo De Cataldo.

Non pago di tutti questi traguardi raggiunti, ora l’autore partenopeo aggiunge anche Dodici rose a Settembre, un volume che conferma tutto il suo forte interesse per i personaggi femminili, che hanno caratterizzato il 2018 di Maurizio de Giovanni.

Accanto a Sara ecco quindi che anche la dottoressa Gelsomina Settembre, detta Mina, diventa titolare di un romanzo e di una possibile serie, dopo essere comparsa in due racconti in altrettante antologie della casa editrice palermitana.

Di questi due racconti, Un telegramma da Settembre ha già avuto l’onore di diventare un volumetto a sé stante di una sessantina di pagine in versione e-book e può servire come introduzione a questo nuovo personaggio di Maurizio de Giovanni.

Mina Settembre ha quarant’anni e le sembra di aver faticato troppo e aver realizzato ben poco nella vita. Divorziata da un magistrato, deve tollerare una madre che non perde mai occasione per sgridarla e sminuirla, e vive in uno stabile il cui portiere ha come principale occupazione nella vita il fissarle l’abbondante seno ogni volta che è possibile.

Lavora in un consultorio di Napoli, accanto a un collega che è bello in modo inverosimile, e proprio in occasione di un colloquio, la mamma di un ragazzo assente da scuola da troppo tempo, espone tutti i timori e insicurezze di Mina, dicendole:

“Quanto ci avete messo, dottore’? Quanto avete dovuto studiare, per arrivare ad avere una targhetta così? Ventidue, ventiquattro anni? Per avere questo bell’ufficio, in mezzo ai Quartieri Spagnoli, in un palazzo che se ne sta cadendo, con l’ascensore rotto?”

Ma, conoscendo Maurizio de Giovanni, possiamo mettere una mano sul fuoco: Mina Settembre sa affrontare al meglio il suo lavoro di assistente sociale, un incarico che è sempre difficile ovunque, ma che a Napoli si deve scontrare anche con una cronica carenza del personale e l’altrettanto cronica diffidenza degli assistiti, che da sempre vedono gli assistenti come degli intrusi, che ficcano il naso in questioni che non li riguardano e che non possono capire.

Per rendere ancora più interessanti le cose per Mina e per noi lettori, lo scrittore napoletano ha strutturato la trama di Dodici rose a Settembre attorno alle malefatte di un serial killer. Il tutto è narrato, aspetto che dovrebbe caratterizzare la serie, con toni leggeri e alle volte anche umoristici.

“Quanto ci avete messo, dottore’? Quanto avete dovuto studiare, per arrivare ad avere una targhetta così? Ventidue, ventiquattro anni? Per avere questo bell’ufficio, in mezzo ai Quartieri Spagnoli, in un palazzo che se ne sta cadendo, con l’ascensore rotto?”

Ma, conoscendo Maurizio de Giovanni, possiamo mettere una mano sul fuoco: Mina Settembre sa affrontare al meglio il suo lavoro di assistente sociale, un incarico che è sempre difficile ovunque, ma che a Napoli si deve scontrare anche con una cronica carenza del personale e l’altrettanto cronica diffidenza degli assistiti, che da sempre vedono gli assistenti come degli intrusi, che ficcano il naso in questioni che non li riguardano e che non possono capire.

Per rendere ancora più interessanti le cose per Mina e per noi lettori, lo scrittore napoletano ha strutturato la trama di Dodici rose a Settembre attorno alle malefatte di un serial killer. Il tutto è narrato, aspetto che dovrebbe caratterizzare la serie, con toni leggeri e alle volte anche umoristici.

"Napoli. Lungo un settembre particolarmente luminoso Mina deve confrontarsi, in qualità di assistente sociale, con una situazione di degrado molto grave e difficoltosa, che la impegna a fondo e che mette duramente alla prova le sue proverbiali simpatia e affabilità.
Nel frattempo c’è però un elemento piacevole e misterioso nella vita della quarantenne: qualcuno ha cominciato a spedirle una rosa rossa al giorno, puntuale e romantico.

Quello che Mina non sa è che il suo ex marito magistrato, Claudio, sta indagando su un caso molto particolare, già denominato “l’Assassino delle Rose”, che riguarda un killer all’apparenza inafferrabile che sembra scegliere le sue vittime senza un criterio discernibile e, dopo aver spedito loro delle rose, le uccide.
E quel che Claudio non sa è che la sua ex moglie potrebbe essere il prossimo bersaglio dell’assassino".

E gli impegni di Maurizio de Giovanni non si fermano qui, visto che oltre a Dodici rose a Settembre, l’autore si è occupato della sua pièce Vipera, che ha esordito il 21 luglio al Real Orto Botanico di Napoli.

In aggiunta, dovrebbe presto prendere forma una sua sceneggiatura per il cinema, una commedia sentimentale diretta e interpretata da Alessandro Gassman, mentre la prima puntata della seconda serie televisiva dedicata a i Bastardi di Pizzofalcone andrà in onda il 24 settembre su Rai1, per la regia di Alessandro D’Alatri.

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