Ogni riferimento è puramente casuale
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Libri Moderni

Manzini, Antonio - Manzini, Antonio <1964->

Ogni riferimento è puramente casuale

Abstract: Tra realismo grottesco e thriller psicologico sette racconti sull'industria culturale, critici, sarcastici, che idealmente si ricollegano alla visione polemica di Sull'orlo del precipizio contro il cinismo e la speculazione che minacciano la libertà dei libri; ma in essi soprattutto si sente l'inventiva di un grande scrittore e la capacità di attrarre e imprigionare nella purezza del raccontare.


Titolo e contributi: Ogni riferimento è puramente casuale / Antonio Manzini

Pubblicazione: Palermo : Sellerio, 2019

Descrizione fisica: 271 p. ; 16 cm

Serie: Il divano ; 321

ISBN: 9788838939471

EAN: 9788838939471

Data:2019

Lingua: Italiano (lingua del testo, colonna sonora, ecc.)

Paese: Italia

Serie: Il divano ; 321

Nomi:

Soggetti:

Classi: 853.92

Dati generali (100)
  • Tipo di data: monografia edita in un solo anno
  • Data di pubblicazione: 2019

Sono presenti 13 copie, di cui 11 in prestito.

Biblioteca Collocazione Inventario Stato Prestabilità Rientra
Casciana Terme 853 MANZI 6 0080-9995 In prestito 09/10/2019
Pontedera, Giovanni Gronchi 853.92 MAN ogn 0010-76765 In prestito
Cascina 853.92 MAN 0020-28700 In prestito
Vicopisano 853 MANA 14 0030-26151 In prestito 05/10/2019
San Miniato, Mario Luzi NAD 853.92 MAN OGN SM038-58917 In prestito 25/09/2019
Calci 853 MANA 3 0200-13188 In prestito
Terricciola 853.92 MAN 0220-15060 In prestito 23/09/2019
Peccioli 853.92 MAN 0210-6971 In prestito 17/10/2019
Buti 853.92 MAN ord 0 In ordine Prestabile
Crespina Narrativa adulti 853.92 MAN ogn 0090-14644 In prestito 05/10/2019
Riparbella 853.9 MANZA 0520-4798 In prestito
Santa Luce 853.9 MANZA 0330-4832 In prestito 08/10/2019
Fauglia 853.92 MAN OGN 0860-604 In prestito
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Ultime recensioni inserite

Antonio Manzini si concede una breve vacanza da Rocco Schiavone per pubblicare una raccolta di spassosi racconti satirici, dedicati al mondo dell'editoria, "Ogni riferimento è puramente casuale", appena arrivato in libreria; e si capisce subito che la sua penna non farà prigionieri.

Samuel Protti di "Lost in presentation" è il prototipo del giovin scrittore de noantri: trentaquattro anni, la barba rossiccia, il tabacco con i filtrini ecostenibili, una vita dissipata tra i pub romani del Pigneto e le invettive affidate a un blog letterario. È un esperto di letterature (molto) marginali e innamorato dello scrittore fantasma Alvaro Careddu. Viene lasciato dalla fidanzata (giustamente) con un sms: «Addio Samuel, tante care cose». Pubblica finalmente un libro, dal titolo lapidario: "L'altra bellezza". E finisce in una maratona infinita di "presentation", tra alberghi di infima categoria e domande del pubblico (sempre le stesse).

Il mondo dell'editoria di Manzini è un inferno babelico, dove imperano le regole del profitto a scapito del buonsenso, dove anche i ringraziamenti da apporre alla fine del romanzo diventano uno scoglio impossibile da valicare. Curzio Biroli è un critico letterario in là con gli anni, incattivito dalla quantità di libri illeggibili che riceve. Strappa le pagine de "Il mistero del templare sfregiato" e dell'ennesimo giallo, causando qualche sussulto alla moglie ancora addormentata. Quando gli arriva il libro del veejay di turno, incapace di scrivere una frase in italiano, ma molto raccomandato dalla casa editrice importante, rifiuta di occuparsene. Contro di lui verranno usate le armi pesanti, che avranno il viso (e le forme) di Adoración Moretti, irresistibile addetta stampa incline al tacco 12 e dagli ingaggi a molti zeri.

Javier Álvarez è uno scrittore peruviano divenuto «una stella del firmamento letterario», una vera gallina dalle uova d'oro, che approda a Malpensa per presentare il suo nuovo libro, per la gioia dell'editore Sintas. Si scatena un nuovo inferno di presentazioni (anzi, di presentación) fino all'epilogo surreale (assolutamente da non spoilerare).

In fondo, siamo sempre nel territorio del noir, in un ambiente dominato dalle speranze (che, si sa, non muoiono) degli autori esordienti, degli aspiranti librai che vogliono soltanto «vendere la cosa più difficile che possa esistere: i libri»; e naturalmente l'affare si complica. La pubblicazione diventa una sorta di maledizione, lo scrittore di turno finisce per vendere (letteralmente) l'anima al demonio, il solo che possa fornire recensioni adeguate. Il processo (kafkiano) de "L'arringa finale" è un'esplosione esilarante di retorica, in cui emerge l'ennesimo incubo: la dedica al lettore sconosciuto. La realtà, a volte, supera la fantasia. O viceversa.

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