La paziente silenziosa
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Libri Moderni

Michaelides, Alex

La paziente silenziosa

Abstract: Alicia Berenson sembra avere una vita perfetta: è un'artista di successo, ha sposato un noto fotografo di moda e abita in uno dei quartieri più esclusivi di Londra. Poi, una sera, quando suo marito Gabriel torna a casa dal lavoro, Alicia gli spara cinque volte in faccia freddandolo. Da quel momento, detenuta in un ospedale psichiatrico, Alicia si chiude in un mutismo impenetrabile, rifiutandosi di fornire qualsiasi spiegazione. Oltre ai tabloid e ai telegiornali, a interessarsi alla «paziente silenziosa» è anche Theo Faber, psicologo criminale sicuro di poterla aiutare a svelare il mistero di quella notte. E mentre a poco a poco la donna ricomincia a parlare, il disegno che affiora trascina il medico in un gioco subdolo e manipolatorio.


Titolo e contributi: La paziente silenziosa / Alex Michaelides ; traduzione di Seba Pezzani

Pubblicazione: Torino : Einaudi, 2019

Descrizione fisica: 340 p. ; 22 cm

ISBN: 9788806240134

Data:2019

Lingua: Italiano (lingua del testo, colonna sonora, ecc.), Inglese (lingua dell'opera originale)

Paese: Italia

Nomi:

Soggetti:

Classi: 823.92

Dati generali (100)
  • Tipo di data: monografia edita in un solo anno
  • Data di pubblicazione: 2019

Sono presenti 4 copie, di cui 4 in prestito.

Biblioteca Collocazione Inventario Stato Prestabilità Rientra
Vicopisano 823 MIC 1 0030-26085 In prestito 08/10/2019
Peccioli G 823.92 MIC 0210-6838 In prestito 05/10/2019
San Miniato, Mario Luzi NAD 823.92 MIC PAZ SM038-59149 In prestito 29/10/2019
Ponsacco 823.92 MIC PAZ 0110-20069 In prestito
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Alicia Berenson era una affermata pittrice. Era innamoratissima del marito Gabriel, noto fotografo di moda. Era ricca. Viveva in una bella casa a Londra. La sua vita sembrava perfetta. Ma un 25 agosto la polizia fece irruzione a casa sua e trovò Gabriel morto, con il volto sfigurato da cinque colpi di pistola. Alicia, impietrita in piedi davanti a lui, aveva le vene dei polsi tagliate. Sopravvisse, ma da quel giorno smise di parlare, sia pure per difendersi dall'accusa di omicidio.
È stata rinchiusa in un manicomio criminale e lì è rimasta a languire per sei lunghi anni sino quando lo psicologo forense Theo Faber, ammaliato dalle sue opere, soprattutto dall'ultima, “L'Alcesti”, dipinta dopo i tragici eventi, decide di far di tutto per riportare in superficie quello spirito dolente e riportarlo alla vita. Si instaura, così, un complicato rapporto psicanalitico a doppio senso. Mentre Theo cerca di far breccia nella dura scorza di mutismo e indifferenza di Alicia, al tempo stesso è costretto a riesaminare i propri traumi infantili, causati dal padre violento ed arrogante, e di adulto con moglie adorata, ma infedele.

“La paziente silenziosa” è un romanzo insolito, ma decisamente intrigante. La tensione emotiva, il thrilling, è palpabile, ma si nasconde in modo insidioso nelle pieghe pigre e morbide di una narrazione lenta come possono esserlo i resoconti quotidiani di un diario; quello scritto da Alicia e quello solamente narrato da Theo. Le vicende si susseguono quasi torpide, senza scosse. Ci mostrano prima gli iniziali insuccessi di Theo come psicologo (che non riesce a far reagire la donna) e come uomo (prima frustrato dall'arroganza paterna e, poi, umiliato dall'infedeltà della moglie). Da medico lo vediamo tramutarsi in investigatore accanito che cerca di ricostruire il passato della paziente e, contemporaneamente, di dare un volto all'amante della moglie. Infine, in un climax da tragedia greca (proprio come l'Alcesti) le vicende accelerano sino al drammatico ed inaspettato finale.

La parte più coinvolgente è proprio questo doppio flusso narrativo che ci mostra Theo sia nelle vesti di medico che in quelle di “paziente” di sé stesso. Probabilmente le due vicende raccontate separatamente non avrebbero avuto il medesimo impatto emotivo, ma questo alternarsi di fronti angoscia ed affascina nel contempo. La bellezza di questo avvicendarsi di storie è tale che pure in assenza dello sconvolgente finale il romanzo sarebbe stato ugualmente godibile. Il coup de theatre conclusivo giunge come un violento ceffone in faccia al lettore che rimane totalmente spiazzato, attonito ed incredulo. Ma anche ipotizzando una conclusione più pacata e composta sarebbe difficile non partecipare delle vicende di Alicia e Theo.

Una piccolissima postilla che non vuol essere uno spoiler, ma un riconoscimento alla genialità dell’A.: come i più grandi registi di film gialli ci mette davanti agli occhi immediatamente gli indizi per la soluzione dell’enigma poliziesco (il titolo del quadro ed il nome dello psicologo), ma solo nelle ultime pagine è possibile comprendere il furbo ammiccamento in essi contenuto.

Buona lettura.

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