Nero ananas
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Materiale linguistico moderno

Aiolli, Valerio

Nero ananas

Abstract: Tutto comincia un secondo dopo il botto. Il botto che ha cambiato l'Italia, che ha chiuso l'età dell'innocenza e aperto la strategia della tensione. Il botto del 12 dicembre 1969, Piazza Fontana. Gli estremisti di destra, invisibili, si incontrano, commentano, ricordano, tramano. Un anarchico si trascina di città in città, di nazione in nazione, di sconfitta in sconfitta, in attesa del momento del riscatto. Un politico, così devoto da essere soprannominato il Pio, comincia la sua lenta ma inesorabile scalata al potere. Poi ci sono i servizi segreti che provano a capire, sapere, influenzare. E c'è un ragazzino, che quel giorno ha visto sparire sua sorella e farà di tutto per riuscire a ritrovarla. Quattro anni di destini intrecciati, di fughe, ritorni, di amore e di odio. Quattro anni incandescenti della storia d'Italia, dal 1969 al 1973.


Titolo e contributi: Nero ananas / Valerio Aiolli

Pubblicazione: Roma : Voland, 2019

Descrizione fisica: 346 p. ; 22 cm

Serie: Intrecci

ISBN: 9788862433648

EAN: 9788862433648

Data:2019

Lingua: Italiano (lingua del testo, colonna sonora, ecc.)

Paese: Italia

Opera:
Serie: Intrecci ; 127

Nomi: (Autore)

Soggetti:

Classi: 853.9 853.92

Dati generali (100)
  • Tipo di data: monografia edita in un solo anno
  • Data di pubblicazione: 2019
  • Target: adulti, generale
Testi (105)
  • Genere: fiction

Sono presenti 7 copie, di cui 3 in prestito.

Biblioteca Collocazione Inventario Stato Prestabilità Rientra
Cascina 853.92 AIO 0020-28619 In prestito 29/07/2019
Crespina Narrativa adulti IN ORDINE 853.92 AIO ner 0090-14508 In prestito
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Pomarance 853.92 AIO 0140-12261 In prestito 27/07/2019
San Miniato, Mario Luzi NAD 853.92 AIO SM038-58690 Su scaffale Prestabile
San Giuliano Terme 853 AIO 1 0040-24056 Su scaffale Prestabile
Vecchiano 853.92 AIO 0170-11341 In prestito 03/09/2019
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Nero ananas è un romanzo storico dell’autore fiorentino Valerio Aiolli, tra i dodici candidati al Premio Strega 2019 che sarà assegnato a Luglio.

Nero ananas comincia con il botto di Piazza Fontana e finisce con altro botto, quello alla Questura di Milano in via Fatebenefratelli: quattro anni che hanno scosso profondamente l’Italia. Il precario equilibrio in cui si trovava la politica italiana del tempo si spezza definitivamente e comincia un tempo buio fatto di incertezze, sospetti, paure.

Questo arco di tempo di quattro anni viene raccontato attraverso varie vicende. Quella di un bambino senza nome di una famiglia medio-borghese fiorentina che vede la sorella scappare di casa in seguito all’ennesima divergenza politica con i genitori dopo gli eventi di Piazza Fontana; quella del Pio, una delle figure di spicco della Democrazia Cristiana, Presidente del Consiglio quando scoppia la bomba; quella di un altro innominato, un Veneziano anarchico che ha visto la galera più di una volta, che gira varie nazioni prima di prendere una decisione definitiva; e infine quelle di un folto gruppo (il Samurai, Zio Otto, il Dottore, Falstaff e altri), tutti direttamente o indirettamente appartenenti all’estrema destra e coinvolti in qualche modo nei tragici eventi narrati.

Tra figure senza nome e altre celate dietro soprannomi, Nero ananas prende una prima importante distanza dalla semplice cronaca e sposta in questo modo il focus sulla narrazione, sull’aspetto fiction del romanzo. Celare almeno inizialmente i nomi dei protagonisti ridà alla lettura, di cui qualcuno potrebbe conoscerne già tutti gli attori e gli avvenimenti, il senso della scoperta man mano che procede e legittima anche in qualche modo l’autore a prendersi le necessarie libertà di ricostruzione di quelle cose che non può sapere con certezza come siano andate davvero. Ma non solo. Oltre a questo, si crea uno spacco significativo nella mente di chi legge: c’è una parte di te, mentre leggi voracemente un capitolo dopo l’altro, che vede il Dottore e il Samurai come dei personaggi solamente letterari, ma poi arriva sempre il momento in cui ti fermi un attimo e ricordi che le azioni che hanno compiuto sono, invece, irrimediabilmente reali.
E questo non offusca per niente il messaggio storico e politico del romanzo: la vicenda è arcinota, per cui se anche non si sa con esattezza a chi corrisponda ogni personaggio bastano un paio di click per ricomporre agilmente il puzzle. Instilla una certa curiosità che alla fine non nasconde la verità ma, anzi, ti sprona ancora di più a documentarti. C’è pure un esaustivo capitolo finale che racconta cosa è successo a ognuno di loro dopo la fine del romanzo, una decina di pagine epifaniche che rompono definitivamente quel sottile velo di finzione che avvolgeva l’opera fino a lì.

Se la Storia, quella con la S maiuscola, è appunto arcinota, spendo invece due parole sulla storia che colpisce di più, quella del ragazzino fiorentino. Piace molto l’idea di mettere in parallelo la grande tragedia di Stato e quella tra le mura di casa che, conseguentemente, combacia; piace ancora di più l’idea che sia vista dagli occhi di un ragazzino. Questo perché Aiolli è stato bravissimo in tutto: a raccontare senza mai essere banale il punto di vista di un bambino, dei suoi bisogni e delle sue incertezze; a raccontare quel momento della vita in cui ti rendi conto di cosa ti succede intorno, quella lenta presa di coscienza che quello che vedi al telegiornale non è solo nella televisione come i film ma sta succedendo davvero, ed è importante al punto da cambiare la vita delle persone, da fare litigare tua sorella con tuo padre e convincerla a scappare di casa e sparire per fare finalmente qualcosa di davvero utile.

Ma non è stato bravo solo lì, perché in Nero ananas ogni capitolo ha un suo registro, un suo tono che calza perfettamente con il personaggio al centro del racconto in quel momento: il racconto claustrofobico, quasi didascalico, del Pio, quello più ingenuo del ragazzino, quello più triviale dell’anarchico.

Nero ananas è davvero un buon romanzo. Chi non è avvezzo al genere, il romanzo storico, rimarrà colpito soprattutto da come Aiolli abbia tenuto in perfetto equilibrio fatti storici e narrazione, facendogli sia conoscere tante cose di un periodo che non ha vissuto sia stare incollato alle pagine per il puro piacere di leggere un romanzo scritto davvero bene. Sì, colpiscono molto la sua scrittura e la sua capacità di spaziare da un registro all’occorrenza, di saper mischiare così bene romanzo di formazione, romanzo storico, noir. Di solito il rischio che corrono questi romanzi è quello che il loro messaggio, ciò che vogliono rappresentare, superi di gran lunga la qualità e la bontà del contenuto. Romanzi di cui se ne abbracciano le intenzioni ma che poi a conti fatti non sono dei buoni romanzi. Qui, possiamo dire con certezza che questo non è successo.

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