La logica della lampara
0 1
Materiale linguistico moderno

Cassar Scalia, Cristina

La logica della lampara

Abstract: Sono le quattro e trenta del mattino. Dalla loro barca il dottor Manfredi Monterreale e Sante Tammaro, giornalista di un quotidiano online, intravedono sulla costa un uomo che trascina a fatica una grossa valigia e la getta fra gli scogli. Poche ore dopo il vicequestore Vanina Guarrasi riceve una chiamata anonima: una voce femminile riferisce di aver assistito all'uccisione di una ragazza avvenuta quella notte in un villino sul mare. Due fatti che si scoprono legati e dànno il via a un'indagine assai più delicata del previsto. La scontrosa Vanina, la cui vita privata si complica di giorno in giorno, dovrà muoversi con cautela fra personaggi potenti del capoluogo etneo. Ma anche grazie all'aiuto del commissario in pensione Biagio Patanè, con il quale fa ormai «coppia fissa», sbroglierà un intrigo che, fino all'ultimo, riserva delle sorprese.


Titolo e contributi: La logica della lampara / Cristina Cassar Scalia

Pubblicazione: Torino : Einaudi, 2019

Descrizione fisica: 384 p. ; 21 cm.

Serie: Stile libero big

EAN: 9788806241346

Data:2019

Lingua: Italiano (lingua del testo, colonna sonora, ecc.)

Paese: Italia

Nota:
  • Fa parte di: . Tit. orig.:

Nomi: (Autore)

Soggetti:

Classi: 853.92 (0)

Dati generali (100)
  • Tipo di data: monografia edita in un solo anno
  • Data di pubblicazione: 2019
  • Target: adulti, generale

Sono presenti 4 copie, di cui 4 in prestito.

Biblioteca Collocazione Inventario Stato Prestabilità Rientra
Santa Maria a Monte 853.92 SCA log 0100-19714 In prestito 11/07/2019
Pontedera, Giovanni Gronchi GIALLO 853.92 CAS log 0010-76770 In prestito
Peccioli G 853.92 CAS 0210-6906 In prestito 02/07/2019
Vicopisano 853 CASS 2 0030-26145 In prestito
Vedi tutti

Ultime recensioni inserite

“Peccato che era proprio con quello che Vanina aveva a che fare. Tutti i giorni.
La morte violenta.
La peggiore, perché non concedeva ai sopravvissuti neppure la consolazione di appellarsi a una volontà superiore cui è impossibile dare un volto e contro la quale si è disarmati.”

Giovanna Guarrasi, detta Vanina, è tornata.
Vicequestore a Catania, giunta da Palermo dove ha lasciato un bagaglio pesante di ricordi: un padre morto ammazzato, un amore lasciato a metà, per non soffrire ancora…
E’ una bella donna, che ama il buon cibo ed il vestire con gusto, e coltiva un hobby singolare, che condivide col medico legale che segue i suoi casi: collezionare cinema italiano d’autore che si svolga in Sicilia. Ottimo poliziotto, tenace e intuitiva, seguita ciecamente dalla sua squadra, che ammira e riconosce le sue capacità di detective.

L’avevamo conosciuta in un intrigante cold case precedente: la scoperta in una fatiscente villa nobiliare di un corpo mummificato di donna, in un montavivande.
Questa volta la storia con cui Vanina si deve misurare inizia in un modo singolare.
Una notte, un medico ed un amico giornalista vedono due persone trascinare a fatica una grossa valigia e poi buttarla sugli scogli.
Contemporaneamente, in questura ricevono una telefonata anonima: una voce femminile afferma concitata di avere assistito all’omicidio di una ragazza durante un festino in un villino. Crederci, o no?
Nel frattempo scompare una giovane avvocatessa rampante, Lorenza Iannino, che, guarda caso, era l’affittuaria proprio di quella casetta. Bella, ambiziosa, tutta griffata da capo a piedi.
Vanina drizza le antenne – e le possiede lunghe e sensibili! – poiché i dati quadrano con la denuncia di scomparsa e con l’avvistamento notturno da parte dei due uomini.
Inizia l’indagine, coadiuvata dal fedele vice Spanò, bel personaggio del precedente romanzo già noto ai lettori. In realtà, molti dei protagonisti della storia sono già conosciuti, ed è un qualcosa di…rassicurante: è come avventurarsi in acque già note, sapendo di loro caratteristiche, vizi, pregi.
Il secondo “vice” è l’ottantenne commissario in pensione Biagio Patanè, cervello fino e lucidità di un giovanotto, che aveva contribuito in modo notevole alla risoluzione del precedente caso.
Una persona che per saggezza e simpatia entra subito nel cuore del lettore.

Uno dei personaggi di spicco – e nuovi – della vicenda è invece l’avvocato Ussaro, nel cui studio legale lavorava la Iannino; uomo potente, viscido, legato a gente di ogni tipo, che darà parecchio filo da torcere al vicequestore.
L’indagine avanza con tante scoperte, grandi e piccole, che incitano gli inquirenti a procedere sempre più veloci, fino a metterle la parola fine. Ma…c’è un MA. Per quanti dettagli vengano a galla, al “segugio” Guarrasi sembra sempre che qualcosa sfugga. Magari un piccolo particolare, ma quello che fa la differenza. E che, soprattutto, non lasci con quella sensazione di avere trascurato qualcosa di importante.
E tra macchie di sangue sospette, valigie vuote, polverina bianca, l’indagine si avvia al termine perchè Vanina, come una macchina da guerra, non demorde finché non tutto quadra alla perfezione.

Nel frattempo, i suoi tormenti amorosi tornano a farsi vivi: non è servito abbandonare Palermo per dimenticare Paolo e ciò che c’è stato fra loro, ma il lavoro viene prima di tutto e anche stavolta noi lettori restiamo con una situazione…a metà, che non ci soddisfa, ma ci lascia delle speranze.

Molto interessante il sistema di indagine, che richiama al titolo.
“Lentamente , a una a una, stanno venendo fuori ogni giorno cose nuove.
Tammaro ci riflettè sopra.
Come con la lampara – considerò.
La Guarrasi e Carmelo lo guardarono interrogativi.
La lampara. Sapete, quella grossa luce che si monta sulla barca e che serve ad attirare i pesci.
Spanò alzò gli occhi al cielo. Una fissazione era. Fin da quando erano ragazzi e gli veniva a tuppuliare alla finestra di notte per portarselo a pescare.
E che ci trase ora la lampara?
Tammaro s’infervorò. -La pesca con la lampara ha una sua LOGICA precisa. Si accende la luce , non si fa rumore, si sta fermi il più possibile e nel frattempo si armano le reti. Prima o poi anche i pesci meglio nascosti vengono a galla”.

Tuppuliare, trase: questo utilizzo di termini siciliani, inframmezzati all’italiano – un ottimo italiano! – alla maniera di Camilleri, ma in modo più leggero, perciò di miglior comprensione, è, a detta di chi scrive, delizioso.
Immerge il lettore in un’atmosfera siciliana affascinante ed unica, specie per chi sia un appassionato di tutto ciò che riguardi quest’isola.
Atmosfere simili a quelle della Agnello Hornby; situazioni e linguaggio che rimandano a quelle di Camilleri, ma con una loro connotazione ben precisa, che può esservi accostata per alcuni versi, ma è speciale e diversa nello stesso tempo.

Anche questa seconda indagine di Vanina Guarrasi ci lascia soddisfatti; una bella storia, ben congegnata, con le sorprese al posto giusto, i cattivi puniti, alcune…porte rimaste aperte per il futuro.
L’autrice ha dato vita, col vicequestore Guarrasi, a un bel personaggio, ricco di sfumature, profondo e tormentato al punto giusto; lo stesso si può affermare degli altri protagonisti, che al secondo romanzo già sono entrati a far parte pienamente di queste vicende in terra di Sicilia.

Attendiamo dunque con impazienza la terza avventura di questa squadra!

Condividi il titolo
Codice da incorporare

Copia e incolla sul tuo sito il codice HTML qui sotto.