L'assassino timido
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Materiale linguistico moderno

Uson, Clara

L'assassino timido

Abstract: Sandra Mozarovski era una giovanissima attrice nella Spagna degli anni Settanta, una celebre lolita di un cinema sexy ed erotico chiamato Destape, «spogliarello», che il regime franchista, nei suoi ultimi anni, preferiva non censurare per diffondere una scollacciata menzogna di modernità e libertà. Nata a Tangeri, figlia di un diplomatico russo, Sandra muore nel 1977 all’età di 18 anni, dopo essersi gettata dal balcone di casa. Ma la sua morte ha sempre suscitato sospetti, e l’ipotesi più diffusa è che sia stata uccisa dai servizi segreti a causa di una relazione con il re Juan Carlos del quale era rimasta incinta. Nessuna inchiesta ha mai fatto seguito al tragico avvenimento. Nata tre anni dopo Sandra, Clara Usón racconta la storia della ragazza, analizza i suoi film, le sue interviste, le sue foto, si accosta a lei in un corpo a corpo feroce, per scrutarne l’enigma. Al tempo stesso si immerge nelle emozioni della propria giovinezza, ne indaga l’irrequietezza e l’indole autodistruttiva, rivive il complesso rapporto con la madre, il desiderio di libertà e di eccessi, il sogno di ribellione in un periodo storico di grande trasformazione per un paese che si stava faticosamente lasciando alle spalle i decenni bui della dittatura. E attorno alle storie vere di Sandra e di Clara, due ragazze convinte che il futuro fosse nelle loro mani, emergono in controcampo altre figure, filosofi e scrittori, Albert Camus, Ludwig Wittgenstein, Cesare Pavese, le cui riflessioni illuminano una trama tesa, sostenuta da una scrittura erudita e implacabile, sempre sospesa fra ironia e tenerezza, tragedia e commedia, e in cui Usón esalta gli elementi.


Titolo e contributi: L'assassino timido / Clara Usón ; traduzione di Silvia Sichel

Pubblicazione: Palermo : Sellerio, 2019

Descrizione fisica: 186 p. ; 21 cm

Serie: Il contesto ; 97

ISBN: 978-88-389-3891-7

Data:2019

Lingua: Italiano (lingua del testo, colonna sonora, ecc.), Spagnolo (lingua dell'opera originale)

Paese: Italia

Serie: Il contesto ; 97

Nomi: (Traduttore) (Autore)

Soggetti:

Classi: 863.7

Dati generali (100)
  • Tipo di data: monografia edita in un solo anno
  • Data di pubblicazione: 2019
  • Target: adulti, generale

Sono presenti 2 copie, di cui 2 in prestito.

Biblioteca Collocazione Inventario Stato Prestabilità Rientra
Casciana Terme 863.64 USO 1 0080-9795 In prestito 24/06/2019
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Quello della Uson è sicuramente un libro per gli amanti dei libri, perché non concede molta possibilità di distrarsi, l'avvio del racconto specialmente: un asciutto rinvio a Wittgenstein e a Camus, ma soprattutto deviante fino al punto di provocare un senso di smarrimento tra le attese del titolo e il lento, elaborato, scorrere delle pagine. Un romanzo incongruente, lo definisce lei stessa. L'incongruenza - più che nella confessione di incoerenza - sta nello svolgimento di quadri tra i quali non vi è corrispondenza o proporzione, che male si accordano , come il liberatorio suicidio dei giovani fidanzati che consegnano ad un'audiocassetta gli ultimi attimi della loro vita prima di chiudere gli occhi in una buia galleria in attesa del treno previsto per la mezzanotte alla stazione di Melfi: morire, dice Michele, è preferibile a cercare di evadere con la droga o con qualsiasi altra cosa, a che scopo vivere sessanta o settant'anni di vita infelice? adesso ce ne andiamo perché crediamo che esista un'altra vita. Vado in un mondo migliore... E aggiunge Maria: era da tanto che pensavamo di farlo. Conclude Michele: non siamo nessuno, ma non auguro a nessuno una simile fine.

La Uson, in compagnia di Camus e di Wittgenstein, riesce mirabilmente a sovrapporre, intersecare, combinare piani diversi della narrazione dove si sciolgono gli elementi autobiografici e i richiami sull'esistenza umana di Cechov, di Beckett, di Kierkegaard: Michele e Maria scompaiono solo apparentemente nel tunnel, e subentra sulla scena la storia di Sandra Mozarovski, la giovane attrice sulla cui morte, non meno della vita, rimane forse la stessa incongruenza dei giovani fidanzati du Melfi. Sandra "era bella, di una bellezza slava: enormi occhi verdi leggermente a mandorla, bocca grande dalla labbra piene, incarnato pallido, chioma castana e folta, liscia e lunga, una cascata luminosa di capelli che la rendeva la perfetta testimonial di una marca di shampoo, e se non fosse morta così giovane, prima di raggiungere la vera notorietà, gliel'avrebbero senz'altro proposto".

Il romanzo è ambientato nella Spagna della transizione franchista, come ha scritto El Pais l'agonia del franchismo nel libro emerge nelle abitudini piuttosto che sugli eventi politici, gli anni stessi nei quali è cresciuta la Uson. Clara Uson ricostruisce minuziosamente la carriera cinematografica di Sandra Mozarovski, nell'intreccio letterario tra storia vera e pura finzione cerca di cogliere nei suoi amori, o disamori, la causa del gesto, è stata l'amante del re d Spagna?, la scrittura possiede un tono erudito e impeccabile, perché Sandra Mozarovski non si è gettata giù dalla terrazza di casa anche se questa è rimasta fino ad oggi la versione ufficiale per tutti.

Clara Usón è nata nel 1961 a Barcellona. Autrice di sette romanzi, all’esordio nel 1998 ha vinto il Premio Lumen e nel 2009 il Premio Biblioteca Breve Seix Barral con Corazón de napalm. È stata riconosciuta dalla critica spagnola come una delle maggiori scrittrici contemporanee, dotata di una grande creatività e di un’originale sensibilità espressiva, che fanno di lei una «degna erede di Čechov» (El Mundo). Con questa casa editrice ha pubblicato La figlia (2013), un caso letterario in Italia, e un grande successo di critica e di pubblico, e Valori (2016).

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