La guerra dei Courtney
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Materiale linguistico moderno

Smith, Wilbur A. - Churchill, David

La guerra dei Courtney

Abstract: Separati dalla guerra, a migliaia di miglia di distanza l'uno dall'altra, Saffron Courtney e Gerhard von Meerbach lottano per sopravvivere al conflitto che sta dilaniando l'Europa. Gerhard, ostile al regime nazista, è deciso a rimanere fedele ai propri ideali nonostante tutto e combatte per la madrepatria nella speranza di poterla liberare, un giorno, da Hitler. Ma quando la sua unità si ritrova coinvolta nell'inferno della battaglia di Stalingrado, si rende conto che le possibilità di uscirne vivo si affievoliscono di giorno in giorno. Saffron, che nel frattempo è stata reclutata dal SOE, l'Esecutivo Operazioni Speciali, e inviata nel Belgio occupato per scoprire in che modo i nazisti sono riusciti a infiltrarsi nella rete dell'organizzazione, deve trovare il modo di sfuggire ai nemici che le danno la caccia. Costretti ad affrontare forze malvagie e orrori indicibili, i due innamorati sono chiamati a prendere la decisione più difficile: sacrificare se stessi, o cercare di sopravvivere a ogni costo nella speranza che il destino, un giorno, permetta loro di ritrovarsi.


Titolo e contributi: La guerra dei Courtney / Wilbur Smith ; con David Churchill ; traduzione di Sara Caraffini

Pubblicazione: Milano : HarperCollins, 2019

Descrizione fisica: 536 p. ; 22 cm

ISBN: 9788869053795

Data:2019

Lingua: Italiano (lingua del testo, colonna sonora, ecc.)

Paese: Italia

Nomi:

Soggetti:

Classi: 823.914

Dati generali (100)
  • Tipo di data: monografia edita in un solo anno
  • Data di pubblicazione: 2019
  • Target: adulti, generale

Sono presenti 8 copie, di cui 6 in prestito.

Biblioteca Collocazione Inventario Stato Prestabilità Rientra
San Miniato, Mario Luzi NAD 823.91 SMI SM038-58235 In prestito
Pontedera, Giovanni Gronchi 823.91 SMI gue 0010-75663 In prestito 03/04/2019
Capannoli 823.9 SMI 0060-7078 In prestito
Chianni 823.914 SMI GUE 0 In ordine Prestabile
Peccioli G 823.91 SMI 0210-6714 Su scaffale Prestabile
Ponsacco 823.914 SMI GUE 0110-19228 In prestito 06/04/2019
Pomarance 823.92 SMI 0140-12186 In prestito 12/04/2019
Montopoli in Val d'Arno 823.914 SMI 18 0180-24626 In prestito
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Il «maestro dell’avventura» torna in cattedra ma sulla lavagna questa volta sono i colori della storia a risaltare sugli altri. Ed è storia recente, drammatica, quella che ha segnato in maniera indelebile il Novecento e ha scavato, con la Shoah, una ferita insanabile nella coscienza collettiva. Preannunciato dall’ultimo libro pubblicato nel 2018 con Longanesi (War Cry. Grido di guerra, ambientato fra il Kenya coloniale di inizio Novecento e gli anni dell’inarrestabile ascesa della Germania nazista), è il periodo della Seconda guerra mondiale, con l’aberrante «appendice» della Soluzione finale, il teatro del nuovo, attesissimo romanzo di Wilbur Smith. Courtney’s War. La guerra dei Courtney si apre nella primavera del 1939, pochi mesi prima dell’aggressione tedesca alla Polonia, e si chiude, sei anni e 60 milioni di morti più tardi, con il suicidio di Hitler e la capitolazione del Terzo Reich.

In mezzo una fitta catena di avvenimenti cuciti addosso ai personaggi con la solita maestria dal quasi ottantaseienne scrittore zambiano, il quale si dimostra a perfetto agio nel maneggiare una materia ostica e per molti versi abusata come il secondo conflitto mondiale e il suo carico di orrori, a partire dall’immane tragedia dell’Olocausto.

Il nuovo episodio della saga familiare dei Courtney, con cui Smith esordì oltre 50 anni fa (When the Lion Feeds. Il destino del leone, 1964), uscirà in Italia giovedì 3 gennaio e, dopo l’assaggio dell’autobiografia pubblicata la scorsa primavera (Leopard Rock), costituisce il primo degli otto titoli concordati con l’editore HarperCollins Italia, subentrato proprio a Longanesi sul finire del 2017. Un accordo che ha confermato anche la formula, avviata nel 2012 dal passaggio di Smith alla galassia HarperCollins, dei co-autori: team di robuste «spalle» cui è affidata la stesura delle trame confezionate da Smith (e costruite sui personaggi delle diverse saghe), allo scopo di soddisfare le richieste di un mercato editoriale particolarmente pressante per un autore-brand da oltre 130 milioni di copie, 26 delle quali vendute nel nostro Paese.

Qui, come nel precedente romanzo dei Courtney, Smith collabora con David Churchill e la liaison funziona egregiamente. Il risultato non delude, infatti, le attese degli amanti della sua narrativa: passioni forti e laceranti, tensione sempre alle stelle, figure indimenticabili e stereotipate quel tanto che basta per farcele amare o detestare, ritmo incalzante, scrittura fluente e precisa.

Certo il proscenio in cui sboccia e ostinatamente resiste l’amore fra la splendida Saffron Courtney e l’altrettanto splendido aviatore tedesco Gerhard von Meerbach non ha nulla a che vedere con le sconfinate e variopinte distese dell’Africa centro-meridionale, cornice principale delle precedenti tappe della saga. La scena si svolge ora tra l’uggiosa Scozia settentrionale, dove l’indomita Saffron completa l’addestramento per diventare agente speciale del Soe (il servizio segreto britannico nato ad hoc per compiere operazioni di sabotaggio nei Paesi collaborazionisti dei tedeschi) e le grigie campagne del Belgio e dell’Olanda occupati dal Reich e pullulanti di spie e doppiogiochisti; tra la Stalingrado martoriata dalla vana e sanguinosa iniziativa militare della Wehrmacht, fermata dal sacrificio di milioni di giovanissimi immolati dal dittatore sovietico Stalin prima ancora che dal proverbiale inverno russo, e i campi di concentramento che costellano l’intero Est europeo per accogliere ebrei ma anche prigionieri politici.

Non c’è spazio per epiche avventure, e i singoli atti di eroismo, quali la difesa disperata di un manipolo di adolescenti russi davanti ai panzer tedeschi, sono dettati perlopiù dall’istinto di sopravvivenza. Quell’istinto, mosso anche dalla volontà di resistere per vedere la fine della guerra e riabbracciare la propria amata, che spinge il capitano d’aviazione von Meerbach a fare il suo dovere di soldato, uccidendo gli avversari in poco epici duelli aerei, pur detestando il Führer e la sua corte di pazzi sanguinari. Una corte nella quale riveste un ruolo di primo piano lo spregevole fratello maggiore Konrad, tra le figure meglio tratteggiate e più interessanti del romanzo. Erede di una famiglia di ricchi industriali legati al Reich, che garantisce loro i ricchi proventi delle commesse militari, Konrad rappresenta l’emblema del male assoluto: in lui la brama di potere e ricchezze, con la carica erotica che si porta dietro, si fa volontà di sopraffazione e dominio sugli altri, ivi compresi la moglie e i più stretti familiari.

Non c’è spazio per la pietà e anche la fedeltà alla causa nazista è finalizzata allo scopo, per cui quando la nave comincia a imbarcare acqua lui non si fa scrupoli ad abbandonarla, costruendosi un futuro alternativo, foderato di agio e ricchezze.

Non manca qualche inevitabile cliché, figlio della logica manichea che colloca i personaggi nelle inossidabili categorie dei buoni e dei cattivi, in ossequio ai gusti del pubblico dei grandi numeri, ma nelle pagine che riguardano il primogenito dei von Meerbach si scova lo Smith più convincente. Un autore capace di raccontare come pochi altri, intrattenendo il lettore senza blandirlo e talora scuotendolo. Come accade nelle descrizioni della vita nei Lager e nell’episodio-simbolo dell’inferno in terra in cui la follia nazista scaraventò gli ebrei: il racconto di uno dei primi test effettuati con il gas all’indomani della decisione, presa a Wannsee nel gennaio del 1942, di individuare una via più rapida ed «efficiente» per eliminarli.

Una scena raccapricciante come solo la cruda realtà sa essere e che Smith fotografa senza filtri, osservandola attraverso gli occhi increduli e attoniti di Gerhard, inchiodato davanti all’orrore di un furgone trasformato in camera a gas e divenuto una tomba per 70 innocenti stipati al suo interno: «Ora sai quale rumore fa la morte quando le sei fermo accanto».

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