The outsider
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Materiale linguistico moderno

King, Stephen <1947->

The outsider

Abstract: La sera del 10 luglio, davanti al poliziotto che lo interroga, il signor Ritz è visibilmente scosso. Poche ore prima, nel piccolo parco della sua città, Flint City, mentre portava a spasso il cane, si è imbattuto nel cadavere martoriato di un bambino. Un bambino di undici anni. A Flint City ci si conosce tutti e certe cose sono semplicemente impensabili. Così la testimonianza del signor Ritz è solo la prima di molte, che la polizia raccoglie in pochissimo tempo, perché non si può lasciare libero il mostro che ha commesso un delitto tanto orribile. E le indagini scivolano rapidamente verso un uomo e uno solo: Terry Maitland. Testimoni oculari, impronte digitali, gruppo sanguigno, persino il DNA puntano su Terry, il più insospettabile dei cittadini, il gentile professore di inglese, allenatore di baseball dei pulcini, marito e padre esemplare. Ma proprio per questo il detective Ralph Anderson decide di sottoporlo alla gogna pubblica. Il suo arresto spettacolare, allo stadio durante la partita e davanti a tutti, fa notizia e il caso sembra risolto. Solo che Terry Maitland, il 10 luglio, non era in città. E il suo alibi è inoppugnabile: testimoni oculari, impronte, tutto dimostra che il brav'uomo non può essere l'assassino. Per stabilire quale versione della storia sia quella vera non può bastare la ragione. Perché il male ha molte facce. E King le conosce tutte.


Titolo e contributi: The outsider / Stephen King ; traduzione di Luca Briasco

Pubblicazione: Milano : Sperling & Kupfer, 2018

Descrizione fisica: 529 p. ; 23 cm

Serie: Pandora

ISBN: 9788820066239

EAN: 9788820066239

Data:2018

Lingua: Italiano (lingua del testo, colonna sonora, ecc.), Inglese (lingua dell'opera originale)

Paese: Italia

Opera:
Serie: Pandora

Nomi: (Traduttore) (Autore)

Soggetti:

Classi: 813.54

Dati generali (100)
  • Tipo di data: monografia edita in un solo anno
  • Data di pubblicazione: 2018
  • Target: adulti, generale

Sono presenti 15 copie, di cui 9 in prestito.

Biblioteca Collocazione Inventario Stato Prestabilità Rientra
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Il giorno in questione dichiarano di averlo visto, fra gli altri, un'anziana impicciona, un'adolescente iscritta in quella esatta scuola, una tassista con cui era in confidenza quel tanto che bastava a chiamarla per nome, un nerboruto buttafuori dal cuore generoso: insieme a loro, poi, sono da prendere in considerazione la clientela di uno strip club fuori città e un numero imprecisato di telecamere di videosorveglianza. L'uomo sembrava gentile ma sospetto: ricambiava i saluti, scambiava quattro chiacchiere, ma gli spruzzi cremisi sulla camicia – forse epistassi? – e i modi stranamente sfuggenti raccontavano tutt'altro. Una riprovevole storia di cannibalismo e pedofilia che in un parco pubblico, seguendo le fitte orme di sangue, portava direttamente al corpo scempiato di un undicenne: seviziato con un ramo acuminato, ucciso a morsi. Le deposizioni parlano chiaro: l'identità della belva da destinare all'iniezione letale è risaputa prima ancora che la confermino analisi e ispezioni. Ad aiutare il bambino con la catena della bicicletta, a incrociare il cammino dei disparati testimoni, è stato Terry Maitland: insospettabile, se non avesse perfino la scienza contro. Ma l'assassino – padre di famiglia e professore stimato, nel tempo libero anche allenatore di successo – ha un alibi incrollabile che non lo risparmia tuttavia da un arresto plateale durante una partita di football o dalle conseguenze della gogna pubblica a cui è sottoposto troppo presto. Il giorno in questione, in compagnia di altri insegnanti, partecipava infatti a una serie di conferenze didattiche altrove: lo raccontano l'autografo con data del giallista Harlan Coben, altre telecamere, le impronte digitali lasciate su un libro di cui all'ultimo aveva rimandato l'acquisto. Si può essere in due posti contemporaneamente?

"Tutto è possibile. Il mondo trabocca di stranezze".

Non badano al paradosso degno della migliore Agatha Christie, al solito, le iene e gli sciacalli di un circo mediatico che vuole nell'occhio del ciclone anche la sfortunata famiglia dell'accusato: si procede nella ricerca di paladini e mostri, di scoop, nell'era in cui a costituire il giornalismo americano sono il passaparola, il presidente Trump e le fake news. Se in un romanzo di uno Stephen King in forma smagliante, efferato e malinconico come non lo si leggeva da un po', tanto gli estimatori quanto i profani immagineranno bene l'esistenza di zone d'ombra in cui la giustizia non osa avventurarsi. Il palesarsi di convergenze misteriosissime che escluso l'ovvio, tolto il probabile, lasciano spazio soltanto all'impossibile. Cosa o chi semina dubbi e paura nella fittizia Flint City?
In un romanzo ad ampio respiro che parte come un thriller giudiziario sulla falsa riga del caso Simpson e imbocca, infine, sentieri fantastici, a indagare è l'agente Ralph Anderson: il colesterolo alto e qualche chilo di troppo che fanno inferocire l'altrimenti adorabile moglie Jeannie, il primogenito all'università, un abuso di potere che lo rende all'improvviso un uomo giusto macchiatosi di un errore imperdonabile. Come fare pace con la propria coscienza, se non riabilitando l'onore di Maitland? È quando la sua ricerca a tentoni sembra avere raggiunto un vicolo cieco – a metà, dopo un capitolo che è un capolavoro di suspance in cui le fila potrebbero essere già belle che tirate – che il destino, altra presenza immancabile, lo mette in contatto con una nostra carissima conoscenza: cinefila doc, emotivamente chiusa a riccio, se ne va in giro con l'inseparabile Castigamatti e l'ombra di Bill Hodges a cui elevare di tanto in tanto tenerissime preghiere. The Outsider segna non solo il rimarchevole ritorno del Re all'horror, ma altresì quello dell'indimenticabile Holly della trilogia di Mr Mercedes nelle vesti di coprotagonista – a proposito di grandi cambiamenti, invece, va segnalato il passaggio del testimone all'ottimo traduttore Luca Briasco. Ora a capo della Finders Keepers, abituata com'è alla presenza del soprannaturale, è lo spirito guida del personaggio femminile a rendere razionale l'irrazionale e un po' dolce il sapore dell'incubo.

"Ma credo nelle stelle, e nell'infinità dell'universo. Il Grande Là Fuori. E qui sulla terra, credo ci siano infiniti universi in ogni manciata di sabbia, perché l'infinito è una strada a doppio senso. Credo che nella mia mente ci siano decine di idee dietro quella che di volta in volta riesco a concepire. Credo nella mia coscienza e anche nel mio inconscio, pur non sapendo esattamente in che cosa consistano. E credo in Athur Conan Doyle, che ha fatto dire a Sherlock Holmes: Una volta eliminato l'impossibile, ciò che rimane, per quanto improbabile, deve essere la verità".

Destinazione finale: un Texas da selvaggio west, fra serpenti a sonagli e lontane credenze, dove le scienze forensi e le leggende oltre confine si scoprono un tutt'uno, le grotte insidiose ricordano le reti fognarie di It e qualcuno racconta di aver interagito nel sogno con un mostro con gli occhi di paglia e un sacco in pugno. Che sia un sadico ladro di identità o un diavolo sputato dalla bocca dell'inferno, metafora o verità tangibile, questo Uomo nero rivisto e corretto ha il modus operandi di un serial killer; si apposta sulle scene del crimine, ghiotto di tristezza e allarmismo; fa zittire grilli e coyote al solo passaggio e controllare la corretta chiusura di porte e finestre ad adoni d'un tratto spaventati dal buio. Severamente vietato parlarne al condizionale: ignorarne l'esistenza non fa sì che smetta di esistere.
L'affascinante tema del doppio proviene dalle suggestioni di un racconto di Allan Poe, la figura dell'Outsider dalle nonne messicane. Stephen King ci mette il resto, pregi e difetti compresi. La seconda metà del romanzo è infatti un salto nel lato oscuro tutt'altro che innovativo che potrebbe scontentare, vero, coloro che alle prese con il realismo iniziale – sbirciamo in prima battuta referti autoptici e trascrizioni di interrogatori, ascoltiamo registrazioni private – si erano auspicati uno svolgimento in linea con il giallo classico. Per il resto, splatter, visioni e deliri appartengono a chi ha ispirato di recente il successo cinematografico di Andy Muschietti, insieme a personaggi di indescrivibile umanità destinati a unirsi benché schierati in principio da una parte e l'altra della barricata.
Capace di partire da lontanissimo e di rivelare senza fretta le proprie carte, collegando coincidenze apparenti e misfatti distanti nel tempo e nello spazio, l'amato King emoziona a sorpresa con una favola a tinte forti sui confini dell'universo, il potere della condivisione, l'importanza sacrosanta dei brutti sogni.

«I sogni sono il nostro modo per entrare in contatto con il mondo invisibile, o almeno è questo che credo. Sono un dono speciale.»
«Anche gli incubi?»
«Sì, anche gli incubi.»

La realtà è uno strato di ghiaccio troppo sottile, almeno per pattinatori inesperti o scettici di natura. La provincia statunitense, al contrario, è la metafora del melone del buon Ralph: un frutto a volte solido fuori ma marcio all'interno. Come ci finisco dentro i vermi brulicanti, ci si domanda, data la buccia all'apparenza perfetta? Lo scriveva già William Shakespeare d'altronde: ci sono più cose in cielo e in terra di quante ne sogni la tua filosofia. Nell'ultimo Stephen King in libreria, prendeteci alla lettera, ce n'è qualcun'altra in più.

Buona lettura.

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