Vox
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Materiale linguistico moderno

Dalcher, Christina

Vox

Abstract: Jean McClellan è diventata una donna di poche parole. Ma non per sua scelta. Può pronunciarne solo cento al giorno, non una di più. Anche sua figlia di sei anni porta il braccialetto conta parole, e le è proibito imparare a leggere e a scrivere. Perché, con il nuovo governo al potere, in America è cambiato tutto. Jean è solo una dei milioni di donne che, oltre alla voce, hanno dovuto rinunciare al passaporto, al conto in banca, al lavoro. Ma è l'unica che ora ha la possibilità di ribellarsi. Per se stessa, per sua figlia, per tutte le donne. Limite di 100 parole raggiunto


Titolo e contributi: Vox : romanzo / Christina Dalcher ; traduzione di Barbara Ronca

Pubblicazione: [S.l.] : Nord 2018

Descrizione fisica: 414 p. ; 23 cm

Serie: Narrativa ; 749

EAN: 9788842931386

Data:2018

Lingua: Italiano (lingua del testo, colonna sonora, ecc.)

Paese: Italia

Serie: Narrativa Nord ; 749

Nomi: (Attore)

Soggetti:

Classi: 813.6 NARRATIVA AMERICANA IN LINGUA INGLESE, 2000- [21] Fantapolitico <genere fiction> (0)

Dati generali (100)
  • Tipo di data: monografia edita in un solo anno
  • Data di pubblicazione: 2018
  • Target: adulti, specialistico
Testi (105)
  • Genere: fiction

Sono presenti 1 copie, di cui 1 in prestito.

Biblioteca Collocazione Inventario Stato Prestabilità Rientra
Cascina 813.6 DAL 0020-27949 In prestito 06/05/2019
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Quante parole adoperiamo ogni giorno? Per domandare, per capire, per esprimere bisogni, per spiegare ciò che pensiamo, per manifestare il nostro amore…
Quante parole rivolgiamo alle persone che fanno parte della nostra famiglia?
Quante ne dedichiamo ai nostri figli per raccontare loro fiabe o consolarli?
Quante ne impieghiamo con gli amici?
Quante ne dobbiamo trovare, anche con fatica, sul lavoro?

Ogni giorno, di media, sono 16mila.

Le parole, il linguaggio, la comunicazione ci rendono liberi. Ci permettono di esistere in modo degno. Nel mondo di Jean McClellan questo però è solo un doloroso ricordo perché, adesso, lei e tutte le altre donne hanno, letteralmente, le parole contate.

A ricordarglielo ogni giorno c’è "il braccialetto": così lo chiamano, come fosse qualcosa di innocuo. Si tratta di un contatore ed è tarato per permettere a ciascuna donna un massimo di 100 parole al giorno. E se si sgarra? Il bracciale libera una scossa elettrica di intensità crescente per ogni parola che si produce in più.

Nel mondo di Jean, a conti fatti, è come se fosse stato portato indietro l’orologio e gli Stati Uniti fossero piombati nel più alto Medioevo. Al potere il nuovo Governo di estremisti, il Movimento della Purezza, che predica e vagheggia un mondo antico, puro appunto. Un mondo in cui gli uomini lavorano e le donne si occupano della casa e dei figli, e sono sottomesse. E per garantire questo “Paradiso” di dedizione ogni creatura di sesso femminile è stata privata del passaporto, del lavoro, del conto in banca. E delle parole.

Il colmo per Jean? Lei è una esperta in linguistica cognitiva. O meglio, era. Jean adesso è soprattutto la moglie di Patrick ed è la madre di quattro figli, tre maschi e una femmina. Ma come si può educare qualcuno in silenzio?

Ciò che è peggio, per lei, è assistere agli effetti della società sui propri figli: la sua bambina sta disimparando a parlare, perché ha iniziato a portare il contatore troppo presto e va in una scuola dove le insegnano il silenzio, economia domestica e a contare. Contare in effetti serve in questo mondo…

Come può Jean salvare sua figlia da un mondo in cui carta, penna e libri sono vietati? Come potrà impedire che i suoi figli divengano uomini che tollerano moglie e figlie ridotte al silenzio? Perché se nasci nell’abominio finisci per considerarlo normale.

Un giorno, però, il governo richiama Jean al lavoro: il fratello del Presidente sembra essere stato vittima di un incidente e pare che un danno celebrale gli abbia tolto la parola. Serve al più presto una cura. Serve una ricercatrice capace come lei.

Ispirato a "Il Racconto dell’Ancella" di Margaret Atwood, ecco una cupa distopia che ci mostra quanto la libertà e la democrazia siano fragili. Perché non basta pensare “una cosa del genere non potrebbe succedere mai” per non farla accadere. Bisogna agire, protestare. Bisogna far sentire la nostra voce, sempre.

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