Gli ultimi passi del sindacone
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Materiale linguistico moderno

Vitali, Andrea <1956->

Gli ultimi passi del sindacone

Abstract: Attilio Fumagalli è un uomo pingue, anzi di più, soffre di obesità androide, nel senso che il grasso ce l'ha tutto attorno all'addome. Cinquant'anni, sposato con Ubalda Lamerti, senza figli, esercita in proprio la professione di ragioniere. Per vincere quel senso di vuoto che a volte lo aggredisce, più che per uno slancio ideale, si è dato alla politica nelle file della Democrazia Cristiana e sfruttando il giro della propria clientela è riuscito a farsi eleggere sindaco di Bellano. Per tutti, e per ovvie ragioni, lui è il Sindacone. L'attività istituzionale non lo occupa più di tanto. Oltre al disbrigo delle formalità correnti, riunisce la giunta ogni due mesi, due mesi e mezzo. Ultimamente, però, sotto questo aspetto, il Sindacone sembra aver impresso una svolta. Convoca la giunta ogni dieci giorni, a volte anche ogni settimana. Una voce o due all'ordine del giorno, una mezz'oretta di riunione e ciao. Ma oggi, 22 dicembre 1949, ha superato ogni limite: ha indetto una riunione per la sera della Vigilia di Natale. Per discutere di cosa? Di niente. Per scambiare gli auguri. E a più di uno dei consiglieri che si sono visti recapitare a mano la convocazione è saltata la mosca al naso. Per dirla tutta, al geometra Enea Levore è venuto il preciso sospetto che sotto a quella frenesia si nasconda qualcosa. Ma cosa? Basterebbe chiederlo al vicesindaco Veniero Gattei, se quello non tenesse la bocca rigorosamente cucita. Con "Gli ultimi passi del Sindacone" torna sulla scena la Bellano del primo dopoguerra, di cui Andrea Vitali sa mettere in luce la voglia di riscatto, il frettoloso antifascismo esibito senza vergogna, gli appetiti della carne simbolo della voglia di vita che sta rianimando l'intero Paese, ma senza tralasciare quei piccoli segreti che rendono più sapido il tran tran quotidiano.


Titolo e contributi: Gli ultimi passi del sindacone : [romanzo] / Andrea Vitali

Pubblicazione: Milano : Garzanti, 2018

Descrizione fisica: 239 p. ; 22 cm

Serie: Narratori moderni

ISBN: 9788811601715

EAN: 9788811601715

Data:2018

Lingua: Italiano (lingua del testo, colonna sonora, ecc.)

Paese: Italia

Nomi: (Autore)

Soggetti:

Classi: 853.914

Luoghi: Milano

Dati generali (100)
  • Tipo di data: monografia edita in un solo anno
  • Data di pubblicazione: 2018
  • Target: adulti, generale

Sono presenti 11 copie, di cui 5 in prestito.

Biblioteca Collocazione Inventario Stato Prestabilità Rientra
Santa Maria a Monte 853.914 VITA ult 0100-19460 In prestito 29/06/2019
Cascina 853.92 VIT 0020-27947 In prestito 24/07/2019
Pontedera, Giovanni Gronchi 853.914 VIT ult 0010-74995 Su scaffale Prestabile
Crespina Narrativa adulti 853.92 VIT ult 0090-14198 Su scaffale Prestabile
Buti 853.92 VIT 0190-12093 In prestito 08/07/2019
Ponsacco 853.914 VIT ult 0110-18731 In prestito
San Miniato, Mario Luzi NAD 853.91 VIT SM038-57824 Su scaffale Prestabile
Vicopisano 853 VITA 33 0030-25423 In prestito 26/07/2019
Riparbella 853.9 VITAA 0520-4485 In prestito 22/07/2019
San Giuliano Terme 853 VITA 29 0040-23588 Su scaffale Prestabile
Santa Luce 853.9 VITAA 0330-4447 Su scaffale Prestabile
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Bellano, 1946: la cittadina sta risorgendo dalle ceneri della guerra. Hanno riaperto i negozi e le piccole industrie, il cotonificio locale cerca manodopera, il lavoro non manca, anzi.
Alla vigilia di Natale il Sindaco, detto il Sindacone perché è a forma di salsiccia, grossa fino alle ginocchia, dopodiché partono dei piedini che calzano numeri da signora (per questo il titolo Gli ultimi passi del Sindacone), vuole tutti nel suo studio alle 19 per un brindisi finale. In realtà non si capisce bene proprio perché durante il cenone.

La missiva arriva a Veniero Gattei, vicesindaco, sposo novello da poche settimane e quindi in pieno lavoro erotico con Laura, sua moglie, che da fidanzato poteva solo baciare.
Arriva all’Allegretti, uomo di mondo che da nullatenente a parte il suo lavoro in giunta comunale ha messo l’occhio su una bruttina stagionata che oltre alle poche fattezze non azzecca un argomento di conversazione. Se solo Sirica, la ragazza che lo aiuta nelle faccende domestiche non fosse così grossiere, volgarotta, si sarebbe già sposato!
Poi la missiva arriva anche allo Stoppani che taglia formaggi da quando aveva quattordici anni e la sua drogheria va a gonfie vele. Egli ha la delega delle viabilità ovvero delle mulattiere. Uomo pavido attaccato alla moglie che lo rivolta come un calzino, anche in quel Natale, per far sposare la figlia non bellissima a un bravo ragazzo che ha aspirazioni letterarie che devono essere dimenticate e in fretta.

Effettivamente la riunione al comune a parte chiacchiere, vino, dolci finisce senza un vero perché. È stata incatenata per dare il tempo al Sindaco di andare dalla sua amante Perlina. Dopo aver consumato un rapporto sessuale il Sindaco, non respira più. È morto. Perlina chiama Gattei.
La notte è freddissima e con folate di vento ghiacciato. Gattei arriva da Perlina e capisce che il fu sindaco, il signor Fumagalli è morto. Ma non lì, ma al comune.
Intanto Perlina capisce quanto l’ha aiutata. Lei cui vennero tagliati i capelli a zero perché aveva intrattenuto rapporti con militi fascisti e poi la clientela selezionata col portafoglio pieno e il Sindaco come amante.
Gattei arriva a una con una conclusione: per portare a piedi il morto ci vuole un uomo della stessa stazza, lo Stoppani. Ce la faranno? Dovete leggerlo.

Mai Andrea Vitali è stato così esplicito in materia di sesso, niente di che, intendiamoci, ma come se avesse scoperto che il desiderio sessuale fa commettere follie, omicidi, rende la vita gioiosa o odiosa. Prima o poi a Freud ci arrivano tutti.

Con Gli ultimi passi del Sindacone torna sulla scena la Bellano del primo dopoguerra, di cui Andrea Vitali sa mettere in luce la voglia di riscatto, il frettoloso antifascismo esibito senza vergogna, gli appetiti della carne simbolo della voglia di vita che sta rianimando l’intero Paese, ma senza tralasciare quei piccoli segreti che rendono più sapido il tran tran quotidiano, e la lettura dei suoi romanzi una godibilissima compagnia. Fumagalli è un uomo pingue, anzi di più, soffre di obesità androide, nel senso che il grasso ce l’ha tutto attorno all’addome. Cinquant’anni, sposato con Ubalda Lamerti, senza figli, esercita in proprio la professione di ragioniere. Per vincere quel senso di vuoto che a volte lo aggredisce, più che per uno slancio ideale, si è dato alla politica nelle file della Democrazia Cristiana e sfruttando il giro della propria clientela è riuscito a farsi eleggere sindaco di Bellano. Per tutti, e per ovvie ragioni, lui è il Sindacone. L’attività istituzionale non lo occupa più di tanto. Oltre al disbrigo delle formalità correnti, riunisce la giunta ogni due mesi, due mesi e mezzo. Ultimamente, però, sotto questo aspetto, il Sindacone sembra aver impresso una svolta. Convoca la giunta ogni dieci giorni, a volte anche ogni settimana. Una voce o due all’ordine del giorno, una mezz’oretta di riunione e ciao. Ma oggi, 22 dicembre 1949, ha superato ogni limite: ha indetto una riunione per la sera della Vigilia di Natale. Per discutere di cosa? Di niente. Per scambiare gli auguri. E a più di uno dei consiglieri che si sono visti recapitare a mano la convocazione è saltata la mosca al naso. Per dirla tutta, al geometra Enea Levore è venuto il preciso sospetto che sotto a quella frenesia si nasconda qualcosa. Ma cosa? Basterebbe chiederlo al vicesindaco Veniero Gattei, se quello non tenesse la bocca rigorosamente cucita.

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