Il mare dove non si tocca
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Libri Moderni

Genovesi, Fabio

Il mare dove non si tocca

  • Copie totali: 26
  • A prestito: 16
  • Prenotazioni: 6

Abstract: Fabio ha sei anni, due genitori e una decina di nonni. Sì, perché è l'unico bimbo della famiglia Mancini, e i tanti fratelli del suo vero nonno - uomini impetuosi e pericolosamente eccentrici - se lo contendono per trascinarlo nelle loro mille imprese, tra caccia, pesca e altre attività assai poco fanciullesche. Così Fabio cresce senza frequentare i suoi coetanei, e il primo giorno di scuola sarà per lui un concentrato di sorprese sconvolgenti: è incredibile, ma nel mondo esistono altri bambini della sua età, che hanno tanti amici e pochissimi nonni, e si divertono tra loro con giochi misteriosi dai nomi assurdi - nascondino, rubabandiera, moscacieca. Ma la scoperta più allarmante è che sulla sua famiglia grava una terribile maledizione: tutti i maschi che arrivano a quarant'anni senza sposarsi impazziscono. I suoi tanti nonni strambi sono lì a testimoniarlo. Per fortuna accanto a lui c'è anche un padre affettuoso, che non parla mai ma con le mani sa aggiustare le cose rotte del mondo. E poi la mamma, intenzionata a proteggere Fabio dalle delusioni della vita, una nonna che comanda tutti e una ragazzina molto saggia che va in giro travestita da coccinella. Una famiglia caotica e gigantesca che pare invincibile, finché qualcosa di totalmente inatteso la travolge. Giorno dopo giorno, dalle scuole elementari fino alle medie, il protagonista cerca di crescere nel precario equilibrio tra un mondo privato pieno di avventure e smisurato come l'immaginazione, e il mondo là fuori, stretto da troppe regole e dominato dalla legge del più forte. Tra inciampi clamorosi, amori improvvisi e incontri straordinari, in un percorso di formazione rocambolesco, commovente e stralunato, Fabio capirà che le nostre stranezze sono il tesoro che ci rende unici e intanto scoprirà la propria vocazione di narratore perdutamente innamorato della vita.


Titolo e contributi: Il mare dove non si tocca : romanzo / Fabio Genovesi

Pubblicazione: Milano : Mondadori, 2017

Descrizione fisica: 318 p. ; 23 cm

Serie: Scrittori italiani e stranieri

ISBN: 9788804680857

EAN: 9788804680857

Data:2017

Lingua: Italiano (lingua del testo, colonna sonora, ecc.)

Paese: Italia

Nomi:

Classi: 853.92

Dati generali (100)
  • Tipo di data: monografia edita in un solo anno
  • Data di pubblicazione: 2017

Sono presenti 26 copie, di cui 16 in prestito.

Biblioteca Collocazione Inventario Stato Prestabilità Rientra
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Cascina 853.92 GEN 0020-26596 In prestito 12/12/2017
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Pontedera, ITCG Fermi 853.92 GEN 2 J 2020-2799 Su scaffale Prestabile
Pisa SMS 850 GENO mar 0250-74747 In prestito
Santa Luce 853.9 GENOF 0330-3800 In prestito 04/01/2018
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Peccioli Mediateca GEN Co 3.C. GEN MAR 0210-5977 In prestito 21/12/2017
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Pomarance 853.92 GEN 0140-10617 In prestito 15/01/2018
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«Le storie vengono da lontano, ma respirano sott’acqua e hanno ali giganti per raggiungerti ovunque».

Fabio ha soltanto sei anni quando scopre che i suoi undici nonni con undici nomi tutti con la "A" (perfino Rolando, che non si capisce perché proprio così dovesse chiamarsi l’ultimo figlio, ma che problema vuoi che sia, si aggiunge una vocale e il gioco è fatto, Arolando, eccolo qua!) e di cui dieci scapoli ed uno coniugato, unico soggetto dal quale è nato di fatto suo padre Giorgio e quindi anche unico legittimato ad essere chiamato per davvero “nonno” da quell’unico nipote che il medesimo rappresenta, non sono in realtà nonni bensì zii. “Eh”, dicono loro innanzi a detta constatazione, “lo sapevamo che non dovevamo mandarti a scuola!”. Eppure Fabio che con questi zii ci è cresciuto, che con questi zii ha imparato a far di conto e a tirar su un perfetto pollaio, non potrebbe mai immaginare la sua vita privata della loro presenza.
Una crescita, la sua, in quel de “Il villaggio Mancini” (in cui è chiaramente fatto divieto di entrare), ben diversa da quella degli altri bambini poiché unica nel suo genere. Giunge infatti all’età della scuola dell’obbligo con tutti i giorni della settimana suddivisi per trascorrere del tempo con i familiari e mai, è per lui disponibile, un giorno libero, un giorno di riposo, da trascorrere con i coetanei, o ancora giunge alla scuola dell’obbligo senza saper giocare a nascondino eppure super aggiornato circa gli esiti del Festival Della Canzone italiana di quell’anno. Vogliamo poi aggiungerci la storia della maledizione? Aramis, Aldo, Athos, Adelmo e tutti gli altri fratelli, sono stati vittima di un sortilegio che ne ha comportato la follia: a detta dei più, difatti, se gli uomini della famiglia Mancini non si sposano entro i quarant’anni, diventano matti. Semplice e chiaro.
Stranezze, in cui la giovinezza del protagonista si dipana, evolvendosi pagina dopo pagina con naturale maturale della persona. Stranezze che disorientano, ma soltanto in apparenza.
L’opera di Genovesi, ripercorre, passo passo il diventar grande di Fabio stesso, e nell’esposizione delle vicissitudini attinenti al ragazzino – di poi uomo – si nascondo e celano molteplici riflessioni su quello che è il senso della vita, su quello che significa esistere, cercare e trovare la propria strada, far proprio un desiderio, un sogno, consentirgli di diventare realtà.
Perché tutto, è riassumibile non tanto al problema, quanto, all’atteggiamento di fronte al problema. Come l’autore ha più volte ribadito, anche durante la presentazione a cui personalmente ho avuto modo di partecipare, saremo contestati e messi in discussione per qualsiasi cosa, ma questa è solo e soltanto la CROSTA. Scavando nelle profondità di quest’ultima, cercando, incuneandosi, non mancheremo di riflettere su quei “Calamari giganti” che nelle spazio più intimo ed oscuro del mondo, con i loro tentacoli, lottano, nuotano, si cibano.
Il toscano ci ricorda ancora che ciascuno ha un proprio percorso, un tragitto che magari si fa attendere, che magari ci lascia perplessi, che magari tarda a farsi scoprire e raggiungere, ma che prima o poi arriva.

«Perché i pesce tuo non te lo prende nessuno. Nuota strano, nuota a caso, ma eccolo che arriva da te.»

E quando arriva tutti i tasselli del puzzle si incuneano al loro posto, formando quel disegno così arcano ed oscuro che ci ha lasciato interdetti, che ci ha lasciato basiti, spaesati innanzi alle circostanze, innanzi ai colpi al fianco che non mancano mai nello scorrere dei giorni. Così come, ci sprona ancora l’autore, ciascuno ha la sua storia. Una storia in discesa ed in ascesa, una storia in bilico e una storia di certezze, una storia che talvolta si interseca alle altre, una storia che talvolta è e resta parallela a quegli incontri che sono determinanti nell’esistenza. Un destino, a cui non è possibile sottrarsi, perché la storia, se mixata al proprio “pesce” piano piano riporta lì, a quel quadro dipinto e ricco di colori.
Con “Il mare dove non si tocca”, Fabio Genovesi si mette a nudo raccontandoci e romanzandoci quella che è stata la sua infanzia, ma anche destinandoci di riflessioni e di analisi che lasciano il segno. Al tutto si somma uno stile che si conforma perfettamente all’età del personaggio delineato, uno stile fluente che conduce, che non lascia spazi e che non molla sino alla conclusione dell’opera. A completezza, ancora, si inseriscono attimi di pura ilarità e genialità, dove, eroi indiscussi sono gli zii e le avventure che li vedono protagonisti.
Tra tutte le opere a sua firma, certamente, questa nuova proposta editoriale, è tra le migliori e merita di essere letta. Un poco alla volta, o tutta d’un fiato, ma non delude.
In conclusione: esilarante, riflessivo, indelebile.

«Poi però l’ho capito che l’anima di ogni persona è proprio questa qua: è la sua storia da raccontare, e più è bella e più vola fra le bocche e le orecchie e dura nel tempo. Il tuo corpo finisce in una cassa, ma la tua storia viaggia per il mondo, viaggia per sempre. […] Per farlo vergognare di avermi chiamato pazzo. Perché pazzi erano quelli che le decidevano le guerre e ci mandavano a morire le persone. [..] Però lui non aveva ragione, e magari non ce l’avevo nemmeno io, ma chi se ne frega. E’ per avere ragione che cominciano le guerre, poi a forza di bombe e cannoni te lo scordi e sono solo medaglie sul peto e morti sottoterra. E allora sarò strano, sarò pazzo, non lo so e non mi importa. So solo che lascio il modulo com’è, sbagliato e giusto insieme, e corro giù. Una stesa di scale e la strada, e la mia storia vola già da un’altra parte.»

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