Le otto montagne
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Libri Moderni

Cognetti, Paolo

Le otto montagne

  • Copie totali: 22
  • A prestito: 21
  • Prenotazioni: 53

Abstract: Pietro è un ragazzino di città, solitario e un po' scontroso. La madre lavora in un consultorio di periferia, e farsi carico degli altri è il suo talento. Il padre è un chimico, un uomo ombroso e affascinante, che torna a casa ogni sera dal lavoro carico di rabbia. I genitori di Pietro sono uniti da una passione comune, fondativa: in montagna si sono conosciuti, innamorati, si sono addirittura sposati ai piedi delle tre cime di Lavaredo. la montagna li ha uniti da sempre, anche nella tragedia, e l'orizzonte lineare di Milano li riempie ora di rimpianto e nostalgia. quando scoprono il paesino di Grana, ai piedi del monte Rosa, sentono di aver trovato il posto giusto: Pietro trascorrerà tutte le estati in quel luogo "chiuso a monte da creste grigio ferro e a valle da una rupe che ne ostacola l'accesso" ma attraversato da un torrente che lo incanta dal primo momento. E li, ad aspettarlo, c'è Bruno, capelli biondo canapa e collo bruciato dal sole: ha la sua stessa età ma invece di essere in vacanza si occupa del pascolo delle vacche. Iniziano così estati di esplorazioni e scoperte, tra le case abbandonate, il mulino e i sentieri più aspri. sono anche gli anni in cui Pietro inizia a camminare con suo padre, "la cosa più simile a un'educazione che abbia ricevuto da lui". Perché la montagna è un sapere, un vero e proprio modo di respirare, e sarà il suo lascito più vero: "eccola li, la mia eredità: una parete di roccia, neve, un mucchio di sassi squadrati, un pino". Un'eredità che dopo tanti anni lo riavvicinerà a Bruno.


Titolo e contributi: Le otto montagne / Paolo Cognetti

Pubblicazione: Torino : Einaudi, 2016

Descrizione fisica: 199 p. ; 22 cm

ISBN: 9788806226725

Data:2016

Lingua: Italiano (lingua del testo, colonna sonora, ecc.)

Paese: Italia

Nomi:

Classi: 853.92

Dati generali (100)
  • Tipo di data: monografia edita in un solo anno
  • Data di pubblicazione: 2016

Sono presenti 22 copie, di cui 21 in prestito.

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Cascina 853.92 COG 0020-26653 In prestito 11/01/2018
Pontedera, Giovanni Gronchi 853.92 COG ott 1 0010-67921 In prestito 06/01/2018
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Pomarance 853.92 COG 0140-10615 In prestito
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Romanzo furbo. Accattivante. Contemporaneo. Con le montagne e fare da sfondo, palestra di azione e luogo di metafore e i rapporti tra un padre e un figlio (che deve diventare adulto) e due ragazzi (uno dei quali è il figlio del padre di cui in precedenza) che dovrebbero diventare grandi.
Naturalmente i padri e i figli non si capiscono mai bene, se non dopo che i padri sono morti e i figli scoprono di loro storie che durante la loro relazione non sono venute fuori. E anche qui le cose stanno in questa maniera.
L'incomprensione sta dunque al centro della storia padre figlio, così come ci sta il tentativo del padre di fare del figlio una propria proiezione (sai che novità! Ma non sono le novità a fare grandi le storie e a portarle al successo: semmai vale l'eccesso di stereotipi che qui non mancano). Ovviamente il desiderio dei padri, come è noto, destinato a fallire e provocare nei genitori un senso di scacco e di sconfitta.
La storia familiare di Cognetti si dipana in una realtà socio-economica (e anche politica), marginale certo, ma sempre più disincantata, che rende il conflitto reale, ma un po' patetico. Anche se il fatto che ad un padre così impegnato (laureato in chimica e autentico stakhanovista) corrisponda un figlio che non conclude un vero percorso di studi e quindi non sa costruire un chiaro progetto di vita, se non andando a zonzo per montagne (e non solo quelle nostrali), torna con tanto immaginario contemporaneo. Un immaginario di tanti "sdraiati" alla Michele Serra, che nel libro di Cognetti assumono però una dimensione non comica, ma nemmeno drammatica. Neppure nel finale.
Poi c'è la relazione tra la voce narrante (il figlio del chimico) e il montanaro.
Si tratta di una strana amicizia (a cui corrisponde una mezza fratellanza, vista la relazione della madre e anche del padre chimico con il ragazzo montanaro) che cresce col tempo e che si snoda in una realtà plausibile, ma piena di suggestioni e con molti elementi fiabeschi.
Conclusione. Il testo, pieno di stereotipi, funziona. A tratti commuove. Perchè certe strane relazioni (e gli stereotipi che li accompagnano) piacciono e fanno luccicare gli occhi ai lettori e alle lettrici. Le incomprensioni piacciono. Le colpe attribuite dalla società che però non sono vere colpe, anche queste piacciono. E soprattutto piacciono gli strani e i buoni selvaggi. E poi ci sono le montagne, le camminate, i paesaggi, la neve. E le vette orientali. E diverse altre cose che non vale la pena di rivelare

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