Sto con la band
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Libri Moderni

Des Barres, Pamela

Sto con la band

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Abstract: Dal giorno in cui intravide Paul McCartney dalla finestra di una casa di Bel Air, Pamela rimase stregata. Anche se era ancora una liceale, s'incamminò verso il Sunset Strip e il Rock'n'Roll. Nei successivi dieci anni, flirtò con Mick Jagger, si fece vedere in giro con Jim Morrison, rifiutò un appuntamento con Elvis Presley, ebbe una storia con Keith Moon e una con Noel Redding, e andò in tour con i Led Zeppelin come fidanzata di Jimmy Page (che aveva poteri tetri e raggelanti e teneva le fruste in valigia). Se ne andava in giro con Cynthia Plastercaster ed era grande amica di Robert Plant, Gram Parsons, Ray Davies e Frank Zappa.


Titolo e contributi: Sto con la band : confessioni di una groupie / Pamela Des Barres ; prefazione di Dave Navarro

Pubblicazione: Roma : Castelvecchi, [2006]

Descrizione fisica: 358 p. : ill. ; 20 cm.

ISBN: 88-7615-138-9

Data:2006

Lingua: Italiano (lingua del testo, colonna sonora, ecc.)

Paese: Italia

Nomi: (Autore)

Soggetti:

Classi: 781.6

Dati generali (100)
  • Tipo di data: monografia edita in un solo anno
  • Data di pubblicazione: 2006

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Ci sono diversi buoni motivi perché un ragazzo che sappia suonare un qualsiasi strumento voglia diventare una grande rock star, escludendo naturalmente quella che potrebbe essere una sufficiente motivazione, ossia la musica: la fama, il successo, il sentirsi idolatrato dalla folla e…le donne. Dopotutto non si dice “Sex, drougs & Rock’n’roll”? E quando si pensa a donne e rock star non possiamo certo ignorare quelle migliaia di ragazze e ragazzine che si sono sgolate, e si sgolano tutt’ora, sotto ai palchi, davanti agli alberghi, sotto le finestre dei loro idoli, in attesa di un cenno, uno sguardo, una qualsiasi cosa che le faccia sentire speciali.
Sulla scia del grande evento che ha portato migliaia di persone a Firenze ad accalcarsi in piazza della Repubblica per ballare e ammirare Iggy Pop & The Stoogies (di cui mi sono gustata una ironica e divertente recensione su questo blog:http://bastonate.wordpress.com/2012/09/28/se-ci-facevano-pagare-dieci-euri-forse-sera-la-meta/ ) e la cui eroina universalmente riconosciuta è stata una ragazza che non ha disdegnato di lanciare tra il pubblico i suoi vestiti per riportarci agli anni dove, come minimo, si doveva ballare nudi sul palco, ho recuperato il libro “Sto con la band, confessioni di una groupie”, dove Pamela Des Barres, una delle groupie più famose degli anni ’60 e ’70, ci apre le pagine del suo diario segreto.
Settembre è passato da un pezzo, ma questo libro, nonostante i miei sforzi, riprese e scarsi moti di entusiasmo, non è andato oltre la metà., che su 409 pagine non è poco. Nella prefazione Pamela ce lo presenta come un “libro scandaloso e sexy”, mentre Dave Navarro, suo amico, lo cita come “libro di culto per chiunque sia appassionato di Rock, sesso, Storia e autoconsapevolezza”. Non metto in dubbio che Pamela Des Barres, membro del gruppo delle GTO’s, le “Girls Together Outrageously” (gruppo di ragazze che come lei non sapevano né cantare né suonare, ma erano assolutamente in grado di farsi notare tra mille), costellata da un numero assurdo di incontri con star e rock star, gente eccentrica e assolutamente non convenzionale, non metto in dubbio che la sua sia stata una vita fuori dal comune in un’epoca dove si voleva rompere col passato e dove tutto sembrava possibile e così eccitante, divertente, fuori di testa e magnifico, ma una cosa è farlo e raccontarlo, l’altra scriverlo.
Il libro non scorre granché, si leggono le sue peripezie raccontate con l’aria di una giovane ragazza un po’ svampita, che spesso e volentieri si trova nel posto giusto al momento giusto senza capirne il perché. E pure noi che leggiamo ce lo chiediamo. Certo è che Pamela è il simbolo di un’epoca dove ognuno pareva fare quello che più gli piaceva, quando più gli piaceva e con chi più gli piaceva, ma secondo me in questo libro manca quella luce, quel guizzo che questa donna ha e deve avere avuto, e che le è riconosciuto da tutti coloro che la ammirano. La narrazione certe volte si trascina un po’ troppo lentamente, o si perde in divagazioni che non si capisce dove vadano a parare. Non avrei mai pensato di annoiarmi a leggere le memorie di una groupie, e invece è successo proprio così.

Recensione tratta dalla WEbZine di Musicastrada: www.musicastrada.it

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