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L' allieva
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Gazzola, Alessia

L' allieva

Milano : Longanesi, 2011

  • Copie totali: 14
  • A prestito: 4
  • Prenotazioni: 0

Abstract: Alice Allevi è una giovane specializzanda in medicina legale. Ha ancora tanto da imparare e sa di essere un po' distratta, spesso sbadata. Ma di una cosa è sicura: ama il suo lavoro. Anche se l'istituto in cui lo svolge è un vero e proprio santuario delle umiliazioni. E anche se i suoi superiori non la ritengono tagliata per quel mestiere. Alice resiste a tutto, incoraggiata dall'affetto delle amiche, dalla carica vitale della sua coinquilina giapponese, Yukino, e dal rapporto di stima, spesso non ricambiata, che la lega a Claudio, suo collega e superiore (e forse qualcosa in più). Fino all'omicidio. Per un medico legale, un sopralluogo sulla scena del crimine è routine, un omicidio è parte del lavoro quotidiano. Ma non questa volta. Stavolta, quando Alice entra in quel lussuoso appartamento romano e vede il cadavere della ragazza disteso ai suoi piedi, la testa circondata da un'aureola di sangue, capisce che quello non sarà un caso come gli altri. Perché stavolta conosce la vittima.

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Sara Gozzoli
3 posts

Libro davvero carino. La storia è quella di una patologa un po' pasticciona con un intuito, però, davvero formidabile. Libro leggero e piacevole da leggere

Davide Ricci
90 posts

Sarà lo stile così canzonatorio e ironico, sarà la leggerezza con cui si scivola lentamente verso la fine, sarà la facile immedesimazione con la protagonista, ma è inevitabile arrivare alla fine con facilità e in poco tempo.
Non si tratta di un thriller con suspance elevata. Questo romanzo è un libro da tratti gialli che però si intreccia con una serie di personaggi che creano invece delle sfumature più da commedia romance che da poliziesco.
Alice Allevi, la protagonista, è una specializzanda di medicina legale con un problema non esattamente trascurabile: è impacciata, imbranata, confusionaria e ritardataria. In un lavoro che richiede un certo tipo di puntualità e precisione, è come la pecora nera da additare continuamente in caso qualcosa non vada come dovrebbe. Attraverso i suoi occhi noi viviamo l'ambiente dell'ospedale e ci circondiamo della classica amica secchiona ma bruttina (Lara), dell'oca piena di sé con tanto carisma (Ambra) e del capo che ovviamente è bellissimo e antipatico (Claudio); inoltre abbiamo i dottori come il Boss, il Supremo e la Wally che vogliono farle ripetere l'anno, perché non si impegna abbastanza - e perché, diciamolo, è un pericolo pubblico. La cosa bella di questi personaggi che apparentemente appaiono un po' stereotipati è che vengono descritti con quell'ironia di fondo che non riesce a non farti sorridere e a farteli amare un po' - od odiare, a seconda dei casi.
La Gazzola prende innumerevoli cliché e li esalta con quel suo stile impareggiabile che porta il sarcasmo ad essere il vero protagonista del libro e a condurti fino alla fine - nonostante i personaggi, a una riflessione più profonda, siano veramente degli eccessi di stereotipi.
La quotidianità dell'ospedale si alterna all'indagine sul caso che sconvolge tanto Alice: la morte di Giulia Valenti, da lei conosciuta soltanto il giorno prima del decesso. La giovane specializzanda non capisce la necessità di evitare dei coinvolgimenti diretti con la vicenda e se ne invischia fino al collo, conoscendo la famiglia più da vicino e avviando una vera e propria indagine personale che la porterà a collezionare una serie infinita di guai.
Infine, ovviamente, fa da sfondo una grande storia d'amore, che nasce repentinamente - la stessa protagonista, verso la fine, si accorge di provare quest'enorme sentimento per qualcuno di cui non sa poi così tanto - ma che è talmente vera e pura che non puoi fare a meno di tifare per loro. Perché Alice è, di fondo, insicura, e fa leva sul lettore questa sua mancanza di autostima che pare si compensi con la vicinanza di Arthur, un giovane reporter di viaggi insoddisfatto del proprio lavoro ma pieno di entusiasmo per la vita e il futuro.

Tante linee narrative e tanti rapporti umani; troppi, forse, per presentarsi nella categoria di "giallo". Non si può dire che sia un classico del genere infatti, perché la trama dell'omicidio appare quasi un pretesto per descrivere la vita e le relazioni della giovane specializzanda, tanto che a metà lettura personalmente avevo intuito chi fosse l'assassino: è evidente, se si fa attenzione ai difetti di Alice, dove l'autrice voglia andare a parare - per questo il tentativo di sviare i sospetti per un amante del genere può apparire completamente inesistente.

In definitiva: un'ottima lettura, senza pretese particolari, ma che risulta piacevole da leggere proprio grazie al vero protagonista: il sarcasmo, compagno fedele dalla prima all'ultima pagina, che oscura il tema di giallo in sottofondo facendo diventare il libro più una serie di comic relief che di indagini e omicidi, ma che alla fine ti lascia un gran bel sorriso.
E la voglia, nonostante tutto, di sapere ancora qualcosa di più della dolce Alice.

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