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La villa delle stoffe
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Jacobs, Anne

La villa delle stoffe

Firenze ; Milano : Giunti, 2018

Abstract: Augsburg, 1913. Finalmente la giovane Marie sta per lasciare l'orfanotrofio in cui è cresciuta: la attende un impiego come domestica nell'imponente Villa delle Stoffe, dove vive la ricchissima famiglia Melzer, proprietaria di una delle più grandi fabbriche di tessuti del Paese. Per Marie si tratta di un'opportunità unica per risollevarsi dalla miseria e vivere in un ambiente agiato, ma nonostante i suoi sforzi e il duro lavoro, incontra fin da subito l'ostilità dei suoi pari grado: uno stuolo di camerieri e domestici imbellettati che la guardano con sospetto, invidiosi della sua grazia innata, della sua intelligenza e determinazione. Intanto sta per aprirsi la stagione dei balli invernali e Katharina, la figlia più giovane dei Melzer, bellissima e appassionata, è ansiosa di fare il suo debutto in società. Al contrario di suo fratello Paul, futuro erede dell'impero dei Melzer, che preferisce tenersi lontano dalla vita mondana e pensa solo ai suoi studi, all'università di Monaco. Almeno finché non incontra la bella Marie, con i suoi ammalianti occhi neri... Ma c'è un segreto, nascosto nel passato della ragazza, che rischia di sconvolgere le loro vite in modo imprevedibile.

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Davide Ricci
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“La villa delle stoffe” (Giunti, 2018, titolo originale "Die tuchvilla", traduzione di Lucia Ferrantini) di Anne Jacobs, è una saga ricca di intrighi, amori e colpi di scena, narrata dal punto di vista dei domestici della Villa delle Stoffe.

Augusta, Germania, autunno 1913:

“Superò la Porta di Jakob e rallentò il passo. Nella zona orientale della città si apriva un nuovo mondo: non tranquillo e angusto come le stradine della Città Bassa, ma rumoroso e ostile. Tra ruscelli e prati si ergevano fabbriche circondate da mura per tenere lontani i curiosi e sorvegliare i lavoratori”.

La diciottenne Marie Hofgartner, dagli occhi neri e grazia innata aveva lavorato un anno in una sartoria industriale e in seguito sei mesi in una fabbrica di tessuti. La ragazza, orfana dall’età di due anni e cresciuta all’orfanotrofio delle Sette Martiri, si era fermata e aveva socchiuso gli occhi abbagliata dal sole. La fabbrica dei tessuti Melzer si trovava davanti a lei. Alcune finestre dell’edificio brillavano nella luce del mattino, come se dietro di esse ardesse un fuoco, ma le mura erano grigie e i capannoni quasi neri. Invece, sull’altro lato della strada, risplendeva la villa di mattoni rossastri. Meraviglioso castello da “Bella addormentata” in un parco immerso nei colori autunnali: era la famosa Villa delle Stoffe, residenza della famiglia Melzer. Marie si stava presentando per un posto di cameriera. I dipendenti di casa Melzer sapevano che lavorare alla Villa delle Stoffe era un privilegio, da guadagnare a suon di virtù: correttezza, zelo, discrezione e fedeltà. L’energica governante Eleonore aveva spiegato a Marie che doveva sottoporsi a un periodo di prova di tre mesi, con un compenso complessivo di venticinque marchi. Un inizio per la cameriera, la quale sarebbe diventata amica della coetanea Katharina, la figlia più giovane dei Melzer, e avrebbe affascinato il figlio maggiore Paul, selvaggi capelli ricci e occhi grigi, futuro erede dell’Impero di famiglia, il quale studiava Giurisprudenza a Monaco. La vita di Marie, perciò, si sarebbe sempre più intrecciata con quella della famiglia Melzer.

Anne Jacobs ha scritto già il seguito de “La villa delle stoffe”, che è uscito in Germania come libro tascabile con il titolo Die Töchter der Tuchvilla (“La figlia di Tuchvilla”).
Una prosa fluida e avvincente racconta la vita dei padroni e dei domestici apparentemente divisa dal differente ceto sociale, perché si ama e si soffre con la stessa intensità.

“Lui era il suo destino, l’amore della sua vita”.

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