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Lo  sbaglio
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Samarakis, Antonis

Lo sbaglio

Milano : Mondadori, 1975

Abstract: Lo sbaglio è il romanzo più avvincente di Antonis Samarakis, uno dei più interessanti scrittori della Grecia contemporanea. Ambientato in un paese afflitto da un regime totalitario, questo romanzo inquietante si svolge in un mondo di visi innominati e di crimini impersonali. In questo mondo l'acquiescenza al regime diviene l'unica discriminazione tra i buoni e i cattivi cittadini: un servizio speciale attivissimo pensa a stroncare ogni opposizione, come nel caso, da cui prende le mosse il romanzo, del protagonista subito indiziato perché trovato a conversare in un caffè con un individuo sospetto. Per indurlo «^confessare il servizio segreto mette in moto un «piano», tanto semplice e razionale da poter esser stato concepito da un computer, tanto sottile da « lavorare » le vittime senza rivelare i propri intenti. Nel trasferimento del sospetto alla capitale, il viaggio subisce un'interruzione artificiosa, prevista dal « piano », che ormai procede come se nulla di grave fosse accaduto o. stesse per accadere. Ma la facciata esterna degli avvenimenti, del tutto ordinaria e quotidiana, quasi cordiale, subisce un'incrinatura. Dal profondo emerge un'assurda realtà, per cui ogni dettaglio, ogni brandello di conversazione assume un nuovo, terribile significato. Durante il viaggio, enigmatico e carico di suspense, l'angolazione narrativa si sposta continuamente e conduce per gradi alla drammatica constatazione di uno « sbaglio » nell'esecuzione del « piano ». E da questo istante con uno stile rapido, stringato, e con una rara efficacia narrativa, Samarakis porta magistralmente il racconto alla sua sorprendente conclusione.

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In uno Stato senza nome governato da una dittatura, il Servizio Speciale è impegnato assiduamente nella caccia degli oppositori. Ogni mezzo è lecito: così la delazione, lo spionaggio, i pedinamenti sono all’ordine del giorno. E quando c’è bisogno, l’uso della forza estorce qualsiasi informazione.
Ma è evidente che questo non basta …. E allora a livello centrale si studia un nuovo piano, per riuscire a capire se un cittadino è colpevole o non colpevole (in un sistema totalitario nemmeno essere un “cittadino tranquillo” è sufficiente per essere considerato innocente).
L’occasione della prima applicazione del piano non si fa attendere: saranno l’Inquirente, l’Impresario e lo sfortunato malcapitato gli attori principali. Tutto sembra proprio andare come previsto, ma il piano contiene “uno sbaglio”.
Ed è uno sbaglio importante, visto che forse tutti gli stati totalitari alla fine finiscono per lo stesso motivo. In questo senso è bellissima l’idea di non dare un nome ai protagonisti, alle città …. In modo da applicare la stessa storia in ogni tempo ed in ogni luogo.
Da leggere: grazie a personale della biblioteca per il consiglio!

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