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L' arte di ascoltare i battiti del cuore
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Sendker, Jan-Philipp

L' arte di ascoltare i battiti del cuore

[Milano] : BEAT, 2011

Abstract: A Kalaw, una tranquilla città annidata tra le montagne birmane, vi è una piccola casa da tè dall'aspetto modesto, che un ricco viaggiatore occidentale non esiterebbe a giudicare miserabile. Il caldo poi è soffocante, così come gli sguardi degli avventori che scrutano ogni volto a loro poco familiare con fare indagatorio. Julia Win, giovane newyorchese appena sbarcata a Kalaw, se ne tornerebbe volentieri in America, se un compito ineludibile non la trattenesse lì, in quella piccola sala da tè birmana. Suo padre è scomparso. La polizia ha fatto le sue indagini e tratto le sue conclusioni. Tin Win, arrivato negli Stati Uniti dalla Birmania con un visto concesso per motivi di studio nel 1942, diventato cittadino americano nel 1959 e poi avvocato newyorchese di grido.. un uomo sicuramente dalla doppia vita se le sue tracce si perdono nella capitale del vizio, a Bangkok. L'atroce sospetto che una simile ricostruzione della vita di suo padre potesse in qualche modo corrispondere al vero si è fatto strada nella mente e nel cuore di Julia fino al giorno in cui sua madre, riordinando la soffitta, non ha trovato una lettera di suo padre. La lettera era indirizzata a una certa Mi Mi residente a Kalaw, in Birmania, e cominciava con queste struggenti parole: "Mia amata Mi Mi, sono passati cinquemilaottocentosessantaquattro giorni da quando ho sentito battere il tuo cuore per l'ultima volta"

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Davide Ricci
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"Ci sono cose che le persone che vanno per il mondo su due piedi non possono capire. Credono che si possa vedere soltanto con gli occhi. E credono che le distanze si possano superare soltanto con i passi".

Anche Julia ne è convinta. Ingabbiata nella sua professione di avvocato e nella vita cittadina fatta di impegni frenetici e brevi incontri con sua madre al bar italiano, Julia è riuscita a poco a poco anche a mettere da parte l’improvvisa scomparsa di suo padre. Una scomparsa inaspettata quanto insolita. Nessun messaggio, nessun sospetto prima di sparire dalle loro vite. Le indagini sono a un punto morto quando Julia decide di seguire quei pochi indizi verso la verità che portano fino alla sconosciuta Birmania.

Estenuanti ore di viaggio tra aereo, autobus e carretti fungono da macchina del tempo a ritroso: la Birmania le appare da subito come una terra desolata e inospitale, inadatta alla vita così come Julia l’ha sempre intesa. È sempre più forte il desiderio di ritornare a casa eppure qualcosa la trattiene, un filo invisibile che sembra tenere le redini del passato di suo padre. È ancora vivo? È prigioniero? Le ha abbandonate consapevolmente?

"Ma ero così sicura che avrei davvero voluto sapere ogni cosa? Sarei riuscita a compatirlo? I figli desiderano veramente conoscere i genitori come persone dotate di una loro vita autonoma?"

U Saw, un vecchio sdentato e logoro che siede a uno dei tavolini del bar, sembra aspettare proprio lei, Julia, per raccontarle la storia di un bambino.

Una storia incredibile, quasi impossibile, fatta di perdite e privazioni, una storia di desideri soffici come speranze e di destini incrociati in maniera indissolubile.
Julia non vuole ascoltare, cosa pretende di sapere quel vecchio? Cosa davvero sa?
La curiosità, il desiderio di scoprire se suo padre è ancora vivo insieme al vago timore di scoprire la verità spingono Julia a restare. Un giorno, due giorni, tre giorni.

"Ci sono momenti in cui la vita cambia completamente il suo corso? In cui il mondo come noi lo conosciamo cessa di esistere? Momenti che ci fanno diventare di colpo diversi?"

Il racconto di U Saw procede lento, un lungo flashback che snoda i dolori dell’infanzia di Tin Win, il bambino speciale che da grande sarà il padre di Giulia. Un nome diverso, una vita diversa, venti anni che scompaiono nell’esistenza frenetica di New York per celare un segreto che riaffora solo adesso.
Tin Win non può essere suo padre, quel vecchio pazzo si sbaglia, suo padre non era cieco. Suo padre non amava un’altra donna, era sempre stato un uomo integerrimo.

"Vediamo solo quello che conosciamo. Siamo convinti che gli altri siano capaci di fare solamente ciò che sappiamo fare anche noi, nel bene e nel male […] Vogliamo essere amati come amiamo noi. Ogni altro modo ci è estraneo, lo guardiamo con dubbio e sfiducia, ne fraintendiamo i segni, non capiamo la sua lingua. Accusiamo. Affermiamo che l’altro non ci ama. E invece forse ci ama in un modo tutto suo, che noi non conosciamo".

Una storia di bugie e sotterfugi. Eppure non era questa la sensazione che Julia sentiva sulla pelle. Conosceva suo padre ma, a poco a poco, inoltrandosi nel fitto sottobosco della Birmania fatto di credenze, di atmosfere surreali e di profondità dell’anima, Julia scopre il giovane ragazzo che è stato suo padre. Conosce l’uomo innamorato della vita e dell’amore, innamorato di una donna storpia che insegue con il pensiero e il cuore per tutto il tempo in cui è costretto ad allontanarsi.
Julia scopre l’amore, quello silenzioso e sottile che si insinua nell’anima fino a penetrarla, fino a non lasciare spazio per nient’altro.

Un amore difficile da comprendere perché investe la vita a tal punto da influenzare ogni pensiero, ogni aspetto, ogni sfaccettatura della realtà. Ad un tratto Julia si rende conto che il filo invisibile che ha unito due anime speciali, Tin Win e Mi Mi, non si è mai spezzato ma ha li condotti l’uno verso l’altra in ogni istante.

"C’è una forza contro cui né il tempo né la distanza possono nulla. C’è un potere che unisce gli uomini, più forte della paura e della sfiducia. Una forza che dà la vista ai ciechi e che non obbedisce alle leggi del degrado e della rovina".

Cosa troverà Julia al termine del suo viaggio? Ora che conosce la verità, ora che è dalla parte di Mi Mi, sarà pronta a rivedere suo padre, a perdonarlo, a comprenderlo? E lui, Tin Win, come accoglierà sua figlia in quello che per lui è un angolo di Paradiso talmente prezioso da averlo celato a tutti per cinquant’anni?

"I piedi ricordarono la terra. Quella terra morbida e calda che pizzicava in mezzo alle dita […]Salì le scale gradino dopo gradino. Non aveva fretta. Dopo cinquant’anni".

La storia si dipana in maniera lineare intercalata da brevi capitoli in cui Julia riaffora al presente per prendere una boccata d’ossigeno e fare i conti con le sue paure proiettando le nuove informazioni nella sua vita di figlia.

U Saw, il narratore attento e perspicace, accompagna Julia e il lettore in un mondo che sembra disconnesso dalla realtà. Un mondo fatto di immagini suggestive, speranze impossibili, realtà incredibili.

Il processo di trasformazione di Julia è un po’ anche quello del lettore, catapultato in una realtà surreale che sembra sfociare nel fantastico. L’abilità dell’autore consiste proprio nel portare alla luce la storia a poco a poco, facendo leva sulle perplessità di chi legge che diventano quelle di Julia.

L’incredibile diventa reale sfociando in un finale sorprendente e delicato che lascia una sensazione di appagamento e speranza ineguagliabili.

"La vita è un dono da non disprezzare. Un dono pieno di enigmi, nel quale dolore e felicità sono inscindibilmente legati l’uno all’altra, e ogni tentativo di godere dell’una senza soffrire dell’altro è destinato a fallire.

Non tutto ciò che si può spiegare è vero, Julia, e non tutto ciò che è vero si può spiegare".

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