Community » Forum » Recensioni

Leggere Lolita a Teheran
0 1
Nafisi, Azar

Leggere Lolita a Teheran

Milano : Adelphi, 2008

Abstract: Nei due decenni successivi alla rivoluzione di Khomeini, mentre le strade e i campus di Teheran erano teatro di violenze barbare, Azar Nafisi ha dovuto cimentarsi nell'impresa di spiegare a ragazzi e ragazze, esposti in misura crescente alla catechesi islamica, una delle più temibili incarnazioni del Satana occidentale: la letteratura. È stata così costretta ad aggirare qualsiasi idea ricevuta e a inventarsi un intero sistema di accostamenti e immagini che suonassero efficaci per gli studenti e, al tempo stesso, innocui per i loro occhiuti sorveglianti. Il risultato è un libro che, oltre a essere un atto d'amore per la letteratura, è anche una beffa giocata a chiunque tenti di proibirla.

29 Visite, 1 Messaggi
Davide Ricci
249 posts

È vietato leggere i classici della letteratura come “Lolita”, “Il Grande Gatsby”, “Orgoglio e pregiudizio”. È vietato alle donne mostrarsi senza velo, ridere o truccarsi, perché ritenuti atteggiamenti “inopportuni”. Questi sono solo alcuni degli aspetti della Repubblica Islamica in Iran, a cui un seminario clandestino composto da sole donne cerca di sfuggire almeno quelle poche ore alla settimana.

Leggere Lolita a Teheran, ambientato a Teheran, è un romanzo autobiografico. Racconta la storia di una professoressa di letteratura inglese, Azar Nafasi, dal 1979, data della salita al potere dell’ayatollah Khomeini, al 1981, quando decide di dare le dimissioni e creare un seminario privato. È proprio da qui che inizia il racconto: la professoressa Azar organizza ogni giovedì nel suo salotto un seminario di letteratura composto da sole donne, le sue sette studentesse più meritevoli. Gli incontri sono clandestini: devono rimanere segreti perché si leggono libri proibiti, considerati specchi della empia cultura occidentale.

In questo “spazio magico”, tra caffè e pasticcini, le ragazze possono sentirsi libere di esprimersi e di mostrarsi senza velo o senza nessun simbolo imposto loro dall’opprimente Repubblica islamica. Nel rifugio del salotto le studentesse ritrovano la loro personalità, i loro colori e il loro essere donna.

Gli autori e i loro libri vengono reinterpretati secondo le vicende personali delle ragazze e, seppur all’inizio con qualche timore, il gruppetto impara a lasciarsi andare e ad affrontare diversi temi, anche quelli più scottanti.

Il seminario dura circa due anni ed è per tutte un appuntamento irrinunciabile, la loro “ora d’aria” in quella prigione chiamata realtà.

Da lì Leggere Lolita a Teheran si sposta sulla vita di Azar come insegnante e sulla sua continua lotta per far comprendere l’importanza della letteratura non come semplice specchio della realtà ma come “epifania della verità”. Azar è fermamente convinta che i libri siano la vera forma di ribellione perché tramite essi si può capire la realtà e la propria condizione.

Durante i suoi corsi all’università, prima di Teheran e poi di Allameh Tabatabai, grazie o a causa del suo programma che prevedeva la lettura di Lolita, Il Grande Gatsby, Orgoglio e pregiudizio e Daisy Miller, Azar deve imbattersi nelle opinioni di diverse personalità: ci sono gli studenti fondamentalisti; i marxisti; le ragazze che nonostante il velo non riescono a nascondere occhi ribelli, occhi tristi o occhi impauriti.

Non bisogna tralasciare che sullo sfondo delle vicende viene descritta la lunga e logorante guerra contro l’Iraq, la quale non fa altro che peggiorare la situazione del popolo iraniano e mostrare ancora di più l’inutilità delle decisioni prese dai vertici del governo.

  • «
  • 1
  • »

2446 Messaggi in 2109 Discussioni di 343 utenti

Attualmente online: Ci sono 3 utenti online