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Aléxandros
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Manfredi, Valerio Massimo

Aléxandros

Milano : Mondadori, 2016

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Davide Ricci
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Ci troviamo di fronte ad una grandissima opera di Valerio Massimo Manfredi, che da archeologo qual è ci porta a conoscere un piccolo tassello della storia antica. In questa trilogia veniamo trasportati in Macedonia, in una città chiamata Pella, dove prenderà forma una delle più grandi imprese di sempre: Tutto ciò per opera di un bambino nato con il nome di Aléxandros.

Sarebbe totalmente inutile riportarvi la trama di questo testo, perché risulterebbe alquanto riduttiva e non renderebbe abbastanza la qualità di tutto ciò. La trama è quella che ci insegna la storia, coronata da particolari e sottigliezze che magari possono non essere percepite, ma che rendono la lettura veramente piacevole.

Ci si trova davanti ad un romanzo storico, che se ci è concesso, ha un andamento di tutt'altro genere. Questo a nostro avviso potrebbe benissimo essere inserito nel genere fantasy, perché presenta una visione di tutte le vicende che si avvicina moltissimo a questo genere, ma in ogni caso ci troviamo lo stesso nell'ambito dei romanzi storici e quindi gli eventi non sono inventati come nel genere fantasy. Con questa trilogia Valerio Massimo Manfredi mette alla portata di tutti un libro facilmente comprensibile e che da la possibilità di seguire le gesta di una figura leggendaria: Alessandro Magno.

Se deciderete di avvicinarvi a questa lettura preparatevi ad immergervi in queste vicende, perché almeno nel nostro caso, ci risulta estremamente facile immaginarci a giocare con il giovane Alessandro, prendere parte alle lezioni che furono il fondamento del pensiero di Alessandro, partecipare alle grandi battaglie che hanno scritto la storia nei panni di un soldato qualunque e allo stesso tempo ritrovarci al termine di esse seduti al tavolo per il consiglio di guerra nella tenda del Re di Macedonia.

Tutto ciò ci sarà offerto da questo libro, che vi mostrerà l'intero percorso della vita di Alessandro Magno, dalla nascita alla morte; Ma non è tutto, vi sarà permesso di osservare anche le debolezze, i dubbi, le reazioni di questo personaggio... permettendovi di amarlo od odiarlo.

Per chi ama la storia questo libro merita assolutamente di essere letto perché offre la possibilità di effettuare un viaggio nel tempo, grazie ad uno stile semplice ma non trascurato che ci trasmette moltissime informazioni di questo mondo antico, ovviamente legate anche alla parte leggendaria di quest'impresa.

Per quanto riguarda la scrittura, come già accennato sopra è buona ed allo stesso tempo molto scorrevole. La presenza di termini specifici ed antichi non va assolutamente a rallentare la narrazione, anzi la eleva ad un livello ancora superiore arricchendola.

Relativamente alla trama non diciamo nulla, oltre al fatto che seguirete Alessandro ovunque dal campo di battaglia alla tenda o camera da letto, lo vedrete nei panni del gran conquistatore o nei panni del giovane ragazzo pieno di dubbi ed incertezze, del tiranno o dell'uomo clemente. I dettagli non mancano, ma per quanto riguarda le battaglie molto spesso le descrizioni sono veloci e permettono uno scorrimento maggiore del racconto.

Tutto ciò vi attende cari lettori.

Vi lasciamo con uno frammento del testo, una parte che secondo noi è stupenda e che sta alla base della nascita del sogno.
Buona lettura a tutti.

"A volte, quando trascorreva un periodo di riposo nel palazzo di Pella, lo portava con sé dopo cena sulla torre più alta e gli indicava l'orizzonte verso oriente, dove la luna sorgeva dalle onde del mare.
"Lo sai che cosa c'è laggiù, Alessandro?"
"C'è l'Asia, papà" rispondeva lui."Il paese dove nasce il sole."
"E lo sai quanto è grande l'Asia?"
"Il mio maestro di geografia, Cratippo, dice che è grande più di diecimila stadi."
"Ha torto, figlio mio. L'Asia è cento volte più grande di tanto. Quando combattevo sul fiume Istro, ebbi modo di incontrare un guerriero scita che parlava macedone. Mi raccontò che oltre il fiume si estendeva una pianura vasta come un mare e poi montagne così alte da perforare il cielo con le loro vette. Mi spiegò che c'erano deserti così estesi che occorrevano mesi per attraversarli e che oltre c'erano montagne completamente tempestate di pietre preziose: lapislazzuli, rubini, corniole. Narrò che in quelle pianure correvano mandrie di migliaia di cavalli ardenti come il fuoco, instancabili, capaci di volare per giorni sulla distesa infinita. "Vi sono regioni" mi disse "attanagliate dal ghiaccio, chiuse nella morsa della notte per metà dell'anno, e altre bruciate dall'ardore del sole in ogni stagione, dove non cresce un filo d'erba, dove tutti i serpenti sono velenosi e la puntura di uno scorpione uccide un uomo in pochi istanti." Questa è l'Asia, figlio mio."
Alessandro lo guardò, vide i suoi occhi ardere di sogni e capì che cosa bruciava nell'anima del padre."

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