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La luce della sera
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O'Brien, Edna

La luce della sera

Roma : Elliot, 2015

Abstract: Dal suo letto d'ospedale a Dublino, Dilly Macready aspetta con ansia la visita di sua figlia Eleanora, che si è trasferita a Londra dall'Irlanda, dove il suo primo romanzo ha scandalizzato l'opinione pubblica. La vita di Eleanora è cambiata grazie al successo e alla fama internazionale, che però non l'hanno aiutata a trovare l'amore. La madre le ha chiesto continuamente di tornare a casa, mandandole lettere piene di affetto ma anche di rimproveri, risentimenti e sensi di colpa. Eppure, anche se disapprova la vita che sua figlia ha scelto, Dilly sa cosa significhi cercare la libertà a ogni costo: giovane e piena di speranze, negli anni Venti aveva lasciato l'Irlanda per New York, affrontando la dura vita dell'emigrante, ed è a questo periodo che torna col pensiero, ora che è malata e il tempo è al servizio dei ricordi. "La luce della sera" è il racconto intenso e appassionato di una relazione fondamentale, quella tra madre e figlia, fatta di vicinanze e addii, sogni immaginati e infranti, fino all'incontro finale pieno di rivelazioni.

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Davide Ricci
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"La luce della sera" è un romanzo meraviglioso, un dialogo di grande passione ed emozione tra due generazioni, e due idee di Irlanda che si stanno allontanando: la tradizione e la modernità. Dilly è in ospedale: non era fuoco di Sant’Antonio, ma cancro. Il marito la va a trovare, lasciando il lavoro della fattoria, sempre in lotta con le spese e con il rischio di vendita. Ma è la visita della figlia Eleonora che Dilly desidera più di ogni altra cosa, mentre, spaventata e sola, rivive le immagini della sua vita. Con malinconia e qualche rimpianto.

Un viaggio della speranza in America, come tanti irlandesi, il lavoro da serva nelle case di chi ce l’ha fatta e vive nel lusso, un amore, una delusione. Poi il ritorno alla fattoria, il matrimonio con Cornelius, le sofferenze, i vizi del marito, l’alcol, la pena per un paese alla rovina, la paura della guerra e una casa umida da difendere coi denti. Eleonora se n’è andata, ha scelto la letteratura, ha dato scandalo, è sola dopo un divorzio travagliato e ha dei figli da crescere. Il paese ne parla, sussurrando pettegolezzi e malignità.

Ci sono le lettere di Dilly, che racconta le piccole storie della sua giornata, ci sono i pacchi che Eleonora le manda, regali, vestiti inadatti per la vita in fattoria, frutto dei suoi giri per il mondo, uomini e feste, il successo. I brevi incontri di madre e figlia sono fatti di mancanze: “ Eleonora pensò a quante cose non si erano dette, a come avesse tenuto sua madre a distanza per la semplice paura di crollare miseramente davanti a lei, per non doverle confessare quanto fosse infelice”.

I soldi che Eleonora manda servono per la tappezzeria, una sedia a dondolo sulla quale fare passare le serate. Piccoli progetti che raccontano una vita. In mezzo c’è il silenzio, l’attesa. L’incontro in ospedale è frettoloso, ma in quegli attimi c’è tutto, l’accettazione, la comprensione, il dolore, l’amore. C’è un malinteso e il diario di Eleonora finisce nella mani di Dilly portando verità, come uno schiaffo. Ma una madre accoglie nel suo corpo malato anche questo, e lo tramuta in sentimento. Sono le confessioni, anche involontarie, che solo una madre e una figlia possono condividere e sopportare. Momenti di intimità che schiudono l’animo e portano la pace, anche quando gli occhi si chiudono e scende la luce della sera. Una storia di cuore, struggente e indimenticabile.

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