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Viaggi e altri viaggi
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Tabucchi, Antonio

Viaggi e altri viaggi

Milano : Feltrinelli, 2010

Abstract: Dice Antonio Tabucchi: Sono un viaggiatore che non ha mai fatto viaggi per scriverne, cosa che mi è sempre parsa stolta. Sarebbe come se uno volesse innamorarsi per poter scrivere un libro sull'amore. Eppure, in Viaggi e altri viaggi ci sono i luoghi del mondo, un mondo sufficientemente grande per non essere quel villaggio globale che vorrebbero i sociologi e i mass media. Vi entrano alla rinfusa la Lisbona di Pessoa, il Brasile distante dalle mete obbligate di Congonhas do Campo, la Madrid dell'Escorial, il Jardin des Plantes a Parigi, l'Australia di Hanging Rock, la Séte di Paul Valéry, e poi Creta, la Cappadocia, Il Cairo, Bombay, Goa, Kyoto, Washington. Tabucchi ci accompagna con sovrana gentilezza a conoscere e a riconoscere i luoghi di una mappa singolare, certo, ma condivisibile attraverso la lingua familiare del racconto. Una mappa che si apre volentieri ad altre forme di viaggio la rassegna delle città fantastiche degli scrittori, le letture di Stevenson, la misteriosa frase di uno zio davanti agli affreschi del Beato Angelico, le montagne di Eça de Queirós, l'Egitto di Ungaretti, l'evocazione dell'Amazzonia attraverso un grande libro come Il ventre dell'universo. Nell'uno e nell'altro caso - nei viaggi effettivi e in quelli evocati dalla letteratura - Tabucchi ci invita a vedere e a restare, a muoverci e a ritornare. Ogni volta l'appuntamento è una sorpresa, perché il mondo è sempre un altrove, una scoperta di noi stessi attraverso gli altri.

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Davide Ricci
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Antonio Tabucchi è uno degli scrittori italiani più fertili. Sono molti infatti i libri che ci ha già offerto e continua ad offrirci così come tanti sono i viaggi che da sempre intraprende. Antonio Tabucchi ha sottolineato che questi viaggi non vengono fatti, come invece capita a molti altri scrittori, per riuscire ad avere del materiale su cui scrivere. Questi viaggi vengono fatti per il puro gusto di viaggiare. Afferma infatti Antonio Tabucchi: “Sono un viaggiatore che non ha mai fatto viaggi per scriverne, cosa che mi è sempre parsa stolta. Sarebbe come se uno volesse innamorarsi per poter scrivere un libro sull’amore.”

Ma alla fine questi viaggi sono comunque stati il fuoco che ha acceso molte pagine di questo scrittore e adesso in questo volume questa pagine ci vengono offerte con l’intento non solo di mostrarci questi luoghi lontani ma con la speranza di trasportarci all’interno del viaggio interiore che lo scrittore continuamente compie, nel suo intimo e sacro immaginario, e da lì sino alla nostra stessa intimità.

Attraverso i viaggi così come attraverso i racconti dei viaggi che ci vengono offerti da altre persone impariamo infatti a conoscere qualcosa in più di noi stessi perchè, come dice Tabucchi, «un luogo non è mai solo ‘quel’ luogo: quel luogo siamo un po’ anche noi. In qualche modo, senza saperlo, ce lo portavamo dentro e un giorno, per caso, ci siamo arrivati.»

In un viaggio che si snoda dall’India al Brasile, dal Messico all’Italia e al suo tanto amato Portogallo la voce di Antonio Tabucchi ci insegna che il viaggio non è mai solo la semplice scoperta di un luogo. Il viaggio è andare, sostare, ripartire. Il viaggio è la capacità di osservare durante la sosta il mondo attorno a noi e di riuscire a ricollegare le persone ai luoghi. Un viaggio è fatto di persone, nomi, case, residenza ma anche di libri e racconti.

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