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  Una  storia di amore e di tenebra
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Oz, Amos

Una storia di amore e di tenebra

Milano : Feltrinelli, 2007

Abstract: Amore e tenebra sono due delle forze che agiscono in questo libro, un'autobiografia in forma di romanzo, un'opera letteraria che comprende le origini della famiglia di Oz, la storia della sua infanzia e giovinezza a Gerusalemme e poi nel kibbutz di Hulda, l'esistenza tragica dei suoi genitori, e una descrizione epica della Gerusalemme di quegli anni, di Tel Aviv che ne è il contrasto, della vita in kibbutz, negli anni trenta, quaranta e cinquanta. La narrazione si muove avanti e indietro nel tempo, ricostruendo in 120 anni di storia familiare una saga che vede protagonisti quattro generazioni di sognatori, uomini d'affari falliti e poeti egocentrici, riformatori del mondo, impenitenti donnaioli e pecore nere.

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Davide Ricci
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Questa è la storia di Amos Oz bambino in Israele, un Paese ancora giovane, multiculturale e multilingue, grazie agli immigrati europei che abbandonarono le loro case per salvarsi dalle persecuzioni naziste, ma già tormentato agli inizi della propria storia.

Amos era figlio unico di genitori coltissimi: il padre era un bibliotecario che, nonostante le difficoltà economiche, amava circondarsi di libri da studiare e che parlava undici lingue; la madre Fania, che si suicidò quando Oz aveva dodici anni, ne parlava quattro o cinque. Colpiscono le pagine in cui, spinto dal bisogno di trovare qualcosa da mangiare, il padre, dopo molti tentennamenti, si convinceva che fosse necessario vendere uno dei suoi amatissimi volumi: moglie e figlio lo vedevano uscire triste e silenzioso al mattino con il libro sottobraccio, ma, a volte, lo vedevano tornare alla sera, raggiante, con un altro titolo: era stato più forte di lui e aveva convinto il libraio a fare uno scambio. E la moglie lo perdonava anche se non c’era nulla da mangiare in casa.

Sullo sfondo, la storia di Israele, da quando era ancora protettorato britannico, alla guerra di indipendenza, passando per la paura degli attacchi terroristici: è uno sfondo che a volte salta in primo piano, come la notte del 29 novembre 1947, quando nasce ufficialmente lo Stato indipendente israeliano, e ogni abitante del Paese, bambini compresi, è sulle strade con le orecchie allungate per ascoltare le notizie della radio che escono dalle finestre aperte.

Pur toccando temi tra loro diversissimi (immigrazione, socialismo, kibbutz, rapporti arabo-israeliani), questo libro è marcato a fuoco fin dalle prime pagine da un’atmosfera mortale di attesa che circonda la madre: prima di quest’opera l’autore non aveva mai parlato con nessuno di questa donna, suicida a 38 anni in seguito a una depressione; anche tra padre e figlio, la morte fa scendere un velo di silenzio, quasi una protezione contro il dolore. Rielaborando il lutto, «Una storia di amore e di tenebra» dà voce alla memoria.

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