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La tredicesima storia
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Setterfield, Diane

La tredicesima storia

Milano : Mondadori, 2008

Abstract: Margaret Lea è una giovane libraia antiquaria che negli anni trascorsi con il padre tra pagine immortali e volumi sepolti dall'oblio, ha coltivato una quieta passione per le biografie letterarie in cui di tanto in tanto si cimenta. La sua prevedibile esistenza viene sconvolta il giorno in cui Vida Winter, sfuggente e carismatica scrittrice alla fine dei suoi giorni, la incarica di scrivere la sua biografia ufficiale. Margaret parte alla volta dell'isolata magione dell'anziana autrice, nelle campagne dello Yorkshire, e rimane immediatamente stregata dalle vicende della singolare famiglia Angelfield e dalla sorte di un misterioso racconto che Vida Winter non ha mai voluto pubblicare... La tredicesima storia dipana così davanti agli occhi del lettore non solo il tempestoso trascorrere di esistenze avvolte dal segreto, ma anche la complessa, intensissima amicizia tra due donne di differenti generazioni che, dietro la magica finzione del narrare, troveranno l'una nell'altra verità su se stesse a cui mai sarebbero potute arrivare da sole.

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Davide Ricci
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Due donne, una storia, la tredicesima per giunta, che le fa incontrare e le mette una contro l'altra, una accanto all'altra. Una narrazione acerba, un'ambientazione dark, dai toni gotici riporta il resoconto di vite vissute ai margini, in sordina, in ritirata per dimenticare e nascondere. Poco importa la fama e la notorietà se strumentalizzate al fine di celare la verità. Vida incontra Margaret a due passi dalla morte e la sfrutta per raccontare la vita.
Ambientazioni note, facili, quasi scontate: la brughiera, l'antiquaria libreria polverosa richiamano alla mente titoli già famosi. Da Zafon a Brönte, dalla logora carta, poco importa la nazionalità, ai paesaggi brulli, il passo è breve, ma quando quell'ombra di vento si fa raffica gelida la storia decolla, il linguaggio fluidifica e l'amore, fraterno e filiale stavolta, torna protagonista indiscusso e pur facendo ancora rima con passione, ossessione e vendetta, attrae e incanta. Così le sempiterne emozioni, atomiche protagoniste di intrighi, misteri e colpi di scena, si rigenerano, sorprendendo con una nuova ricetta. L'insieme filoso resiste e genera un tessuto variegato, ricco e dal sapore fresco della novità. Personaggi come marionette ben orchestrate, alternate nelle scene con maestria tale da risollevare punti morti e capitoli ristagnanti. Apparizioni proverbiali convincono il lettore scettico e conducono alla fine lieta.

P.S. Due passi colpiscono in particolar modo, il primo, omaggio ai libri, come incarnazione dell'immortalità dell'uomo:
"Una volta morte, le persone scompaiono. La voce, le risate, il calore del loro respiro. La carne. E alla fine le ossa. Il ricordo perde ogni elemento vitale. É una cosa tremenda e naturale. Qualcuno però fa eccezione a questo annullamento. Perché continua a esistere nei libri che ha scritto. […], ciò che secondo le leggi di natura dovrebbe svanire viene, grazie al miracolo dell'inchiostro sulla carta, conservato. É una specie di magia".

Il secondo, ironia semplice e diretta per quelle signorine che sognano il principe azzurro e un'esitenza da favola perdendosi nei libri, o attualizzando, nelle soap, nei social etc... dimenticandosi di vivere:
"Allungai la mano verso la ricetta. Con tratto vigoroso, aveva scritto: "Sir Arthur Conan Doyle, I taccuini di Shelock Holmes. Dieci pagine due volte al giorno fino a esaurimento".

Lento ma innovativo, prolisso ma ben congegnato, un romanzo delle contraddizioni capace di mostrare una volta in più che tra l'idea e la sua realizzazione c'è un mare di difficoltà da superare.

Da non perdere.

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