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La colonna di fuoco
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Follett, Ken

La colonna di fuoco

Milano : Mondadori, 2017

Abstract: Dopo I pilastri della terra e Mondo senza fine, La colonna di fuoco, il nuovo grande romanzo della saga di Kingsbridge.Gennaio 1558, Kingsbridge. Quando il giovane Ned Willard fa ritorno a casa si rende conto che il suo mondo sta per cambiare radicalmente. Solo la vecchia cattedrale sopravvive immutata, testimone di una città lacerata dal conflitto religioso. Tutti i principi di lealtà, amicizia e amore verranno sovvertiti. Figlio di un ricco mercante protestante, Ned vorrebbe sposare Margery Fitzgerald, figlia del sindaco cattolico della città, ma il loro amore non basta a superare le barriere degli opposti schieramenti religiosi. Costretto a lasciare Kingsbridge, Ned viene ingaggiato da Sir William Cecil...

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Davide Ricci
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Ken Follett ci riporta nel mondo della saga di Kingsbridge: dopo "I pilastri della Terra" e "Mondo senza fine", ecco che la saga prosegue con "La colonna di fuoco". Ci troviamo nel 1558 a Kingsbridge: Ned Willard torna a casa solo per scoprire che il suo mondo sta cambiando. Solo la cattedrale persiste immutata nel tempo. Ned è il figlio di un mercante ricco, protestante, e vuole sposare la figlia del sindaco cattolico della cittadina, Margery Fitzgerald. La cosa, però, non è possibile per via dei diversi schieramenti religiosi e Ned deve lasciare Kingsbridge, finendo per l’essere assoldato da Sir William Cecil, il consigliere di Elisabetta Tudor, non ancora diventata Elisabetta I d’Inghilterra.

Una volta diventata regina, Elisabetta deve vedersela subito con le pretese al trono della cugina Maria Stuarda, regina di Scozia. La regina crea una rete di spie, fra i quali finisce anche Ned, diventato uno dei delatori più importanti. L’amore fra Ned e Margery, dunque, deve sottostare ad almeno mezzo secolo di lotte religiose. Riusciranno mai Ned e Margery a coronare il loro sogno d’amore in un mondo che sembra essersi scordato il significato della parola «libertà»?

La trilogia di Kingsbridge è una serie atipica perché i romanzi possono essere considerati completamente autoconclusivi e, quindi, si possono leggere anche in maniera sé stante.

Uno degli enormi pregi di Follett è, senza dubbio, la sua capacità di raccontarci la Storia. L'autore riesce non solo a farci immedesimare negli usi e costumi di un'epoca così lontana dalla nostra ma ci racconta anche gli elementi fondamentali degli accadimenti, facendoceli provare in prima persona. Ciò che leggiamo in questi libri è reale, comprendiamo tutte le cause di ogni decisione storica e, successivamente, anche le loro conseguenze ci appaiono chiare. Non sono nomi e numeri asettici letti e da imparare a memoria, bensì vite, sogni, progetti, idealismi. Per questo motivo riteniamo ogni romanzo storico di Follett, "La colonna di fuoco" compresa, particolarmente valido dal punto di vista dell'utilità.

Questo aspetto influisce particolarmente sulla gradevolezza della trama. Quest'ultima può essere giudicata su due piani: quello storico e quello inventato.
Del punto di vista storico Follett riesce tramite vari escamotage a farci partecipare attivamente ad ogni accadimento fondamentale della storia, non facendoci perdere praticamente nulla e dandoci la possibilità di vedere ciò che abbiamo già studiato, sotto un punto di vista completamente diverso.
La trama inventata, invece, non è all'altezza di quella storica. Follett è bravo a scrivere romanzi storici e, per riuscire a dare rilevanza a ciò che accade nella Storia vera e propria, fa sì che i suoi personaggi siano molto vicini a ciò che accade. Questo comporta, però, una pesante influenza sulle vite dei suoi personaggi che vengono demandate completamente alla politica o alla religione e, le loro vicende personali, per quanto intricate e ben descritte, vengono sicuramente messe in secondo piano. Non si può considerare questo come un vero e proprio difetto, anzi, scommettiamo che molti di voi leggendo il romanzo non saranno nemmeno d'accordo con quanto appena scritto, ma, la verità è che dopo libri su libri dell'autore notiamo uno schema piuttosto persistente per quanto riguarda l'intreccio che ha reso più banale e meno rilevante questa sottotrama.
Insomma, Follett è un Pilastro, non della Terra, bensì della letteratura contemporanea commerciale e il suo lavoro lo sa fare molto bene, ma se si scava molto a fondo e si esige il massimo si può rimanere, in parte, delusi dei colpi di scena che esulano dalla Storia vera e propria.

Ciò si può affermare anche per quanto riguarda i personaggi. Non è una sorpresa che i personaggi inventati da Ken Follett si dividano piuttosto facilmente in buoni troppo buoni per essere veri e in cattivi troppo abietti per poterli apprezzare. Per quanto vengano ben approfonditi e possano, sicuramente, essere considerati ben descritti, i personaggi non sono bidimensionali, sono più che altro ciò che rappresentano. Non si tratta di veri e propri stereotipi, la varietà è estesa e Follett è molto bravo a dare ad ognuno di loro un qualcosa di differente che li contraddistingua l'uno dall'altro ma, a conti fatti, riusciamo difficilmente a vederli come reali. Anche chi, solitamente, apprezza il cattivo della storia farà fatica ad immedesimarsi in loro e, chi non crede agli esseri umani troppo buoni, faticherà a credere all'esistenza dei protagonisti di questo romanzo.

Tutt'altro discorso, invece, si deve fare per i personaggi storici. Partendo dal presupposto che, quelli realmente descritti, sono davvero pochi e che, comunque, non vengono affatto approfonditi come se fossero i protagonisti della storia, i personaggi storici difficilmente fanno parte solo del nero o solamente del bianco, sono tutti grigi e ciò fa comprendere il fatto che Follett li abbia ben studiati prima di parlare di loro.
In definitiva, perciò, l'unico modo per Ken Follett di poterci scrivere un libro ancora più bello di questo, sarebbe stato quello di prendere direttamente i personaggi storici come protagonisti, lasciando perdere Kingsbridge e i suoi discendenti; cosa, ovviamente, impossibile da fare in questa particolare Trilogia che, appunto, vede la cittadina di Kingsbridge come centro di tutta la storia.

E, dato che oggi, riallacciamo tutti gli argomenti, in maniera automatica, ora non possiamo che parlarvi dell'ambientazione. In questo aspetto, pur essendo iper critici, non siamo riusciti a trovare un solo difetto.
Kingsbridge è, in pratica, l'unica città fondamentale del romanzo totalmente inventata (per quanto ispirata a luoghi realmente esistenti) dall'autore. Impossibile per chi ha letto i due precedenti volumi non apprezzare questa particolare ambientazione che abbiamo visto, letteralmente, nascere e crescere sotto i nostri occhi. Kingsbridge ha una valenza affettiva niente male e, noi, non la scambieremmo con nessun luogo reale.
Gli accadimenti, però, non sono ambientati solamente qui. Anzi, tutto il libro si dipana in moltissimi luoghi diversi; la Francia, la Spagna, i Paesi Bassi e, ovviamente, tutta l'Inghilterra, fanno da padroni. Follett riesce, a descrivere ogni nuovo luogo senza sembrare petulante o ripetitivo, facendoci capire esattamente ogni singola differenza intercorsa tra le diverse ambientazioni.

Certo, la mole del libro non solo spaventa ma può anche causare un rallentamento nella lettura ma grazie allo stile dell'autore e, al coinvolgimento nella trama, il ritmo di lettura sarà veloce anche per voi.

Se avete letto qualunque altra cosa di Follett, sapete già com'è lo stile dell'autore, è piuttosto coerente e sistematico in tutti i suoi scritti; se Vi piace la sua scrittura in un romanzo Vi piacerà anche nel successivo. Follett è uno di quegli autori che può potenzialmente piacere a tutti; usa un linguaggio semplice ma appropriato che non fa storcere il naso ai lettori di Dostoevskij e non fa annoiare i lettori di Fabio Volo. Certo, non mancano le frasi fatte o ad effetto che leggerete copiosamente nel reparto citazioni, ma fanno tutte parte del target di lettura scelta. Quando si acquista Ken Follett si sa di leggere un romanzo commerciale che piace ai più, ma si sa anche che nel suo genere è uno dei migliori in circolazione.

Solitamente quando i personaggi non intrigano particolarmente si fa fatica ad entrare nell'atmosfera della situazione. Follett, però, sa che questo aspetto non è affatto secondario e riesce ad accalappiare l'attenzione anche del lettore più critico. Anche gli avvenimenti storici di cui già conosciamo l'esito ci fanno rimanere attaccati alle pagine perché vogliamo comunque sapere i dettagli che non abbiamo mai conosciuto.

Un ultimo commento lo lasciamo sull'insicurezza di Ken Follett che farebbe quasi sorridere se non fosse che provoca fastidi ai suoi lettori. L'autore all'inizio del romanzo ci dice di aver scritto in breve ogni volta che ricompariva un personaggio, il suo ruolo nella storia. Questo perché, a detta sua, una persona potrebbe decidere di leggere il libro lentamente e, quindi, dimenticare i personaggi. Mettere sintesi di accadimenti letti anche solo 100 pagine prima sembra piuttosto esagerato. Se un lettore decide di leggere un libro in così tanto tempo da dimenticarsene i protagonisti (il ché sembra poco credibile) sarà lui a doversi cercare le informazioni dimenticate, non l'autore a dovergli ricordare sempre tutto. Questi momenti di rewind sono presenti in quantità piuttosto numerosa ma non inficiano particolarmente nella scorrevolezza della lettura perché, fortunatamente, sono di pochissime righe e accennano solamente qualcosa.

Ken, sei uno degli autori storici più famosi dell'epoca... secondo te hai ancora bisogno di pregarci di finire i tuoi libri in una tempistica decente?

Il libro, inoltre, presenta non solo un elenco dettagliato e completo di tutti i personaggi presenti divisi per luogo, ma anche, alla fine del romanzo, una lista dei personaggi realmente esistiti, che vengono citati al suo interno. Insomma, più completo di così non poteva essere.

Consigliamo il romanzo a tutti ma vi sconsigliamo di leggerlo prima dei due precedenti volumi della trilogia. Ken Follett riesce sempre a mantenere la qualità dei propri romanzi storici in un range piuttosto alto e questo libro, ma anche tutta la serie, potrà piacere a tutti; lettori più o meno esigenti.

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