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Facciamo finta che....
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Facciamo finta che....

Pontedera : Galleria il Germoglio, 2017

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Abstract: Il volume è innanzitutto un libro d'artista composto da illustrazioni poetiche che evocano un universo onirico e ludico e inoltre una trascrizione delle molte fiabe che un nonno speciale narra al suo adorato nipotino.

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Fatica questa Pontedera contemporanea. Forse come non mai negli ultimi 100 anni (prima e seconda guerra mondiale a parte). Fatica ma si impegna e continua ad investire. Anche in cultura. E nell'arte contemporanea. Così, martedi 5 dicembre, la Galleria Il Germoglio, di cui è guida spirituale Manrico Mosti, ha organizzato, in via Guerrazzi, tre eventi in uno: la presentazione di un delicatissimo e al tempo stesso sofisticatissimo libro di fiabe per la famiglia; una mostra di opere con un notevole impatto emotivo, realizzate da un artista affermato come Paolo Grigò e da una giovane promessa come Sara Baldinotti; e, infine, un intenso reading con Dario Marconcini e Giovanna Daddi (attori, registi, lettori straordinari, performer), i quali, cullati dalla musica suonata al pianoforte dal Maestro Alessandro Lanini, hanno letto alcuni dei deliziosi racconti di Mosti.
A godersi tutto questo, una quarantina di ospiti, parenti ed amici, tra cui un po' di bambini, i nipoti di Manrico.
E allora ho pensato che anche la Galleria Il Germoglio era o meglio è un altro tassello di quella Pontedera che crede davvero nell'arte contemporanea e nella qualità della comunicazione culturale. Una Pontedera pubblica e privata. Perchè la manifestazione e il libro sono stati sostenuti anche dal Comune di Pontedera.
Aggiungo che i bei disegni dell'amico Paolo Grigò e di Sara Baldinotti (che fino a ieri non conoscevo) costituiscono le illustrazioni del volume di fiabe, intitolato "Facciamo finta che...", scritto da Manrico Mosti con e per i suoi nipoti e stampato con cura artigianale da quel laboratorio di arte grafica che è la Tipografia Bandecchi & Vivaldi.
Una copia del libro è stata donata alla Biblioteca Gronchi che l'ha già catalogata e nei prossimi giorni la collocherà in prestito. Nel descriverla siamo stati incerti se collocare l'opera tra i libri per bambini o tra i testi d'arte (perché i racconti, forzando un po' le cose, potrebbero anche essere considerati lunghe spiegazioni dei disegni). Alla fine abbiamo optato per collocare il volume tra le opere dedicate alla nostra città, perchè anche se i racconti ed in parte i disegni vivono e spaziano in un mondo immaginario e magico, pur tuttavia questo volume ha un'intimità e un garbo che mi sembrano richiamare i caratteri migliori di Pontedera. Un certo gusto ed una certa qualità nel fare le cose. Il giusto garbo nel porgerle. L'abilità nel mettere insieme e mescolare capacità e professionalità diverse. Il desiderio di guardare lontano e di sognare, ma senza perdere i valori fondanti ereditati dal passato e una certa praticità del vivere quotidiano. La disponibilità ad accettare la sfida di un mondo che, comunque sia, ci viene addosso e che dobbiamo saper fronteggiare. Con gusto. Lo ripeto. Con sobrietà. Con la fronte alta. Un po' pensosi. E un po' ironicamente sorridenti. Il volume è un dono che bene ha fatto Manrico a collocare nella stagione del "ceppo". Un dono che Mosti ha fatto alla sua famiglia, certo. Ma anche a quella famiglia allargata e molto poliedrica che è la nostra città. Una città che spero trovi il tempo e la voglia per gustarsi le opere di Grigò e di Baldinotti e poi di comprare e leggere i racconti del libro o di venirlo a prendere in prestito in biblioteca. E, tra che c'è, attraversi le strade, salga le scale del PALP e visiti le sue mostre. Raggiunga Villa Crastan e respiri altra cultura. E poi entri dentro al Museo Piaggio. Ne vale di sicuro la pena.

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