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Vita
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Mazzucco, Melania G.

Vita

Milano : Rizzoli, 2005

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Abstract: New York, 1903. Nella città delle occasioni, in cui sbarcano dodicimila stranieri al giorno, in cui gli italiani sono aborriti come alieni superstiziosi e criminali, approdano da un minuscolo paese sul Garigliano, in provincia di Caserta, due ragazzini di dodici e nove anni: Diamante e Vita. Lui è taciturno, orgoglioso e temerario; lei istintiva, gelosa e dotata della misteriosa capacità di spostare gli oggetti. In una caotica pensione di Prince Street, nel ghetto italiano di Downtown li aspettano il padre di lei con la sua nuova compagna, Rocco, Geremia e Coca-Cola, tre ragazzini che si sono giurati eterna amicizia e, soprattutto, l'America.

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Davide Ricci
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Riesce impossibile non apprezzare questo romanzo perché non racconta solo la vita del nonno e del padre dell’autrice, ma si tratta di una vera e propria testimonianza della nostra storia passata, in cui tutti possiamo rispecchiarci.
È incredibile come una volta gli italiani fossero considerati indistintamente degli assassini, dei nullafacenti, dei buoni a nulla, dei falliti.
Eppure l’America li accoglieva e dava loro la possibilità di riacquistare un po’ di dignità.
È facile giudicare la crudeltà con cui questi emigrati furono abbandonati alla fame e trattati come degli animali in un porcile, spesso derisi dai propri compatrioti che in qualche modo erano riusciti ad abitare nei quartieri vicini al Central Park o in quelli popolati dai primi moderni grattacieli.
Ma vogliamo parlare del "buon padre di famiglia" italiano che convinceva il figlio ad abbandonare la propria terra per cercare di far fortuna all’estero e per inviare al genitore i soldi con cui poterlo mantenere? Per lo più con soli 12 dollari cuciti nelle mutande?
È un romanzo che fa nascere un miscuglio di sentimenti, molto spesso contradditori, perché laddove la descrizione del quartiere degradato di Little Italy stimola dispiacere e compassione per i poveri che vi risiedevano, poi nel capitolo successivo, un’assistente sociale americana, piena di umiltà e benevolenza, bussa alla porta di una misera pensione e viene rifiutata in maniera diffidente, nonostante cercasse solo di dare il suo contributo nel miglioramento delle loro condizioni sociali.
La scrittrice, descrivendo uno dei periodi più bui della storia italiana, ha voluto lasciarci un messaggio importante: anche nella situazione più miserevole c’è sempre la possibilità di scegliere ciò che è giusto, di scegliere il bene.
Melania Mazzucco ha intitolato "Vita" il suo romanzo perché forse tutte le vicende girano attorno a questa ragazza sorprendente e piena di Vita, appunto.
Ma per la verità il reale protagonista è Diamante, un ragazzo tenace che preferisce tenersi stretto i propri valori piuttosto di seguire l’esempio dell’amico Rocco.
Per un periodo si fa trasportare anche lui dal desiderio di ricchezza, offertogli dalla Mano Nera attraverso azioni violente e pericolose, ma poi sceglie di costruire il suo futuro facendo uso solo delle sue capacità, senza dover rubare o uccidere, ma diventando qualcuno che potesse essere stimato e non inseguito continuamente dalla polizia.
Anche quando appare scontato giustificare la scelta del male perché costretti da determinate circostanze, probabilmente un uomo potrà finalmente sentirsi libero quando sceglierà la cosa giusta da fare, indipendentemente dalla difficile situazione in cui si trova.
E Diamante ce lo ha dimostrato: preferì la libertà alla ricchezza.

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