Community » Forum » Recensioni

Finale a sorpresa
0 1
Bardi, Gloria

Finale a sorpresa

Pontedera : Bandecchi & Vivaldi

  • Copie totali: 1
  • A prestito: 0
  • Prenotazioni: 0
31 Visite, 1 Messaggi

Il bel libro che assembla le immaginifiche creazioni grafiche di Stefano Stacchini e i racconti di Gloria Bardi spiazza fino dalla sovraccoperta, con un titolo un po' alla Beckett e un'immagine che suggerisce viaggi in mondi possibili, ma non necessariamente reali.
Il depistaggio praticato sia dalla grafica che dalla scrittura contiene però un invito alla lettura pieno di serenità e mi trasmette un'idea di accoglienza. Un'accoglienza calda. Della serie: ti spiazzo ma non per turbarti, bensì per aiutarti a stare meglio. O almeno questa è la sensazione (il messaggio) globale che il volume mi fa arrivare mentro lo sfoglio, lo leggo, lo poso sul tavolo, infine me lo infilo nella borsa e lo porto a casa.
Poi ci sono le singole parti e i dettagli. Qui la cosa si fa più complicata.
I racconti di Gloria Bardi, brevi, spesso fulminanti, ironici e ammiccanti, sono ricchi di temi e situazioni che giocano a svelarsi solo nel finale. A volte perfino con l'ultima parola. L'ultimo nome. Si fanno leggere. Velocemente. Però obbligano a stare attenti, a riflettere. E alla fine, di solito, strappano un sorriso. In questo senso sono racconti accoglienti. Rassicuranti. Solo in alcuni casi (pochi a dire il vero) inquietano. Hanno bisogno di un lettore sveglio (come vispo deve essere l'osservatore delle immagini). Ma non sospettoso. Un lettore che abbia fiducia nel mondo. Che si lasci prendere per mano. Certo, Gloria Bardi pretende una lettura vigile, non distratta, perchè ogni parola è un tassello, una piastrella, un pezzetto di mosaico indispensabile per reggere e comprendere l'intera costruzione (anche quando il racconto è minuscolo). Colpiscono la fantasia e la versatilità che attraversano i testi; e da lettore un po' bambino quale sono, mi piace la trovata che precede il punto finale e svela, spesso rovesciandolo e ancora più spesso chiarendolo, non tanto il senso della storia quanto il vero volto del protagonista.
La narratrice gioca col suo lettore e solo in apparenza gli offre storie semplici. Ma, ripeto, non lo fa per ingannarlo. Semmai per stupirlo e per farlo amorosamente divertire.
Le produzioni visive di Stefano Stacchini si muovono sulla stessa lunghezza d'onda. Ma quelli di Stefano sono oggetti culturali diversi e più difficili da decifrare. Almeno per me. Gioco, ironia, manipolazioni, spiazzamenti, enigmi da risolvere, ok, anche questi ci sono tutti nelle sue creazioni grafiche e mi riportano alla mente i rebus o per meglio dire certi oggetti d'arte che contengono messaggi in codice che se correttamente decifrati potrebbero svelare mondi. Ecco... l'impressione è che ci sia in queste elaborazioni grafiche qualcosa di più che mi sfugge. Forse è un'idea sbagliata. Magari è solo una suggestione che collego all'attività di un artista che conosco da lungo tempo, al quale mi lega un rapporto di amicizia, ma che conserva intatto un suo fascino misterioso. Indecifrabile. Per uno che di arte e di cultura visiva, parlo di me, ne sa poco. Certo, che Stacchini giochi con la città di Finale Ligure e con i luoghi e gli elementi architettonici e paesaggistici di questo comune che lui ritiene più significativi, non ci sono dubbi. Che ci sia una esplicita volontà di manipolare, raccontare e perfino reinventare Finale come nessun altro aveva mai fatto prima, è altrettanto chiaro. Che ci sia perfino il desiderio di creare un legame tra Finale Ligure e Pontedera, questo si percepisce bene, almeno per un osservatore che sia nativo di Pontedera come il sottoscritto e che conosca l'importante lavoro grafico che Stacchini ha dedicato alla sua città natale. Del resto sia Pontedera che Finale da circa un secolo hanno in comune il fatto di aver ospitato (e di avere ancora sul proprio territorio) grandi capannoni industriali edificati dalla Società Piaggio.
Ma a parte questa condivisione di paesaggi industriali, ritrovo nelle immagini elaborate da Stacchini il suo gusto per gli assemblaggi visionari. E ancora uno stile e contenuti che, per quanto ammantati di mistero e densi di simboli un po' esoterici, esercitano su di me un effetto rassicurante, gioioso, gradevole, amichevole.
Ed è esattamente per questo che il volume mi sorprende …....piacevolmente.

  • «
  • 1
  • »

2120 Messaggi in 1806 Discussioni di 331 utenti

Attualmente online: Ci sono 10 utenti online