Community » Forum » Recensioni

Adorata nemica mia
0 1
Serrano, Marcela

Adorata nemica mia

Milano : Feltrinelli, 2013

  • Copie totali: 11
  • A prestito: 0
  • Prenotazioni: 0

Abstract: Ci sono fili capaci di unire i mondi interiori delle donne: a volte saranno la forza delle risate, il valore dell'amicizia, l'amore o il sesso; altre, le paure di fronte a un matrimonio inaridito, l'ipocrisia, la solitudine o il timore dell'abbandono. Laura è contro il femminismo, Manuela cuce e sogna, Magdalena si sente sempre più chiusa, Anabella e Marilyn aspettano la felicità, Maria Bonita ha perso il nemico di una vita, Eloìsa cerca di dimenticare, Irma si sfila finalmente l'anello, Dulcinea racconta la sua versione della storia. Dai Balcani fino a Santiago del Cile, passando per la Mancia del Don Chisciotte, piccoli incidenti rivelatori che cambiano la vita, donne che smettono di uscire di casa, donne che si lasciano ingannare dalle apparenze, altre che si riappropriano della loro esistenza, e altre ancora che si ritrovano ad affrontare drammi inattesi.

33 Visite, 1 Messaggi
Davide Ricci
60 posts

Le arpilleras sono piccoli ritagli di stoffa che raccontano una storia, sono quelli che compongono, realizzando anche bambole e palloni, alcune delle protagoniste femminili di questi venti racconti della Serrano per poter sopravvivere, vendendo la loro arte a buon mercato nei mercati rionali. Quello che in Cile è chiamato arpilleras, in Europa lo potremmo chiamare patchwork ed in effetti questi racconti sono un patchwork fatto di storie che descrivono l'universo femminile. La donna raccontata dalla Serrano è impegnata con la politica che la inquadra (tutto il mondo è paese) come escort salvo invece scoprirla intelligente e capace, certamente più di Pedreo Angel Rayes, il primo protagonista maschile che apre la raccolta. Ma il colore delle arpilleras può essere anche rosso sangue, quello dello stupro subito da Sara Alicia, mentre grigio è il pezzo di stoffa con il quale potremmo descrivere i sentimenti, i dubbi e le paure di Laura Gutièrrez, sua madre più preoccupata di far approvare in Parlamento la legge sull'aborto per le donne stuprate che della sofferenza che vive la figlia. Nera è la stoffa della donna uccisa dal "Mascalzone" che l'ha sposata per ereditarne le ricchezze. Un pezzo di ferro di filo spinato è il patchwork che rappresenta le paure di Magdalena che, terrorizzata dalla paura di ritrovarsi in casa dei ladri, circonda la casa di filo spinato per tenere tutto e tutti fuori dalla sua vita. Verde al contrario è il colore delle arpilleras di Leticia che finisce anche lei per rinchiudersi nel suo appartamento, circondata da piante e zucche, riduce al minimo indispensabile i rapporti con il resto del mondo. Rosa shocking sono le arpilleras di Ana Marìa che vive l'insicurezza della donna che invecchiando accanto ad un marito ancora belloccio lo scopre a desiderare le donne più giovani e non più lei. Porpora è il pezzo di stoffa di Milka che a Dubrovnik vive sulla propria pelle la tragedia della guerra, così come quello di Marìa Bonita che ogni giorno aspetta la notizia più importante che prima o poi rimbalzerà da Londra a Santiago in un attimo: la morte dell'odiatissimo Pinochet. Bianca è la stoffa che rappresenta la vicenda di Eloìsa che con Fabio attraversa la frontiera durante la guerra dei Balcani per consegnare capretti. Tutti i colori del mondo sono quelli infine di Dulcinea, proprio lei: Aldonza, la dama del Toboso, l'ispiratrice del Cavaliere dalla Triste Figura, lei , l'adorata nemica mia, quasi si ribella, perchè dipingere una povera contadinotta analfabeta come la più desiderabile delle Muse ispiratrici? Perché un cuore lieto, rende ilare il viso, lo spirito triste disseca le ossa, la Serrano pesca in Salomone non nel don Quijote la soluzione.

  • «
  • 1
  • »

2120 Messaggi in 1806 Discussioni di 331 utenti

Attualmente online: Ci sono 11 utenti online