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Gli ultimi messaggi del Forum

Pane - Maurizio De Giovanni

"Pane (per i Bastardi di Pizzofalcone)" è l’ultimo libro edito da Maurizio De Giovanni, con protagonisti i Bastardi di Pizzofalcone. Chi sono i Bastardi? Sono uomini e donne capaci, abili, intelligenti, poliziotti "segnati", ovvero hanno tutti commesso errori o sono stati coinvolti in situazioni che li hanno pesantemente contraddistinti. E per punizione sono stati mandati dai superiori in un commissariato difficile, in odore di chiusura. Certi di poterli definitivamente sconfiggere. Ma ciò non accade: "i Bastardi" scoprono un perfetto gioco di squadra, frutto di abilità e di certe conoscenze in campo investigativo, e con lo stupore di tutti risolvono gli enigmi.
In questo caso la vittima è un panettiere, trovato morto di prima mattina fuori dal suo forno. Gli hanno sparato. Siccome qualche anno prima era stato testimone di giustizia in un processo di mafia, per poi ritrattare, immediatamente si tenta di rubricarlo come omicidio, frutto di una vendetta mafiosa. Interviene l’Antimafia; ma l’ispettore Lojacono si accorge subito di alcune incongruenze con le caratteristiche tipiche di questi tipi di uccisione. E allora: "Buona caccia, Bastardi! Aragona si illuminò. Buona caccia, Bastardi. Madò! Quanto mi piace!”. Parallelamente si apre un’altra inchiesta: una denuncia per stalking sottoscritta da uno studente universitario nei confronti della sua ex fidanzata. Ma anche qui qualcosa non torna perchè quest’ultima è bellissima, mentre lui..."
Sullo sfondo le meraviglie della città partenopea.
Chi legge per la prima volta questa serie, iniziata nel 2013, nota che ogni storia è conclusiva, con alcuni fili narrativi che percorrono l’intera sequela. Esiste sempre un prologo favolistico, un corpo centrale, e uno finale. Qui il primo è la storia del Principe dell’Alba che il panettiere racconta al nipote Totò, a cui è assegnato l’onore di tenere vivo il lievito madre. Il cuore è una sorta di epifania: una carrellata di chi non ha il pane; e il finale svela che i napoletani confessano i propri crimini la domenica, e non confesso oltre. "La domenica è senza pane. La domenica i forni rimangono chiusi, e se volete pane fresco dovete procurarvelo da un’altra parte, ma non sarà lo stesso. Non succede mai niente di domenica; ma se qualcosa succede, è in modo imprevisto".
Al di sopra di tutto ciò, l’amore, in tutte le sue sfaccettature e dimensioni. L’amore è una costante mascherata di tutto il romanzo, lo percorre interamente, in lungo e in largo. L’amore malato dello stalking, l’amore al di là dei pregiudizi e delle convenzioni. L’amore frutto di continui turbamenti e conflitti negli animi dei protagonisti. L’amore per la persona amata, perseguito fino all’ultimo istante, cercato e trovato in ogni modo e momento, che non si cura di nulla e di nessuno.
Una lettura pregnante, intrigante, molto commovente a tratti.

L'ex avvocato - John Grisham

"Sono un avvocato, e sono in prigione. È una lunga storia". Così inizia L’ex avvocato di John Grisham (Mondadori 2013) il nuovo romanzo dell’autore americano pubblicato in Italia lo scorso 2 gennaio e subito in vetta alla classifica dei libri di narrativa straniera più venduti. "Ho quarantatré anni e ho già scontato metà dei dieci che mi sono stati comminati da un incapace e ipocrita giudice federale di Washington DC".

Cancellato dall’albo dell’ordine degli avvocati poco dopo la sentenza, perché "una condanna penale equivale alla radiazione dall’albo", abbandonato dalla moglie che ha preferito divorziare subito da lui e risposarsi, mentre il figlio undicenne ora cresce accanto a un uomo che gli fa da padre, Malcom Bannister, trascorre le sue giornate all’interno del Federal Prison Camp nei pressi di Frostburg nel Maryland. Il detenuto numero 44861-127 qui nel suo piccolo mondo è noto come avvocato da galera e, in quanto tale, passa parecchie ore al giorno cercando di aiutare i suoi compagni a risolvere i loro problemi legali studiando appelli e inoltrando istanze, redigendo semplici testamenti e, ogni tanto, un atto di compravendita immobiliare. "Niente in carcere è pensato per favorire il detenuto". Sono circa 600 i detenuti nel campo di Frostburg, "un campo è un carcere di bassa sicurezza per quelli di noi che vengono ritenuti non troppo violenti e devono scontare una condanna non superiore ai dieci anni". In questo luogo di villeggiatura dove non esistono muri di cinta, recinzioni, filo spinato o torrette di guardia e ci sono solo alcuni agenti armati, vi sono uomini come Malcom i quali non avrebbero mai immaginato un giorno di finire così. Uomini con professioni, carriere, affari, uomini benestanti con una bella famiglia e la tessera del County club. Tutti hanno ammesso la loro colpevolezza. "Poi ci sono io. Malcolm Bannister, nero, quarantatré anni, condannato per un reato che non sapevo di commettere".

L’ex avvocato attende i restanti cinque anni di carcere da scontare fino a quando un lunedì mattina il giudice federale Raymond Fawcett non si presenta a un’udienza. Dopo una lunga e vana attesa i suoi collaboratori chiamano la FBI. Il corpo del corrotto giudice viene ritrovato nel seminterrato della sua capanna sul lago insieme con quello della sua giovane segretaria – amante. La cassaforte è aperta e svuotata. Non ci sono impronte, nessun segno di scasso né di colluttazione. Nessun minimo indizio che possa portare a un probabile sospetto. Detenuto in un penitenziario con l’ingiusta accusa di riciclaggio, Malcom Bannister afferma di conoscere il colpevole e pretende di essere liberato in cambio del nome. Inizia una partita a scacchi tra i rappresentanti della legalità e un uomo che ha perso tutto. "Il direttore è il re di questo piccolo impero, con l’ego che si può aspettare da chi governa per editti, o ritiene che così dovrebbe essere". La legge è veramente uguale per tutti nel sistema giudiziario statunitense? Chi è veramente il truffatore in questo gioco, carico di tensione e adrenalina, perfettamente orchestrato dal re del legal thriller? "Non conoscevo il giudice, ma so chi l’ha ucciso e perché. È tempo di vendetta".

The Racketeer è il trentesimo giallo (l’autore ha scritto 25 romanzi, un saggio, una raccolta di racconti, e 3 romanzi per ragazzi) e Malcom Bannister è il ventiquattresimo avvocato protagonista dei romanzi di Grisham. Il volume ha riscosso per la prima volta il plauso unanime dei critici USA. "Esilarante… Sorprendente… Geniale", Janet Maslin, The New York Times. Lo scrittore che ha venduto in tutto il mondo 270 milioni di copie ha recentemente dichiarato che nella figura di Malcom c’è molto della sua personalità. "Lui come me non ama i giudici, i pubblici ministeri, i direttori delle prigioni e l’intero sistema giudiziario americano". Grisham come Bannister è un avvocato di provincia che ha esercitato la professione forense per 10 anni nella cittadina di Southaven nello Stato del Mississippi. Si può dire, quindi che la legge sia la sua materia. "Non aspiro a fare letteratura: voglio produrre fiction popolare di alta qualità". Nella dépendance della sua residenza storica che si trova a Charlottesville in Virginia, il metodico autore per cinque giorni a settimana lavora alla composizione dei suoi bestseller che traggono sempre spunto da storie vere per la gioia dei suoi ammiratori. "Non so bene cosa farò quando questa storia avrà fine, ma dubito seriamente di dedicarmi di nuovo alla carriera legale. A quell’epoca sarò un quarantottenne single e, spero, in buona salute".

R: La ragazza nel parco - Alafair Burke

"La ragazza nel parco" tiene con il fiato sospeso dalla prima all'ultima pagina. Il dubbio rimane costantemente nella mente, come era disseminato tra le righe, altalenando da un capitolo al successivo.
La protagonista Olivia Randall, stimata avvocatessa newyorchese, ha di fronte una scelta importante, una mattina, quando viene contattata da una ragazzina che le chiede di difendere suo padre, accusato di una strage nel parco. È accusato di aver ucciso tre persone, ma si dichiara innocente.
Ad Olivia basta venire a conoscenza del nome del sospettato per ritrovarsi catapultata nel passato, avviluppata nei suoi sensi di colpa per una storia d'amore finita nel peggiore dei modi. La ragazzina, infatti, è la figlia del suo grande amore, quello che non ha dimenticato. Oggi, lui è diventato un affermato scrittore di bestseller. La loro storia era stata davvero molto complicata, soprattutto per colpa di Olivia.
"L'unico motivo per cui non aveva funzionato tra noi due era che io lo conoscevo meglio di quanto lui conoscesse se stesso. Lui credeva che io lo avrei reso felice per il resto della sua vita. Io, invece, sapevo che avrei continuato a deluderlo."
I sensi di colpa, che prova verso di lui, le impongono di fare del suo meglio per scagionarlo. Olivia Randall assume la difesa del suo ex, Jack Harris. Lui è il segno che il passato torna sempre a bussare alla tua porta, quando meno te lo aspetti, quando non hai chiuso completamente con ciò che è stato. Lui non è soltanto un vecchio amore finito male vent'anni prima. Ma è un uomo che, forse, ha superato il passato ed è andato avanti, formando una nuova famiglia, felice, però ostacolata ed inquinata dal male della società. Purtroppo la gioia che Jack Harris ha provato deve fare i conti con la morte, col dolore, come troppo spesso è accaduto in passato. Olivia sa che non ha altra scelta. Aiuterà Jack.
Lui non ha un alibi, non ha testimoni e non ha un motivo plausibile per essere dov'era, quando qualcuno ha fatto fuoco nel parco, ammazzando tre persone. Olivia lo conosce, si ostina a credere in lui, ma deve anche chiedersi se Jack sia davvero innocente o se la stia manipolando per qualche oscuro motivo.
Lui ha raccontato una storia strana. "Surreale" come l'ha definita lui. Ha incontrato, per caso, una donna bellissima, sensuale e misteriosa, con un libro. Il suo preferito. L'ha cercata e ritrovata online e lei gli ha dato appuntamento nel parco, proprio all'ora della sparatoria. È una strana coincidenza anche questa? O è una trappola?
L'indagine della difesa e dell'accusa procedono parallelamente e si scontrano su più fronti: l'una per scagionare, l'altra per assicurare il colpevole alla giustizia. "Stai dicendo che non può essere colpevole perché sembra troppo colpevole?" Anche il lettore resta ossessionato da questo dubbio, mentre la trama tiene intrappolata l'attenzione in un groviglio di personaggi, i cui percorsi sono destinati ad intrecciarsi.
Ottimo bestseller, ottimo legal thriller che cattura, anche dal punto di vista psicologico, mentre si è alla ricerca della verità, come per dipanare l'eterno contrasto tra l'essere o non essere della vita.

I dubbi di Salaì - Monaldi & Sorti

C'è poco da fare, tolti Monaldi e Sorti, il panorama letterario italiano (ma non solo) arranca in cerca di ossigeno e idee. Loro, invece, ne hanno a bizzeffe: l'ultima, la geniale trovata del rozzo ma acuto Salaì, aiutante di un Leonardo non propriamente all'altezza della sua fama, è tutta da godere. Immergetevi dunque, senza dubbio alcuno, in questa spassosa e misteriosa avventura nella Roma papalina del 1500. Non ne sbagliano uno

Mondo senza fine - Ken Follett

Due secoli dopo la costruzione della cattedrale di Kingsbridge, gli abitanti della fiorente cittadina inglese tornano protagonisti di un nuovo avvincente capitolo di storia medievale: tra le pagine di "Mondo senza fine" si respira la vita di quei tempi lontani, permeata di difficoltà ma allo stesso tempo di vivace genuinità.
Attraverso 91 capitoli (suddivisi in 7 parti), seguiamo le storie dei quattro protagonisti principali, dalla loro infanzia fino alla loro maturità, secondo diversi punti di vista: l’amorevole Merthin, la ribelle Caris, l’imprevedibile Ralph e la sfortunata Gwenda subiranno negli anni un’inevitabile trasformazione, rimanendo pur sempre legati a quel che erano un tempo.
Intrighi di corte, storie d’amore impossibili e aspri rancori personali saranno il sale delle loro vite, finché un giorno arriverà per tutti l’ora della resa dei conti, in cui ognuno dovrà affrontare le proprie colpe e fronteggiare al meglio le proprie paure.

In questo romanzo, attaverso personaggi appartenenti a tutti i ceti sociali, Ken Follett ci dona un vero e proprio ritratto dell’Inghilterra del XIV secolo, con i suoi mercati, le sue tradizioni, le violente battaglie e, non ultima, la più terribile piaga che afflisse l’Europa intera di quel periodo: la peste. Grande protagonista silenziosa ma impietosa, l’epidemia di peste mieterà le sue vittime in maniera imparziale, non risparmiando i giusti e gli onesti né tantomeno i corrotti e i malvagi.

Il ritmo della narrazione non lascia spazio alla noia; il linguaggio è sempre appropriato ad ogni situazione e i colpi di scena, intervallati da pause più riflessive, donano all’intero racconto equilibrio e piacevolezza nella lettura.
I capitoli, non troppo lunghi, scorrono veloci sotto gli occhi attenti del lettore e fanno rivivere sulla propria pelle spaccati di vita quotidiana medievale, grazie ad un linguaggio ricco, storicamente fondato ed più che mai evocativo.

I richiami a “I pilastri della terra” non mancano: i fratelli Merthin e Ralph sono infatti discendenti della famiglia di Jack e Aliena; la cattedrale di Kingsbridge è la stessa costruita da Jack ed anche l’area del priorato è la medesima del romanzo precedente.
Tuttavia, ciò non impedisce al lettore che non abbia letto “I pilastri della terra” di capire e di godere della lettura di “Mondo senza fine” senza avvertire alcuna “mancanza”. È una storia nuova, a sé stante ed indipendente, anche se si svolge negli stessi luoghi.
Leggendo “Mondo senza fine”, si possono notare anche alcune similitudini caratteriali e comportamentali tra i protagonisti di questo romanzo e quelli del precedente. Alcuni ruoli vengono ripresi da personaggi diversi ma pur sempre simili: c’è l’arrivista, il meschino, il coraggioso, l’ambiziosa, la sognatrice, il malvagio… insomma, cambiano i nomi ed il periodo storico, ma alcune linee guida generali restano le stesse.
Ken Follett ha infatti pensato bene di riprendere le caratteristiche chiave che portarono al successo “I pilastri della terra” per riproporci in versione rinnovata quest’altro epico romanzo.

Consigliato a tutti coloro che hanno amato "I pilastri della terra" e a coloro che vogliono leggere un romanzo storico molto realistico e particolareggiato. Si tratta comunque di un capolavoro di cultura, che vi farà vivere emozioni vere e contrastanti, vi farà affezionare ai personaggi e vi porterà lontani nello spazio e nel tempo.

I pilastri della terra - Ken Follett

Lo spaccato di questa Inghilterra medioevale aiuta a comprendere un mondo ormai lontano, dove i monasteri accoglievano i viandanti e davano loro un pasto caldo gratuitamente, un modo che per alcuni aspetti non è molto distante dal presente e che tratta anche argomenti validi ancora oggi, a partire dagli interessi dei potenti che mandano avanti il mondo in ogni era, contrastati da pochi piccoli personaggi illuminati sempre in bilico tra buoni sentimenti, correttezza, religione ed interessi, caratteristiche che ne fanno quasi persone reali e tangibili.

I protagonisti sono sfaccettati e fanno meditare, anche il più malevolo ha un punto debole nelle credenze popolari e nella religione che, allora forse più di oggi, facevano girare il mondo. Cosa può essere giustificato e cosa non può esserlo da una religione strumentalizzata, nel medioevo come nella cronaca che leggiamo sui quotidiani in edicola?

I personaggi vivono letteralmente tra le pagine del libro, la forza narrativa di un migliaio di pagine dense di dettagli e sfaccettature sembrano quasi farci toccare con mano i muri della Cattedrale la cui costruzione scandisce il ritmo ed il tempo del manoscritto.
I protagonisti nascono, crescono, invecchiano e muoiono al ritmo dell’innalzarsi dei muri di questa fittizia Cattedrale Inglese del XII secolo.

La lettura scorrevole ci porta a chiederci come potranno essere risolti i problemi dell’imponente struttura religiosa tanto quanto le vicissitudini delle figure che si muovono sul suo sfondo. Di Aliena che sì è prima sottratta ad un matrimonio di convenienza incapace di piegarsi al volere altrui, la cui ribellione alle consuetudini del tempo e la follia del giovane rampollo di una casata in ascesa porta alla distruzione del suo mondo dorato, per cui successivamente, credendo di rimediare alle colpe da cui si sente oppressa e pensando di poter in tal modo a provvedere alle necessità del fratello più giovane che vorrebbe tornasse ad essere signore delle sue terre, si sottopone ad un matrimonio senza affetto e finisce per dover lottare per il vero amore sino a quasi dovervi rinunciare.
Le vicende Di Tom il costruttore che ama i suoi figli e vorrebbe star loro vicino anche quando non possibile, diviso tra povertà, lavoro, due amori profondamente diversi ed il sogno della sua cattedrale; di Ellen donna dallo spirito libero che il dolore e l’ingiustizia non riesco a piegare, di Jack suo figlio, ragazzo particolare che troverà la sua strada e le sue origini grazie a capacità, forte volontà e profondità di sentimenti, di Philip monaco con reale vocazione impregnato di un misto di fede, bontà e debolezze e dubbi profondamente umani.

I segreti che vengono creati e scoperti durante tutto l’arco narrativo costituiscono struttura stessa della storia, dalla quale emergono personaggi femminili estremamente incisivi e fuori dai canoni del periodo storico. I personaggi non sono mai completamente schierati dalla parte del bene o del male, anche nella luce è sempre presente qualche ombra che li rende umani.

Dalla lettura di questo spaccato storico si emerge solo con la volontà di leggere il volume successivo, “Mondo senza fine”. Il “peso” in pagine del libro non deve spaventare, questo libro vale il tempo di ogni singola riga letta.
Uno di quei libri che non ti abbandonano finché non giri l’ultima pagina e riponi il libro definitivamente nello scaffale. E forse neanche allora.

Io ci sono - Lucia Annibali

Lucia Annibali è bella, giovane e piena di vita. Con una carriera avviata da avvocato vive le sue giornate tra lavoro, amici e amore. Non chiede nulla di più di quello che ha e dopo aver conosciuto Luca sente che questo amore completa la sua vita, è ciò che ha sempre desiderato.

Non immagina che Luca Varani cambierà completamente la sua esistenza così come cambierà per sempre il suo volto. Si perché Lucia da un giorno all’altro prenderà in prestito una maschera che non ha scelto, che le è stata inflitta per aver la sola colpa di amare.

La storia di Lucia Annibali è descritta con amore per la vita nel suo libro autobiografico. Il testo ripercorre le tappe di una giovane donna che vive la sua storia di non amore e viene sfigurata dall’acido dal suo ex fidanzato. Una storia atroce, che mette su carta un racconto tanto triste quanto doloroso perchè reale, una storia dal titolo evocativo e consapevole, a rimarcare la voglia di Lucia di combattere e dire NO alla violenza sulle donne.

La vita di Lucia cambia il 16 aprile 2013: di ritorno dalla sua solita ora in piscina, ad aspettarla nel suo appartamento ci sarà un uomo incappucciato che appena varcata la porta di casa le butterà addosso dell’acido. L’impatto é immediato, questione di secondi. Lucia sente un dolore al viso e alla mano destra, perde i suoi occhiali da vista e si ritrova a chiedere aiuto nel pianerottolo di casa. I vicini soccorreranno Lucia senza capire bene che cosa è successo a questa ragazza che urla così disperata, i secondi sfumano e l’arrivo dell’ambulanza è l’unica salvezza per riparare l’irreparabile.

In quei secondi così tremendi la giovane avvocatessa di Pesaro è lucida e fredda e non ha dubbi su chi può essere l’artefice del dramma. L’ex fidanzato Luca Varani sarebbe capace di tutto: da quando Lucia ad agosto del 2012 ha messo la parola fine alla loro tormentata storia d’amore, Luca ha perso la testa. Pedinamenti, tormenti telefonici e insulti per strada, strani accessi nella sua casa quando lei non c’era, scomparsa e ritrovamento del telefono e tanti altri episodi hanno fatto perdere la serenità a questa ragazza così solare e fresca di vita.

Per Lucia liberarsi del suo ex fidanzato era diventato un chiodo fisso, la possibilità di recuperare il suo vecchio equilibrio. Aveva capito che soltanto con la parola fine a questo rapporto così morboso lei avrebbe potuto ricominciare a vivere. Non immaginava che questa conclusione potesse arrivare a un così atroce epilogo, non immaginava che Luca Varani potesse essere capace di assoldare due albanesi per sfigurarla con l’acido.

In "Io ci sono" Lucia Annibali racconta la sua testimonianza di violenza con un coraggio che poche donne riescono a trovare, con la forza di una persona amante della vita ma soprattutto di se stessa, che desidera non mollare e trasmettere al mondo il suo messaggio di vittoria.

Volevo diventare una ballerina - Jin Xing

"Volevo diventare una ballerina" è la storia vera di Jin Xing (in italiano "Stella d’oro"), nato maschio in una famiglia della Manciuria rurale, vicino Shenyang, e diventato femmina all’età di 28 anni grazie ad un intervento che l’ha resa la più nota e chiacchierata coreografa del suo paese. Scritto con un linguaggio semplice ma efficace, capace di restituire la genuinità delle contraddizioni interiori della protagonista donando alla sua vita un che di fiabesco, quasi fosse una favola moderna, il libro ripercorre le tappe principali di un’esistenza per molti versi straordinaria.

Partendo dalla sua determinazione di bambino, disposto a tutto pur di abbracciare la sua unica passione, la danza, Jin Xing descrive il suo arruolamento presso la scuola militare di Shenyang come ballerino di fila, destinato a esibirsi nei balletti di propaganda comunista, nei quali non soltanto la distinzione fra ruoli maschili e femminili è molto rigida e netta, ma le emozioni non hanno alcuno spazio lecito, causando al ragazzo una certa sofferenza. Sarà a Canton, dove Jin Xing scoprirà per la prima volta la danza moderna con il suo libero fluire di senzazioni interiori veicolate attraverso il corpo, che il vero desiderio segreto del ragazzo comincerà a schiarirsi nella sua mente: fra un passo di danza e le prime, piacevoli pulsioni sessuali per gli uomini, serpeggia infatti in Jin Xing la "strana" sensazione di voler essere qualcun’altro, di avere un completo accesso alla sua intimità più "femminile", per poter finalmente interpretare i ruoli che il ragazzo sente a sé più congeniali. L’idea di diventare fisicamente una donna è ancora vaga e confusa nella mente di Jin Xing, ma la scoperta della danza moderna è sicuramente un passo ulteriore verso la consapevolezza di un’identità ancora nascosta.

Successivamente emigrato negli Stati Uniti con una borsa di studio, Jin Xing scopre finalmente il proprio talento come ballerino e soprattutto coreografo di danza moderna, ormai lontano dai virtuosismi fini a se stessi della disciplina ferrea imparata in Cina. Ma l’America è anche territorio di scoperta dell’amore, condiviso con diversi uomini che lo amano per la sua natura ora percepita come femminile, ora come ambigua. Nonostante Jin Xing non mostri mai di criticare l’omosessualità degli uomini che incontra - cosa che, vista la discriminazione che gli omosessuali sono costretti a subire in Cina, va di certo a suo onore - tuttavia comincia lentamente a farsi strada in lui il sospetto di non essere gay, ma di amare gli uomini da un punto di vista eccentrico, ancora da scoprire. Il senso della vita non tarda ad arrivare, se ci si lascia trasportare dal fluire dei movimenti nella danza: l’incontro con Murray Louis, celebre ballerino e coreografo americano, incita Jin Xing a produrre delle proprie opere fra le quali spicca Half Dream, il cui titolo emblematico rievoca da un lato un’atmosfera a metà strada fra Est e Ovest e fra uomo e donna, dall’altro l’antica leggenda dei due amanti sessualmente ambigui Liang e Zhu, la cui storia, cantata anche nelle opere classiche sia in cantonese che in mandarino, è conosciuta in inglese con il titolo di The Butterfly Lovers. Questa è l’essenza di Jin Xing all’età di 22 anni: capelli lunghi e sguardo da femme fatale, corpo maschile e fascino da diva acerba, al confine fra i generi sessuali e già capace di sconfinare verso l’altro sesso grazie alla libertà fornitagli dalla danza.

Ma sarà in Europa, dove si recherà successivamente, che Jin Xing riuscirà a dar nome al proprio desiderio: a Roma, incontrerà la prima transessuale della sua vita, una presentatrice televisiva, mentre in Belgio prenderà i contatti con un medico per avere dettagli sull’operazione. Ora il ballerino sà che diventerà una donna, anzi: una ballerina, la migliore mai esistita in Cina. Perché è proprio in Cina che la sua vita rinascerà, dopo tante peripezie in giro per il mondo: è lì che infatti Jin Xing decide di farsi operare, mettendo letteralmente al mondo se stessa con dolore e con fatica, rischiando addirittura di perdere tutto, l’uso delle gambe e dunque la danza, unica vera ragione di vita. Alla fine però sarà lei a trionfare sul destino, diventando un’autentica donna di altri tempi, circondata da un’aura di fascino impalpabile e da uomini di ogni nazionalità, caparbia e autoritaria, proprietaria di un noto club raffinato di Pechino e venerata come una regina a Shanghai, dove vivrà con marito e figli, e in Europa, Parigi in primis. Un libro sfavillante come la sua protagonista, eroina di una favola in fondo non troppo sui generis e proprio per questo avvincente.

Niente di grave - Justine Lévy

"Amare non vuol dire somigliarsi. Amare non vuol dire essere uguali, comportarsi come gemelli, credere di essere inseparabili. Amare non è avere paura di lasciarsi o di smettere di amarsi. Amare è accettare di cadere da soli, e rialzarsi, da soli."
La fine di una storia, spesso, è l'occasione per fare un bilancio della propria vita. Se, poi, era la storia della tua vita, con un uomo che hai amato sin da quando eri poco più che una bambina e che è diventato presto, forse troppo presto, tuo marito, il bilancio è epocale. Questa è la situazione in cui si ritrova Louise, una giovane parigina, con un lavoro in una casa editrice, che, in questo monologo, mette in discussione tutta la sua vita. Non soltanto la lunga e tormentata storia d'amore con Adrien, che l'ha lasciata per mettersi con l'ex del padre di lui, ma anche il rapporto che Louise ha con suo padre, molto, troppo stretto ed esclusivo, o il confronto con la madre, splendida come una modella, mentre Louise si vede sempre grassoccia e imbranata. Un cumulo d'insicurezze, ansie, paure, immaturità che l'hanno spinta verso l'abuso di droghe e farmaci e un aborto non voluto ma "imposto" dal marito, allora in piena ascesa lavorativa. Louise ha la correttezza morale di non affibbiare tutte le colpe e le origini dei suoi problemi ai genitori o all'ex marito. Perché se loro l'hanno delusa, usata o non l'hanno compresa, la colpa, se di colpa si può parlare, è anche sua, di Louise, del suo orgoglio, che le ha permesso di chiedere aiuto solo una volta toccato veramente il fondo. Come si dice, "Forte non è chi non cade mai, ma chi cade e trova la forza di rialzarsi". Louise si rimbocca le maniche, si fa curare, esplora ed esamina i suoi pensieri, le paure più profonde, le ferite della sua anima e, resa sicura anche da un nuovo amore, più maturo e sicuramente più vero di quello dell'ex marito, ritrova, o forse trova per la prima volta, la serenità.

"Niente di grave" è un libro che si divora, pieno di sentimento, di riflessioni e d'autoironia, una dote che è indispensabile per uscire fuori dalla disperazione. Molte donne si ritroveranno almeno in qualcuno dei problemi e dei pensieri di Louise, sull'amore e sull'autostima, sul matrimonio e il tradimento, sui chili di troppo o sull'infelicità. Se, da una parte, "Niente di grave" non è per nulla una lettura leggera e svagata, dall'altra è meno triste di quel che questa recensione possa far pensare, perché, anche se la protagonista soffre e passa da un guaio all'altro, alla fine ce la fa: riesce a rincollare i cocci della sua vita, capisce che il passato è passato ed è inutile rimuginarci troppo.
"Niente di grave" è un romanzo autobiografico. L'autrice, Justine Lévy, ha veramente un padre ingombrante (il filosofo e scrittore Bernard-Henry Lévy, famosissimo in Francia), una madre ex attrice molto bella ed è stata realmente lasciata dal marito, Raphael Enthoven, anche lui "figlio di", a causa di una modella, Carla Bruni. Insomma, leggendo il libro, non è facile capire quanto sia dovuto alla fantasia e quanto al vissuto dell'autrice, che però, in un'intervista, ha tenuto a ribadire che "Niente di grave" è comunque un romanzo e che, quindi, non tutto quel che è descritto nel libro le è successo veramente.
Justine Lévy ha scritto, nel 1995, un primo romanzo autobiografico, "Incontro", con anch'esso protagonista Louise.
Spulciando per Internet, si apprende che Justine ora ha un figlio, nato dal nuovo amore, e una casa in Camargue, entrambi desiderati dalla sua alter ego letteraria, Louise.

"Di colpo mi sono sentita come un bruco bocciato all'esame di farfalla."

Le sabbie immobili - Giuseppe Pontiggia

"RILEGGERE si usa per i classici che si leggono la prima volta".

Spiritoso e punzecchiante Giuseppe Pontiggia in una breve raccolta, polemica e sarcastica al punto giusto, irriverente e beffarda, fa sorridere e alzare gli occhi al cielo, perche’ c’e’ tanta Italia nei suoi aforismi, nelle sue definizioni, nelle sue brevi riflessioni.

"LUCCIOLE peripatetiche notturne. Sostano nei viali , sotto i lampioni, vicino ai fuochi sulle strade. Una volta erano insetti".

L’italiano coi suoi innumerevoli pregi o con la sua evoluzione immobile, soffermandosi sull’ipocrisia ricorrente che di necessita’ virtu’ sa farne traiettoria, all’occorrenza.
Insomma, lo sappiamo tutti, di furbetti il Bel Paese e’ ben fornito, il problema non sta nell’individuarli , sta nel farli ritirare.

"CONNECTION Connessione affaristico -criminale che in politica, nonostante ogni prova, e’ indimostrabile. Paese di accusatori e di vittime, mai di colpevoli".

E poi vocabolario di termini in disuso o inglesismi ormai insediati, strizza l’occhio e ne ha per tutti. Brevissimo, diciamo che e’ un salino di acciaio. Un poco qui un poco là, come intermezzo e’ decisamente piacevole, pizzica al punto giusto senza lasciare amaro in bocca.
Alcuni capitoli dedicati ai bibliomani, inutile dirlo, molto piacevoli.

"Quello che Forster auspicava per i personaggi dei romanzi, l’espansione, pensalo per la tua biblioteca".

Buona lettura.

Orizzonte di fuoco - James Rollins e Grant Blackwood

Le truppe boere, comandate dal generale Roosa, per sfuggire all’inseguimento degli inglesi, si rifugiano in una caverna ai piedi del monte Groot Karas in Sudafrica. E’ un luogo sicuro, ben nascosto al nemico che può essere controllato e sconfitto, anche se superiore nettamente per numero di soldati e per armi e munizioni. Purtroppo un morbo misterioso sterminerà in poco tempo tutti i boeri che moriranno tra atroci sofferenze. E’ l’anno 1900. Che cosa è accaduto? L’enigma verrà svelato un secolo dopo, quando un magnate dell’industria farmaceutica russa, Abram Bukalov, minacciato a causa dei suoi studi che lo hanno condotto a importanti scoperte, dovrà scappare dalla Russia per evitare che le sue scoperte vadano in mani di coloro che vogliono utilizzarle contro l’umanità.

In "Orizzonte di fuoco" l’ex ranger dell’esercito degli Stati Uniti, Tucker Wayne è in missione a Vladivostok: ha il compito di proteggere un industriale russo dall’imboscata di due cecchini che non vedono di buon occhio l’accordo che il magnate sta per concludere con alcuni rappresentanti dei portuali che lavorano per lui. Concluso il suo lavoro, Tucker riceve l’ordine dal Dipartimento della Difesa degli stati Uniti, di scortare fuori dalla Russia un magnate dell’industria farmaceutica, ricercatore e scienziato di fama mondiale, Abram Bukalov, che ha chiesto aiuto agli americani perché minacciato dai generali di Arzamas. Turner e il suo fedele compagno Kane, riusciranno a prelevare lo scienziato , un suo assistente Utkin dal laboratorio in Siberia, e quella che Bukalov dice di essere sua figlia, Anya, sua fidata collaboratrice. Su un vecchio sommergibile riescono, attraverso il fiume Volga, ad arrivare ad Astrahan dove li attende un aereo che li porterà in Sudafrica. Perchè proprio in Sudafrica?

Durante il viaggio nel sommergibile, lo scienziato racconta a Tucker l’importanza e i pericoli delle sue ricerche: attraverso lo studio di alcune pagine del diario di un medico boero, ricercatore e botanico, l’ ufficiale De Klerk, morto insieme alle truppe in circostanze misteriose in una grotta del Sudafrica nel 1900, durante la seconda guerra per la libertà dei boeri contro gli inglesi, Bukalov è riuscito a isolare il seme da cui sono germinate le creature viventi . LUCA, così si chiama il progenitore della vita , è una risorsa perché aiuterebbe a curare malattie mortali, ma costituisce anche una potente arma di distruzione della vita, se in possesso di organizzazioni criminali: è la prima pianta multicellulare comparsa sul nostro pianeta, seme e origine vegetale, capace di far tabula rasa delle specie esistenti e in grado di amplificare specie virulente che, se usate come armi biologiche , avrebbero conseguenze irreversibili. E’ necessario trovare l’antidoto a LUCA, e per farlo bisogna ritrovare il luogo in cui, un secolo prima, De Klerk e i suoi compagni hanno trovato la morte.

"Orizzonte di fuoco" esce dai confini del giallo e del noir ed entra nel regno del thriller, dello spy story. Il protagonista, Tucker Wayne, fino alla fine misterioso, solitario, forte e coraggioso, è un protagonista a metà: Kane, suo fedele compagno , addestrato come cane militare, è coprotagonista coraggioso, intelligente, fedele e valoroso. Insieme riescono a sventare i tradimenti, le minacce, gli assalti degli infiltrati dei generali di Arzamas. Riusciranno i nostri eroi a trovare le risposte che cercano in Sudafrica e a trovare l’antidoto a LUCA? Bisogna leggere "Orizzonte di fuoco" di James Rollins e Grant Blackwood per scoprirlo.

Marina - Carlos Ruiz Zafon

"Marina" mischia in modo profondo ed emozionante la realtà della vita alla mistica fantasia gotica di una Barcellona alla fine degli anni Settanta.
Oscàr, il protagonista, rivela in modo realistico e commovente i suoi stati d’animo e i timori della sua giovane età, ma esprime in maniera tenera e meravigliosa il suo profondo amore per Marina, una ragazza che appare nelle prime pagine, come la pallida figura di un fantasma,quasi facesse parte di un altro mondo. Il mondo misteriosamente gotico dell’altra faccia di Barcellona.
La curiosità di Oscar viene attirata dalla tetra villa di Sarrìa, quasi un luogo dimenticato dal tempo, che sarà seguito da altrettanti posti desolati e pieni di fascino fantasmagorico nel corso della narrazione.
Oscar, è un giovane studente collegiale, ormai orfano, che dopo aver scoperto la gotica villa, riesce a trovare finalmente il calore di una famiglia mai avuta.
Entrando all’interno di quella casa sottrae un antico orologio con sopra una curiosa iscrizione, e da lì conoscerà veramente la storia di Marina e suo padre Germàn, un bravo pittore, a cui è rimasto soltanto il radioso affetto della figlia.
Ma tutto questo sarà soltanto l’inizio del romanzo, perché esso racchiuderà in sé una storia altrettanto curiosa e inverosimile, ma che proprio per questo cattura la fantasia del lettore.
Ora sarà una vecchia foto a far rinascere l’oscuro passato di un personaggio, Michael Kolvenik, che ha basato la sua vita sulla continua lotta di voler battere il fatidico momento, in cui la morte ci sorprende.
Al contesto del suo impressionante passato fa da sfondo la Spagna franchista, che alla fine tenterà di denunciare tramite la coraggiosa figura dell’ispettor Flòrian le incongruenze dell’azienda di protesi ortopediche della Velo-Granell, di cui Kolvenik è proprietario.
Ma l’arresto organizzato da Florian, non va a termine, perché i colpi di scena certamente non mancano, visto che i corpi di Kolvenik e sua moglie Eva Irinova, bellissima donna dalla voce straordinaria, verranno trovati carbonizzati nella loro abitazione l’ultimo giorno del 1948.
Ma i fatti che sembrano realmente accaduti sono pervasi dall’apparenza, che nasconde ben altra ombrosa verità.
Bisogna soltanto vivere pagina dopo pagina questo straordinario romanzo, perché la curiosità coinvolge il cuore del lettore nel voler comprendere fino in fondo i validi motivi, che hanno spinto Kolvenik a vivere rintanato, a causa di una particolare e sconosciuta malattia.
Nonostante la vicenda di questo strano personaggio, non dobbiamo scordarci della presenza di Oscàr e Marina, che porteranno alla luce questa misteriosa e sconvolgente verità, attraverso il loro quasi impercettibile, ma profondo legame. Un amore adolescenziale, ma che riscopre attraverso le esperienze di vita di altri personaggi, la maturità di un sentimento adulto, che andrà oltre tutto.
Per Oscàr, come succede spesso nella quotidianità, la conclusione sarà inaspettata e amara, ma il bello di vivere un libro è riconoscere in ogni pagina anche la profonda realtà della vita.

Un cappello pieno di ciliege - Oriana Fallaci

"Un cappello pieno di ciliege" è la storia della famiglia Fallaci narrataci dalla voce potente di Oriana. Una storia non certo recente ma che, partendo dal '700 e percorrendo un lungo periodo fino alla fine dell' '800, ci racconta la storia degli avi di Oriana, le origini familiari, i personaggi che in un modo o nell'altro hanno contribuito a farla diventare quella che era. Definita da lei stessa "una saga", Oriana lavorò a questo libro per circa un decennio ma purtroppo non ne vide la pubblicazione. Pubblicato postumo seguendo le precise istruzioni che lasciò la Fallaci, questo romanzo non è solo la storia dei Fallaci, è anche la storia dell'Italia stessa.

Alcuni cenni di quella che lei definiva "la saga familiare dei Fallaci", una storia che percorrendo oltre un secolo di storia italiana, segue le vicende degli antenati di Oriana:

Conosciamo i Fallaci, i Launaro, i Cantini, i Ferrier, entriamo nelle loro vite, conosciamo la loro storia e con essa comprendiamo qualcosa in più della nostra stessa storia.

Leggendo diventiamo Carlo e Caterina, vediamo Firenze nel '700, lavoriamo sodo per ottenere qualcosa e ci ribelliamo contro lo straniero che spadroneggia in Italia. Poi ci imbarchiamo e diventiamo prima Francesco e poi Montserrat, divisi tra Italia e Spagna, perseguitati da un destino crudele. Passano gli anni e ci trasformiamo in Giobatta e Maria Rosa, innamorati e ribelli, pronti a battersi per la propria patria fino all'ultimo. E alla fine diventiamo Anastasia Ferrier e viviamo mille avventure tra l'Italia e l'America. Il filo che li lega tutti è la cassapanca di famiglia, custode di cimeli e storie.
Come si fa a tradurre in parole le emozioni e la bellezza di questo romanzo? Semplicemente non si può, perchè con la sua voce ironica, accurata e appassionata, stavolta Oriana ci trasporta nel cuore della sua famiglia,ci fa conoscere le sue origini familiari e ci delizia con i tanti e meravigliosi personaggi che volente o nolente l'hanno plasmata. La storia dei Fallaci e la storia dell'Italia scorrono di pari passo, in questo modo ci troviamo a guardare uno spaccato di vita italiana tra il '700 e l' '800.

La forza di questa storia è proprio la voce narrante, a dar vita ai personaggi, a permetterci di vivere quasi sulla nostra pelle le loro storie, c'è sempre Oriana. La Fallaci ci delizia con alcuni dei personaggi del suo albero genealogico. Contadini che diventano ribelli, giovani uomini che si uniscono alla Carboneria, donne che con un'immensa forza di volontà lottano quanto e più degli uomini.
In questo libro c'è tutto: c'è la lotta per la libertà, l'amore viscerale per la propria patria, c'è l'amore in tutte le sue forme, ci sono il coraggio e la forza. Questo romanzo è una perla anche per gli amanti di storia italiana perchè la storia ci viene raccontata in un modo talmente scorrevole e raffinato da farcela vivere.

La Fallaci è davvero una garanzia, il modo in cui racconta le vicende della sua famiglia ci permettono di diventare parte integrante della storia. Insieme ai personaggi ci innamoriamo, lottiamo, ci ribelliamo e soffriamo. Le oltre 800 pagine volano via come se nulla fosse, ci si affeziona talmente tanto alla storia da non volerla finire. Questo romanzo è ovviamente consigliatissimo assieme a tutta la produzione della Fallaci, una vera eccellenza italiana. Buona lettura!