Vedi tutti

Gli ultimi messaggi del Forum

La famiglia adolescente - Massimo Ammaniti

Lettura intelligente per genitori 40tenni o 50tenni. Non per curarsi ed evitare di vivere un vita tardo adolescenziale anche da genitori, ma per prendere consapevolezza (autocoscienza?) del fenomeno. E dopo che se ne è presa coscienza? Dopo che si è capito che non è il caso di vivere ostaggio dei figli adolescenti prepotenti e un po' bulli coi genitori? Forse si potrebbe provare a crescere? Si, sicuramente un tentativo andrebbe fatto.
La lettura del volumetto di meno di 100 è facile e piana. Ci spiega perché gli adolescenti si comportano capricciosamente da adolescenti, e perché molti adulti si comportano stupidamente ed erroneamente da adolescenti.
Ovvio che gli adulti tendono alla regressione per un sacco di ragioni sociali e forse anche economiche, oltre che valoriali e antropologiche. Ma così facendo, nota Ammaniti, creano famiglie "adolescenti" e, aggiungo io, contribuiscono a creare una società di "adolescenti", instabile, emotivamente fragile, insicura e allo stesso tempo arrogante.
Insomma la società adolescente sembra una delle facce della società liquida teorizzata da Bauman.
Il denso volumetto è pieno di riflessioni e di esempi che ci costringono dolorosamente a riflettere e a ripensare la relazione coi figli e con noi stessi.
Una lettura davvero obbligata, se solo si potessero obbligare gli adulti a leggere.

Il sole non è più rosso - Luigi Melai

Testo utile per ricerche sui campi di concentramento tedeschi e i legami con il nostro territorio. Storia di un militare e poi resistente internato in Germania. Nativo di Castel del Bosco, la storia di Luigi Melai si intreccia anche con Pontedera e la Rotta. Volumetto utile, con diverse foto e documenti interessanti, con uno spaccato interessante sulla vita militare e i legami familiari.

La città nella città - di Paolo Costagli

Se ci si vuole fare un'idea di cosa è stata ed è ancora l'edilizia popolare e sociale a Pontedera, la lettura dell'agile volumetto di Paolo Costagli è veramente utile ed essenziale. Il testo racconta e spiega molto della crescita della città, soprattutto nel secondo dopoguerra. L'opera si legge bene ed è corredata da belle foto. C'è un grande amore per la realizzazione edilizia di viale Italia. E si tratta di un "scelta" largamente condivisibile.

Quattro letture talmudiche - Emmanuel Levinas

Leggere Levinas è sempre molto impegnativo e faticoso. È una lettura profonda, che chiede tempo, ma che arricchisce. Anche se a volte lascia la sensazione di non aver capito tutto e forse nemmeno la maggior parte delle cose che vengono dette. Segnalo in particolare la quarta lettura le cui riflessioni sulla morale e sull'importanza dell'ebraismo nella cultura contemporanea trovo molto importanti.

Reddito di cittadinanza o reddito minimo? - Stefano Toso

Confesso la mia ignoranza. Fino ad oggi avevo letto poco su un tema che ormai il principale movimento politico italiano indica un pò come la panacea di diversi mali di questo paese. Parlo del reddito di cittadinanza, o almeno con questa dicitura spesso è indicato dagli organi di stampa e soprattutto dai suoi sostenitori.
Il volume di Stefano Toso, dalla lettura, va detto, non proprio semplicissima, fornisce tre cose fondamentali per i lettori che vogliano passare dagli slogan che appaiono sulla stampa e dal "sentito dire" ad una comprensione più approfondita sull'argomento. Salto questo che potrebbe essere utile magari in relazione alle prossime elezioni politiche, quando di sicuro il reddito di cittadinanza verra' presentato come un obiettivo da realizzare nel nostro paese ad esempio dal M5S e forse anche dal Pd.
Il volume di Toso contiene dunque:
1. Un quadro storico culturale e politico (con adeguata bibliografia) in cui il tema si è formato e ha cominciato ad essere discusso e parzialmente attivato;
2. Gli elementi essenziali per capire di che cosa si tratta e di cosa si parla quando ci si riferiscea reddito di cittadinanza e a quella cosa simile che sembra essere il reddito minimo;
3. L'impatto che per ora hanno avuto alcune sperimentazioni parziali, almeno in alcuni paesi europei.
Aggiungo che il tema mi pare bello complicato e che la stessa storia che accompagna la proposta di reddito di cittadinanza e le forme parziali di attuazione costituiscono un bel groviglio di eventi, fatti, idee e interpretazioni in cui non è facile districarsi (anche solo con riferimento al contesto europeo). È un tema moderno e complesso, quindi multifattoriale e che non può essere affrontato con la velocità e la dimensione di un tweet. Naturalmente se si vuole essere seri.
Tuttavia nell'era dell'automazione crescente e agli albori dell'età della robotica che, quasi certamente, modificherà in maniera ancora più radicale il rapporto tra gli uomini e il lavoro, la riflessione su uno strumento sociale che garantisca a tutti un reddito e quindi una vita dignitosa si pone con forza ed evidenza e non può essere liquidato con una battuta, date le molte implicazioni che porta con sé sul piano economico-fiscale, ma anche psicologico, sociale e culturale.
Per questo sarebbe bene che su un argomento che probabilmente sarà sempre più centrale nel nostro futuro prossimo l'opinione pubblica avesse le idee più chiare possibili. Il libro di Toso è un piccolo ma utile strumento che ci aiuta ad andare in questa direzione.

Manuale di lettura creativa - Marcello Fois

Testo fatto di tanti piccoli articoli e brevi saggi. Sa di Umberto Eco, influenza fondamentale per uno scrittore, sceneggiatore e saggista qual è il sardo Fois, bolognese però di adozione, perchè a Bologna Fois ha studiato con maestri illustri e qui lavora e vive dai tempi dell'Università.
Tra le tantissime cose belle che condivido di quello che Fois scrive, c'è l'idea che chi scrive debba anche leggere e sapere molto. E che la scrittura sia un reimpastare continuamente testi e contenuti prodotti da diversi autori nel corso degli ultimi 2500 anni. E che quindi solo chi conosce la tradizione possa portarla avanti e produrre vera innovazione letteraria.
E poi mi sono innamorato delle chicche che Fois dedica a 'i promessi sposi' e a 'pinocchio', due testi fondanti, insieme a 'Cuore' di De Amicis della cultura e dell'identità nazionale.
Ma di riflessioni su come e cosa si dovrebbe leggere il volume è pieno.
Ed anche per questo è anche un piccolo manuale di riferimento per chi voglia scrivere, cercando di dare il meglio di sé in questo mestiere.

Il giardino delle mosche - Andrea Tarabbia

La storia del mostro di Rostov, al secolo Andrej Romanovič Čikatilo, viene narrata in prima persona in questo bel libro. Una tragica esistenza segnata da povertà, guerra e violenza genera un mostro sanguinario capace di uccidere più di cinquanta persone. Non si è alla ricerca di una genesi della pazzia, né ad una giustificazione di delitti tanti efferati, ma è solo la narrazione di una storia di un uomo. Vicende personali che si intrecciano con la storia dell'URSS, si va dagli anni di Stalin, alla stagnazione Brezneviana fino alla dissoluzione di Gorbaciov.

Il libro è sconvolgente, tremendo, ma al tempo stesso molto bello. La trovata geniale è la narrazione in prima persona, la consapevolezza dei tremendi atti compiuti rende allucinante l’abisso nella mente del mostro. I suoi dialoghi deliranti col fratello morto sono l’essenza di un assassino seriale che cerca giustificazione dei delitti e degli spregi compiuti sulle vittime.
Per chi vuole conoscere gli antri più oscuri della mente umana.

Per approfondire:
CITTADINO X film del 1994 con Donald Sutherland
La pagina di wikipedia su Cikatilo: https://it.wikipedia.org/wiki/Andrej_Romanovi%C4%8D_%C4%8Cikatilo

Credere, tradire, vivere - Ernesto Galli della Loggia

Perché leggere l'ultimo libro di Ernesto Galli Della Loggia?
Si intitola "Credere tradire vivere. Un viaggio negli anni della Repubblica" (il Mulino, 2016, 345 p., 24 euro) e contiene molti spunti e suggestioni. È scritto bene, le pagine scorrono che è una bellezza e per chi ha un pò di passione per la storia politica di questo paese non mancano davvero argomenti su cui riflettere.
Il taglio sta fra il saggistico e il narrativo ed intreccia la storia della Nazione con le vicende biografiche personali dell'Autore e questo trasforma il testo in una specie di "Come eravamo" in cui il protagonista racconta coi suoi occhi la storia della Repubblica e come ha saputo navigare nelle vicende politiche di questo sfaccettatissmo, diviso e discorde paese.
Aggiungo che gli occhiali che indossa EGDL (è l'acronimo del nome e cognome dell'autore) sono in realtà due paia però con focali diverse: la focale dello storico e quella del giornalista. A volte usa la prima, a volte la seconda. A volte, come fanno talora gli anziani, se le mette entrambe contemporaneamente. A volte, stanco, se le leva tutte e due.
A volte si lancia in gustose polemiche con intellettuali morti, come Bobbio e Bocca, ma più di tutti se la prende con i comunisti. Anche qui, quasi tutti morti. Rivaluta un po' Craxi, ma non più di tanto.
Gli unici che la scampano sono i cattolici e la chiesa. Nel senso che li ignora.
Se uno non conoscesse niente della storia d'italia, uscirebbe dalle pagine di EGDL senza quasi incontrare il nome di un democristiano (De Gasperi è citato una sola volta, idem Andreotti, i due Segni mai, Gronchi mai, Fanfani mai. Moro è l'unico che comparire più volte). Stessa assenza per i Papi del dopoguerra. Invece Giampiero Mughini gode di 7 o 8 citazioni; e pure Floris D'Arcais. Tanto per fare un paragone.
Vogliono dire qualcosa queste assenze cattoliche? Forse che il 60 o 70 per cento del paese non ha partecipato a questa storia? Ma allora il titolo doveva parlare di mezza repubblica. Perchè non si può parlare di Italia ignorandone la parte maggioritaria, solo perché la nostra storia personale non si è incontrata con la loro. O solo perché una vulgata prima accetta e poi respinta, la lettura "marxista" della storia d'Italia, ha parzialmente oscurato la presenza dei cattolici.
Ma c'è un altro elemento davvero interessante che EGDL pone con forza nella narrazione repubblicana ed è il peso della cultura politica "azionista".
Qui EGDL non riconduce però con chiarezza l'azionismo ad una delle molte anime del liberalismo italiano, nè lo riporta alla sua profonda matrice borghese, e quindi non risulta chiaro come e perché azionismo, liberalismo e cultura borghese siano stati in larga misura presenti e per lunghi tratti egemoni da metà '800 in poi nella cultura e nella politica italiana, certo insieme al mondo cattolico e alla cultura cattolica.
Una delle note deludenti inoltre è la mancanza di risposta ad una domanda che il volume stesso suscita, ma che alla fine elude. Infatti, dopo aver strapazzato a lungo i cadaveri di comunisti e socialisti, EGDL non riesce a spiegare perché queste forze siano scomparse politicamente e culturalmente dall'agone. Com'è infatti che un'egemonia culturale come quella comunista è così rapidamente tramontata? Che fine hanno fatto i loro giornali, le loro riviste, il loro dibattito culturale? Mistero.
Com'è che invece al centro della storia di questo paese sono rimasti i cattolici per quanto non più aggregati in un solo grande partito?
Per quale ragione il pensiero liberale e democratico continua ad essere il punto di riferimento di questa squinternata e per fortuna poco patriottica repubblica guidata dai borghesi anche se non esiste più un partito liberale, anche se buona parte del partito democratico assomiglia ad un miscuglio liberal-cattolico?
Per quale ragione l'egemonia borghese continua ad essere vitale e a tenere a galla il paese, economicamente e politicamente nonostante grandi trasformazioni e cambiamenti?
Forse è rispondendo a domande come queste che si capirebbe meglio cosa sono gli italiani (come insieme vario, discorde e diviso) e cosa è stata la loro storia nella fase repubblicana.
Ma la focale di EGDL e il linguaggio del giornalismo insieme ai limiti del biografismo non facilitano analisi complicate e, preferendo risposte semplici e colorate, non aiutano neppure a capire cosa siamo stati veramente o quasi. Come individui e come entità nazionale. Peccato.

Una gatta in fuga - Vanna Cercenà

Non è facile raccontare perchè si parte da certi luoghi, che sono il posto dove si è nati e dove per ragioni di guerra e di odio non si può più continuare a vivere e a far crescere i propri figli. Siria, Libano, Iraq... il Medio Oriente martoriato da idee fanatiche e da guerre. Il Medio Oriente dove imperversano odio e follia da cui è bene allontanarsi. Come spiegare l'idea di abbandonare la propria casa e il coraggio di attraversare vicende dolorose e rischiose, perfino mortali, per recuperare un barlume di speranza? Come si fa a dire tutto questo con "leggerezza" e senza risultare falsi o retorici? Come si fa a raccontarlo ai bambini? Da quali prospettive porsi per narrare un dramma senza soffocare e spaventare troppo il lettore? Chi leggerà il piccolo libro doloroso ma lieve di Vanna Cercenà lo scoprirà a poco a poco.

Niente trucchi da quattro soldi - Raymond Carver

Un utilissimo manuale che ogni aspirante scrittore dovrebbe leggere per evitare i più comuni errori. Libro tratto da numerose interviste a Carver, nelle quali darà dei preziosissimi consigli per aiutarci a svolgere meglio il nostro lavoro di scrittura.