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Gli ultimi messaggi del Forum

Qualcosa - di Chiara Gamberale

Ho letto il testo. Tutto. Fino in fondo. E non riesco a farmi un'idea precisa della cosa. Si, insomma, di cosa col suo romanzo (perchè sulla copertina c'è scritto che si tratta di un romanzo e no di una fiaba, abbondantemente illustrato da Tuono Pettinato, come se fosse una fiaba per ragazzi delle elementari o al massimo di 1a media) ci abbia voluto non dire la Gamberale. Non capisco se il testo è una provocazione, il frutto di uno stato confusionale, un disperato bisogno di scompigliare le idee degli altri per costringerli a cercare di capire un mondo sempre più complicato, un messaggio di resa verso una generazione di lettori considerata quasi perduta, un tentativo che non mi pare molto riuscito di scimmiottare un ben più significativo "piccolo principe". Boh. Davvero un testo che attriga, più che intrigare. Non so però se cercherò di rispondere a queste domande. Spero che altri lettori (ce ne sono ben 17 copie in rete e molte sono in lettura) segnalino le loro impressioni. Positive o negative che siano.

Odore di chiuso - Marco Malvaldi

Audiolibro da consigliare. Il racconto è vivace ed intrigante. La lettura scorre leggera ed affascinante. Io l'ho ascoltato in auto mentre guidavo ed è stato un'ottimo compagno di viaggio. merita di essere ascoltato

ˆLa ‰fine è il mio inizio - Tiziano Terzani

Audiolibro da consigliare. Superato il primo impatto, nel quale si è tentati di interrompere definitivamente l'ascolto, il racconto è vivace e sincero. da la possibilità di incontrare una persona "spumeggiante", che si confronta con la realtà e le situazioni della vera senza preconcetti. Ciò permette a chi ascolta di confrontarsi con le esperienze descritte.

Seta - Alessandro Baricco

"Seta" narra la storia di Hervé Joncour, che di professione rifornisce di bachi da seta le filande del paese francese in cui vive e, quando in Europa e in Africa scoppia un’epidemia che rende inutilizzabili i bozzoli, è costretto ad intraprendere lunghi viaggi in Giappone, una terra “alla fine del mondo” da non molto tempo aperta agli stranieri. Qui viene accolto dal ricco Hara Kei, un enigmatico personaggio proprietario di una meravigliosa voliera di uccelli esotici e costantemente accompagnato da una giovane ragazza dagli occhi dal taglio occidentale e il volto da ragazzina. Hervé e la misteriosa fanciulla s’innamorano, ma il viaggiatore ama anche la moglie Hèléne, che lo attende in Francia. La ragazza sconosciuta si dichiara con uno scritto in ideogrammi giapponesi, che Hervé fa tradurre a Madame Blanche, una ricca prostituta giapponese residente in Francia.
Per non rovinare la lettura non bisogna dire altro sulla trama del romanzo, meglio soffermarsi sull’analisi dell’opera. Il titolo, che rimanda alla seta, il tessuto più leggero che esista e che in Giappone ha persino la consistenza del nulla, non si riferisce soltanto all’argomento principale del racconto, ma anche alla leggerezza delle sue pagine. Seta è un romanzo breve costituito da altrettanto brevi capitoli (uno di essi è lungo addirittura tre righe) e colmo di silenzi, allusioni e ripetizioni. La narrazione è semplice e oggettiva, basata sulla mera enunciazione dei fatti e avara di descrizioni, eppure l’opera evoca un’atmosfera sospesa e misteriosa, come se l’autore non volesse raccontare tutto; forse il racconto vuole trasmettere le stesse sensazioni che Hervé ha provato in Giappone, una terra inaccessibile e incomprensibile, affascinante e suggestiva.
In un certo senso sembra una fiaba per la sua atmosfera senza tempo, sebbene le coordinate spazio-tempo siano ben definite dall’elenco di eventi storici contemporanei alla vicenda descritti all’inizio del racconto e dalla citazione di vari luoghi geografici nel corso della narrazione. La ripetizione dell’elenco dei luoghi attraversati dal protagonista durante i suoi viaggi trasmette, oltre alla ripetitività annuale con cui il protagonista compie il viaggio, l’epica maestosità dell’impresa compiuta.
Consigliato a coloro che amano il Giappone o cercano una lettura veloce e leggera ma singolare e profonda.

Gray - Xharryslaugh

Gray-l'amore ha una sola direzione è un libro nato come fenomeno wattpad scritto da una giovane autrice toscana nel quale lei unisce due sue grandi passioni: musica e scrittura. La storia parla di due giovani ragazzi, Harry e Heisel, i quali vivono la passione e la follia del primo grande amore: entrambi sono testardi,incasinati e con un passato difficile e doloroso alle spalle; affronteranno insieme i loro problemi e tutti gli ostacoli che gli si presenteranno. Gray è ambientato in una società attuale dove i lettori si possono ritrovare e rivivere tutte le emozioni che i protagonisti affrontano.

La voce delle onde - Yukio Mishima

La voce delle onde di Mishima è un romanzo molto scorrevole e introspettivo ambientato in un'isola giapponese isolata dal resto della nazione; come suggerisce il titolo, le onde e il mare ci accompagnano per tutta la lettura, lasciando un piacevole retrogusto anche nelle parti più tristi. La trama del libro è molto semplice, in contrasto con le altre opere di Mishima, ma già alla seconda rilettura molti particolari saltano agli occhi, soprattutto riguardo alle personalità dei due protagonisti: Shinji e Hatsue. Lo sfondo di questa storia d'amore è una società chiusa, arretrata rispetto al continente, dove gli stereotipi del samurai e del pescatore condizionano fortemente tutta la popolazione, ed è proprio da questo che nascono i problemi per i due ragazzi.
Una lettura particolare da fare durante una notte insonne.

Cose in Comune - di Alberto Cioni

Letto. L'autore è stato una persona importate negli anni '90 nell'ambito dell'Amministrazione comunale di San Miniato (PI). Qui è stato indiscutibilmente il principale collaboratore dell'allora sindaco Alfonso Lippi. Qui ha vissuto la trasformazione di una stagione che all'inizio vedeva ancora, come ha scritto lui, i segretari di partito eleggere il sindaco, mentre alla fine di quel decennio il rapporto si era quasi completamente rovesciato ed erano i sindaci a nominare i loro segretari di partito. I bozzetti che ci ha regalato sono divertenti e curiosi. Ma le riflessioni e la testimonianza di prima mano che potrebbe donarci (ed io mi riferisco almeno alla situazione di San Miniato), potrebbero essere ancora più significativi e importanti per un dibattito culturale, prima ancora che politico, che su questi temi non riesce ad andare da nessuna parte.

R: Per questo mi chiamo Giovanni - Luigi Garlando

Per questo mi chiamo Giovanni è un libro scritto da Luigi Garlando.
Ambientato in Sicilia, parla di un padre di nome Luigi che spiega a suo figlio Giovanni perché gli ha dato questo nome e l’importanza che ha per lui, per i siciliani e per l’Italia intera. Luigi Garlando parla di mafia e affronta uno dei temi più difficili ai quali approcciarsi: uscire dal buio dell’omertà e avere il coraggio di raccontare la mafia a un bambino. Lo fa ripercorrendo tutta la storia di Giovanni Falcone, di come fino all’ultimo non abbia mai abbassato la testa e non ha permesso a cosa nostra di vincere.
“Per questo mi chiamo Giovanni” è un inno alla libertà e alla giustizia, e anche se non sembra è molto attuale, perché la mafia continua a esserci.

Lo scultore - Scott McCloud

David Smith è uno scultore che ha dedicato la sua vita all'arte, spinto dalla ricerca del successo, ormai sull'orlo del fallimento, deciso a spendere i pochi soldi rimasti nell'alcol. È proprio in uno di questi locali, mentre continua il suo lento degrado morale, che incontra la morte, che gli appare sotto forma del suo defunto Zio Henry, che lo pone difronte a un bivio: uscire da quel locale, cambiare città e vivere una vita bella e tranquilla ma lontano dal successo, oppure acquisire il potere di modificare qualsiasi materiale a suo piacimento semplicemente toccandolo, ma con soli duecento giorni di vita restanti. David, ormai convinto che l'unica cosa importante per lui siano l'arte e la fama, sceglie di acquisire il potere che lo renderà famoso.
È da qui che inizia il tragico ma allo stesso tempo emozionante viaggio interiore ed esteriore di David, un uomo tormentato dai ricordi e da una vita di fatiche e critiche, un uomo che è ormai convinto che non esista la felicità vera e propria ma solo quella che i soldi possono portare. A scatenare il cambiamento dentro di lui sarà l'Amore, un sentimento per molto tempo a lui sconosciuto, che ritroverà in Meg, una bellissima attrice, anch'essa in cerca di successo, ma che a differenza di David cerca di vivere la vita in ogni modo possibile. Il rapporto tra i due è il fulcro principale dell'opera, che favorisce alla sua drammaticità, in cui vediamo come anche due persone molto diverse per ideali e gusti possano amarsi follemente. Lo scultore è un'opera piena di messaggi, primo tra tutti che la vita per quanto breve regala momenti indimenticabili ed è grazie all'amore, e non hai soldi, che si può raggiungere la felicità, che David per molto tempo penserà di aver perso. Oltre a ciò "lo scultore" offre anche un approfondimento psicologico dell'essere umano e l'arte: l'arte si riflette sull'uomo tanto quanto l'uomo riflette se stesso sull'arte. David è uno scultore quindi seguendo la sua arte tende a cercare di eliminare dalla sua vita tutti gli strati inutili con lo scopo di raggiungere l'opera perfetta, senza rendersi conto di quali siano effettivamente i giusti strati da togliere, Meg invece è un'attrice e come tale cerca spesso di mascherare i suoi veri sentimenti mantenendo la stessa finta immagine sorridente che tutti vedono. La figura della morte infine prevale all'interno dell'opera, ma grazie al simpatico personaggio dello Zio Henry ce ne viene fornita una visione meno tragica e più profonda: la morte è un resoconto, una linea di confine dopo la quale non esiste altro, se non i ricordi della vita precedente, ed il suo scopo sta proprio nell'intimare l'uomo a viverla accogliendo ogni minuto come se fosse un oceano.
Credo che "Lo scultore", sia per i disegni, semplici ma allo stesso tempo dettagliati, capaci di raggiungere livelli di pathos unici, sia per la storia tragica ma comunque emozionante, ricca di personaggi vivi e reali a cui nel bene e nel male ci affezionammo, sia una delle storie più belle e originali che abbia mai letto e consiglio caldamente a chiunque di leggerlo per non perdersi questo piccolo capolavoro.

Numero zero - Umberto Eco

Il romanzo è ambientato nell’anno cruciale della storia italiana recente, il 1992, anno fondamentale l’Italia tanto da essere considerato la cesura tra quella che chiamiamo “Prima Repubblica” e “Seconda Repubblica”. Il luogo in cui si svolge è proprio la città più importante di quell’anno, Milano, dove la “tragedia” di tangentopoli si consumò, ma, dove tutto sembrava più tranquillo.
Il protagonista è un uomo un po’ ambiguo, un giornalista mediocre, uno scrittore fallito. Il primo capitolo si apre con la descrizione della sua casa, devastata: infatti sono appena entrati dei ladri per rubare un dischetto. Il romanzo ci dirà cosa c’è dentro quel dischetto alla fine del libro, con un lungo flashback che. alla fine, con una struttura ad anello, ci riporterà al punto di partenza. Un giallo. Attorno al quale ruoteranno personaggi ambigui, loschi, grotteschi, che ci parlano di un tempo in cui, nonostante la diffusione dell’informazione, non si sa nulla e non si hanno certezze e tutto può essere supposto e tramato nel buio. In realtà tutto nel romanzo ruota attorno a un amaro nulla di fatto assurdo. L’assurdità è infatti l’unica certezza, il punto di partenza: lo stesso “Numero zero” è il primo numero di un giornale scritto per non uscire mai, a cui il protagonista lavora con un’intera redazione. Tutti i giorni si reca al lavoro per creare un qualcosa che non verrà alla luce, ma questo nulla di fatto naturalmente non è senza scopo, infatti dietro vi si nascondono molti interessi e costerà anche molto ai protagonisti.

Sostiene Pereira - Antonio Tabucchi

“Disse: la filosofia sembra che si occupi solo della verità, ma forse dice solo fantasie, e la letteratura sembra che si occupi solo di fantasie, ma forse dice la verità.”

Questo libro può esser considerato un romanzo storico perché la trama del romanzo, ambientato nella Lisbona del 1934, si svolge durante la dittatura di Salazar e alla vigilia di uno dei più grandi disastri della storia.
Sono affrontati, attraverso una scrittura all’apparenza leggera e capace di trasportarti - accompagnandoti - di pagina in pagina, temi molto importanti e vasti come quello circa la libertà di pensiero e d’espressione.
E’ in primo piano anche il ruolo della cultura che, attraverso un linguaggio metaforico, ha il potere – e forse il dovere – di risvegliare le coscienze.
Il protagonista è, infatti, un giornalista che ha alle spalle una carriera passata a scrivere articoli di cronaca che si ritrova a gestire la pagina culturale di un giornale pomeridiano, il ‘Lisboa’.
Il nome del protagonista è Pereira – o meglio, il cognome – ed il titolo del libro ricorre più volte nel romanzo – oppure viene semplicemente richiamato da espressioni come ‘sostiene’.
Il narratore non è onnisciente, sembra riportare solamente una testimonianza: la testimonianza di Pereira, un personaggio molto dinamico che, dunque, nel corso del romanzo cambia notevolmente ( prima molto attaccato al passato – ci viene presentato come vedovo e di cattiva salute - poi, dopo aver fatto la conoscenza di due giovani ragazzi ‘ribelli’, un uomo coraggioso che non ha più paura, schierato contro il buio di una dittatura feroce ).
Ho apprezzato molto questo libro anche perché Tabucchi sembra rivolgersi a tutti i timorosi, invitandoli(ci) a trovare il proprio io egemone, a non lasciare che quest’ultimo soffochi.

Blankets - di Craig Thompson

"Blankets" è una graphic novel coinvolgente e che fa molto riflettere. Parla di amore, famiglia e religione e descrive le emozioni e la vita dell'autore in modo tale da permetterci di immedesimarsi in lui e provare i suoi stessi stati d'animo. La sua vita viene illustrata con maestria e inoltre vengono affrontati temi come bullismo e violenze, a partire dalla sua infanzia fino al raggiungimento, da parte di Craig, dell'età adulta. Il tema principale però rimane l'amore, che nasce inizialmente tramite lettere e poi durante la permanenza di lui a casa di lei. Un amore che però non scade nell'estremo romanticismo, ma trasmette la dolcezza del loro rapporto. E' un fumetto che consiglio estremamente.

R: Chi manda le onde - Fabio Genovesi

Con uno stile semplice e una trama divertente, Fabio Genovesi racconta le storie di una bambina albina, di una madre single, di un professore ancora dipendente dai genitori e un po' maldestro e di un bambino arrivato da Chernobyl. La vita farà incontrare questi personaggi permettendoci una lunga riflessione su molti aspetti della vita, come la morte, la malattia, le relazioni, l'amicizia e molto altro. Ciò che colpisce particolarmente di questo libro è l'atteggiamento di ogni personaggio nei confronti della vita, spesso dura e incomprensibile, e il valore di tutto ciò che la vita ci mette davanti.